Economia

Le Borse cinesi tirano il fiato, Milano balza dell'1,6 per cento. Tregua per il petrolio

Shanghai e Shenzhen recuperano terreno dopo il tonfo di ieri. Tokyo chiude a +0,49%. Bene l'Europa e Wall Street, vola Tesla. L'Opec valuta il raddoppio dei tagli alla produzione di greggio

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MILANO - Le Borse cinesi recuperano in parte terreno all'indomani della difficilissima seduta di riapertura al termine del Capodanno, con le principali piazze finanziarie del Dragone che hanno bruciato quasi 420 miliardi di capitalizzazione. Dopo un avvio ancora in affanno Shanghai e Shenzhen sono riuscite a invertire la rotta e hanno chiuso rispettivamente a +1,34% e 1,8%. Sulla stessa lunghezza d'onda Tokyo, che ha segnato sul finale un +0,49%.


Bene l'Europa

Anche l'Europa, che ieri era stata immune ai cali, conferma il recupero: Milano termina le contrattazioni con un balzo dell'1,64 per cento, nonostante la debolezza di Ferrari che ha perso oltre 2 punti percentuali dopo i conti del 2019. Bene invece Intesa Sanpaolo, anch'essa alla prova della trimestrale. Acquisti sostenuti anche sulle altre Piazze del Vecchio continente: Londra cresce dell'1,53% finale, Francoforte dell'1,81% e Parigi dell'1,76 per cento. Negli Stati Uniti, proseguono i recuperi: alla chiusura degli scambi Ue, il Dow Jones aggiunge l'1,7%, come lo S&P500, mentre il Nasdaq sale del 2 per cento. Vola letteralmente Tesla, che ha ormai raddoppiato il proprio valore da inizio anno.

Gli investitori cercano ancora di valutare gli effetti del coronavirus, con il bollettino aggiornato che registra nella giornata di ieri il numero più alto di vittime, 64. Quasi tutti gli addetti ai lavoratori convengono però che in ogni caso l'impatto sull'economia si farà sentire. Ieri Goldman Sachs ha rivisto al ribasso le proprie stime sulla crescita globale proprio alla luce dell'epidemia in corso, ipotizzando per il 2020 una crescita del 3,25%, con il virus che potrebbe pesare negativamente fino a tre decimi di punto in meno.  "L'impatto di breve termine è forte. Cosa accadrà per il resto del 2020 dipenderà da quanto velocemente l'episodio sarà messo sotto controllo", ha spiegato il capo economista Jan Hatzius.

Mentre l'Istat registra un leggero rialzo dell'inflazione a gennaio, lo spread tra Btp e Bund tedeschi termina la giornata in calo a 135 punti base, dai 138 della vigilia. Poco mosso il cambio tra euro e dollaro Usa: la moneta unica passa di mano debole a 1,1036 dollari mentre si rafforza sullo yen a 120,63. Il dollaro guadagna sullo yen a 109,30. Lo yuan si rafforza sia sulla moneta europea che su quella americana, rispettivamente, a 7,72 e a 6,99.


Petrolio in rimbalzo, scende l'oro

Sullo sfondo della crisi del coronavirus, una delle conseguenze più pesanti sul mercato si è vista sulla sponda delle commodities, con il petrolio sceso ai minimi da un anno e che soltanto ieri ha perso quasi 5 punti percentuali e con il Wti, il petrolio del Texas sceso anche sotto la soglia dei 50 dollari. Il cartello dell'Opec, in sincrono con i Paesi alleati come la Russia, sta valutando di estendere i tagli alla produzione portandoli da 500 mila a un milione di barili al giorno. Anche per queste indicazioni, le quotazioni recuperano terreno dopo che ieri il prezzo del barile è scivolato brevemente al di sotto della soglia psicologica dei 50 dollari. Oggi, alla chiusura dei mercati Ue il contratto Wti a marzo sale dell'1,1% a 50,7 dollari al barile. Il Brent ad aprile sale dell'1,2% a 55,1 dollari. In calo l'oro, che perde l'1,5% a 1.553 dollari l'oncia.