MILANO - Si attenua la preoccupazione sui mercati per il virus cinese, ma i listini europei non sfuggono alla debolezza che caratterizza le chiusure degli scambi.
La giornata era partita in recupero, dopo i cali della vigilia e nonostante la chiusura negativa di ieri di Wall Street. Sulla sponda asiatica gli indici hanno terminato tutti in positivo con Tokyo che ha concluso gli scambi in rialzo dello 0,7%. Indicazioni analoghe sembravano arrivare anche dall'Europa, partita in buon slancio. Ma poi le Borse del Vecchio continente hanno invertito la rotta intorno a metà seduta: Londra alla fine della giornata scivola dello 0,51%, Francoforte dello 0,3% e Parigi dello 0,58%. In linea Milano, che lascia sul terreno lo 0,58%.
Andamento in positivo invece per Wall Street: quando terminano gli scambi sul Vecchio continente, il Dow Jones sale dello 0,1%, il Nasdaq avanza dello 0,6% e lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,2%.
L'euro chiude in lieve calo sotto 1,11 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1073 dollari e a 121,73 yen. Dollaro/yen a 109,90.
Andamento invece in netto rialzo per lo spread, che sconta le dimissioni da leader del M5s di Luigi Di Maio, con possibili ripercussioni per la tenuta della Maggioranza di governo. Il differenziale di rendimento tra titoli decennali vive una fiammata in mattinata che lo porta fin quasi a 170 punti, poi lo spread torna poco sopra quota 160 ai livelli della viglia con rendimento all'1,346 per cento.
Tra i dati macroeconomici frena l'industria italiana a novembre. Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat il fatturato è rimasto fermo mentre gl ordinativi sono scesi dello 0,3%. Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti in dicembre sono salite del 3,6% a un tasso annualizzato di 5,54 milioni di unità, sopra le attese degli analisti. Si tratta dell'aumento maggiore degli ultimi due anni. A spingere il mercato immobiliare sono i bassi tassi di interesse che favoriscono i mutui.
Il petrolio continua a scivolare a causa dei timori per un eccesso di offerta globale. Il greggio a marzo cede l'1,64% a quota 57,42 dollari al barile.
La giornata era partita in recupero, dopo i cali della vigilia e nonostante la chiusura negativa di ieri di Wall Street. Sulla sponda asiatica gli indici hanno terminato tutti in positivo con Tokyo che ha concluso gli scambi in rialzo dello 0,7%. Indicazioni analoghe sembravano arrivare anche dall'Europa, partita in buon slancio. Ma poi le Borse del Vecchio continente hanno invertito la rotta intorno a metà seduta: Londra alla fine della giornata scivola dello 0,51%, Francoforte dello 0,3% e Parigi dello 0,58%. In linea Milano, che lascia sul terreno lo 0,58%.
Andamento in positivo invece per Wall Street: quando terminano gli scambi sul Vecchio continente, il Dow Jones sale dello 0,1%, il Nasdaq avanza dello 0,6% e lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,2%.
L'euro chiude in lieve calo sotto 1,11 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1073 dollari e a 121,73 yen. Dollaro/yen a 109,90.
Andamento invece in netto rialzo per lo spread, che sconta le dimissioni da leader del M5s di Luigi Di Maio, con possibili ripercussioni per la tenuta della Maggioranza di governo. Il differenziale di rendimento tra titoli decennali vive una fiammata in mattinata che lo porta fin quasi a 170 punti, poi lo spread torna poco sopra quota 160 ai livelli della viglia con rendimento all'1,346 per cento.
Tra i dati macroeconomici frena l'industria italiana a novembre. Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat il fatturato è rimasto fermo mentre gl ordinativi sono scesi dello 0,3%. Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti in dicembre sono salite del 3,6% a un tasso annualizzato di 5,54 milioni di unità, sopra le attese degli analisti. Si tratta dell'aumento maggiore degli ultimi due anni. A spingere il mercato immobiliare sono i bassi tassi di interesse che favoriscono i mutui.
Il petrolio continua a scivolare a causa dei timori per un eccesso di offerta globale. Il greggio a marzo cede l'1,64% a quota 57,42 dollari al barile.