Economia

Borse Ue chiudono incerte dopo il primo ok all'impeachment per Trump

Gli investitori snobbano il voto della Camera Usa, dando per molto probabile uno stop al Senato, dove i Repubblicani sono in maggioranza. Dopo l'accordo con Washington, la Cina pubblica un elenco dei beni americani esentati dai nuovi rialzi tariffari. Tokyo chiude a -0,29%

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MILANO - Le Borse europee chiudono contrastate e incerte all'indomani del voto favorevole della Camera Usa all'impeachment per il presidente Trump. Gli investitori accolgono la decisione comunque con moderata sorpresa vista l'ampia maggioranza di cui gode il Partito democratico in quel ramo del Congresso. Sullo sfondo, dopo l'intesa annunciata venerdì, si attendono di conoscere i dettagli dell'accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Pechino intanto ha pubblicato una lista di prodotti che saranno esclusi per un anno da tariffe aggiuntive a partire dal 26 dicembre prossimo. L'elenco è composto da sei categorie di prodotti chimici, tra cui la paraffina.

In Europa, Milano riesce a guadagnare lo 0,34% con il balzo di Nexi dopo l'ufficializzazione dell'ingresso massiccio di Intesa Sanpaolo. Contrastate le altre: Londra sale dello 0,44% finale, Francoforte cede lo 0,07% mentre Parigi guadagna lo 0,21%. In Asia i listini si sono orientati negativamente con Tokyo che ha chiuso in calo dello 0,29% dopo le indicazioni della Banca del Giappone (Boj), che ha lasciato la politica monetaria invariata. Wall Street ignora le vicende politiche e riesce a vedere nuovi record, con Il Dow Jones che guadagna lo 0,4% alla chiusura dei mercati Ue e il Nasdaq in rialzo dello 0,5%.

Chiusura in leggero calo per l'euro sul dollaro sempre sopra quota 1,11. La moneta unica passa di mano a 1,1116 dollari e arretra anche nei confronti dello yen a 121,489. Dollaro che cede sulla valuta nipponica a 109,30 yen. In leggero rialzo lo spread tra Btp e Bund di nuovo in area 160 punti base.

Tra i dati di giornata, l'Istat registra un "un lieve segale di ripresa" per i prezzi delle case, in crescita nel terzo trimestre dello 0,4% su base annua.  Forte incremento invece delle ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps: il dato è salito a novembre a 30,9 milioni di ore (+19,5% rispetto a ottobre). Negli Usa delude l'andamento dei sussidi per la disoccupazione che scendono soltanto di 18 mila unità a quota 234 mila (gli analisti scommettevano su un calo fino a 225 mila). Inferiore alle aspettative anche il calo a 0,3 punti dell'indice della Fed di Philadelphia.

In rialzo, infine, il petrolio con il Wti di febbraio a 61,3 dollari (+0,79%) e il Brent pari scadenza a 66,6 dollari (+0,77%).