Economia

Ocse: servono criteri più chiari per gli investimenti sostenibili

(afp)
Nel rapporto dell'Organizzazione parigina si sottolinea che ci sono 30 mila miliardi di asset con criteri Esg, ma servono parametri più certi per la valutazione
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MILANO - Finanza "sostenibile" e "resiliente" dopo la pandemia. A questo tema è dedicato il sesto Business and Finance Outlook dell'Ocse, la pubblicazione annuale dedicata alla ricognizione sui principali trend in atto nel mondo economico, della finanza e degli investimenti. Un'edizione focalizzata sui principi Esg, quell'insieme di considerazioni su aspetti ambientali, sociali e di governance che sanno diventando sempre più centrali nelle strategie delle aziende e degli investitori.

Un comparto che ha registrato stabili flussi di crescita negli ultimi anni, ricostruisce il rapporto, tanto che ci sono asset per oltre 30 mila miliardi di dollari di valore che in qualche modo incorporano considerazioni Esg. Nota l'Ocse che la crescita è trainata da due driver: da una parte i gestori e gli investitori professionali si sono resi conto che i rischi Esg possono avere un impatto sugli asset e sulla loro rischiosità; d'altra parte i consumatori 'finanziari' sono diventati sempre più interessati a sapere come i loro risparmi sono investiti. Il rischio reputazionale per chi non mette i propri denari al servizio del raggiungimento di obiettivi planetari - come quelli identificati ormai da anni dalle Nazioni unite sullo Sviluppo sostenibile - stanno diventando sempre più alti.

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Allo stesso tempo, ricostruisce il rapporto, la pandemia da coronavirus ha messo in evidenza quanto il sistema finanziario, inteso anche come ruolo del capitale e degli investitori nel sistema economico e sociale inteso in chiave ampia, debba esser più pronto ad affrontare gli choc esterni.

In questa cornice, l'Outlook rileva come gli attori dei mercati spesso non abbiano gli strumenti sufficienti per valutare a pieno gli investimenti in chiave di sostenibilità: mancanza di dati, metriche comparabili, metodologie trasparenti sono ancora in divenire. Così diventa difficile, tanto per i regolatori quanto per i consumatori, valutare compiutamente l'impatto della finanza sulla sostenibilità.

Accade, ricorda l'Organizzazione per lo sviluppo economico, che in alcuni casi alti giudizi sulla categoria E - environmentale, il giudizio sugli aspetti ambientali - siano associati ad alte emissioni di anidride carbonica. Una evidente distorsione che si deve alle diverse metriche adottate e che pesano su questi fattori; incidenti che rendono evidente quanto siano aperti capitoli di sfida nella definizione dei criteri Esg e di come gli attuali strumenti di valutazione non siano pienamente affidabili per cercare di affrontare i rischi climatici.

La crescita dei prodotti Esg è "promettente", ma l'Ocse chiede uno scatto ulteriore. L'Outlook diventa così una chiamata di responsabilità per governi e investitori a rendere gli investimenti Esg più chiari ed efficienti.