Economia

Le Ue taglia le stime sulla ripresa italiana: Pil a -9,9% nel 2020, +4,1% nel 2021

Le Ue taglia le stime sulla ripresa italiana: Pil a -9,9% nel 2020, +4,1% nel 2021
(ansa)
Le previsioni economiche di autunno della Commissione europea: "Italia non tornerà ai livelli pre-pandemia nel 2022". Il calo di quest'anno sarà meno forte di quanto messo in conto a luglio, ma peggiora la ripartenza. Recovery, accordo governi-Parlamento sullo stato di diritto
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BRUXELLES - La seconda ondata di Covid "ha interrotto il rimbalzo dell'economia europea e nel quarto trimestre la crescita tornerà in stallo per poi riprendere nel primo trimestre del 2021". Lo afferma il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, presentando le previsioni economiche d'autunno di Bruxelles. Se in estate la ripresa è stata più robusta del previsto con il risultato di una leggera attenuazione della recessione 2020, le nuove misure restrittive approvate dai governi di tutta Europa porteranno a un peggioramento dei dati per il prossimo anno. La conseguenza è che l'economia dell'Unione, compresa quella italiana forse con l'unica eccezione di Germania e Polonia, "non tornerà a livelli pre pandemici prima del 2022".

Gentiloni ha ricordato che la recessione causata dal Covid nel primo semestre dell'anno è stata "la peggiore della storia dell'Unione". Per Bruxelles a fine anno l'eurozona sprofonderà in un calo del Pil pari al 7,2%, un dato leggermente migliore rispetto a quello previsto in primavera (-8,7%) proprio a causa del rimbalzo estivo. Tuttavia le nuove misure restrittive introdotte dai governi europei per fronteggiare il ritorno del Covid hanno costretto Bruxelles a tagliare la crescita degli ultimi tre mesi dell'anno con la conseguenza che la zona euro nel 2021 rimbalzerà con un aumento del reddito pari al 4,2%. Dato inferiore a quanto previsto a primavera, ovvero il 6,1%.

Andamento simile per l'Italia: secondo la Ue la recessione del nostro Paese sarà del 9,9% nel 2020 rispetto al -11,2% stimato a luglio. Tuttavia il prossimo anno la ripartenza sarà del 4,1% anziché del 6,1%. Dati che secondo Bruxelles nel 2021 faranno salire la disoccupazione all'11,6% e non permetteranno al Paese di tornare a livelli pre Covid entro la fine del 2022.

Presentando le previsioni economiche, Gentiloni ha sottolineato quanto siano soggette a enormi incertezze che rendono difficile dare dati del tutto sicuri, con rischi al ribasso delle stime giudicati "eccezionalmente grandi". Ad esempio, ha indicato l'ex premier,  "la pandemia potrebbe aggravarsi e durare più a lungo: in questo caso nel 2021 occorreranno misure di contenimento più stringenti e prolungate, cosa che porterebbe a una crescita più bassa e ad una disoccupazione più elevata, lasciando cicatrici più profonde nelle imprese".

Ci sono però anche fattori che potrebbero portare a un miglioramento del quadro economici (rischi al rialzo) come l'arrivo rapido di un vaccino, un buon accordo commerciale con il Regno Unito che attenuerebbe i danni della Brexit o un buon uso dei fondi del Recovery da parte dei governi.

Intanto in mattinata proprio sul Recovery Parlamento europeo e governi dopo settimane di stallo hanno trovato un accordo su come vincolarne i fondi al rispetto dello stato di diritto. Resta però aperto il complicato negoziato sul Bilancio Ue 2021-2027, precondizione del Recovery, che l'Assemblea vuole rafforzare mentre le capitali non vogliono aumentare le risorse. Tuttavia anche su questo dossier ora c'è ottimismo: si spera di raggiungere un'intesa la prossima settimana. A quel punto, con un mese esatto di ritardo, potrebbero partire le (rischiose) ratifiche dei parlamenti nazionali. Se non ci saranno intoppi o bocciature da parte di una o più capitali, il Recovery potrebbe entrare in funzione a febbraio, con un mese di ritardo rispetto al calendario iniziale. Se tutte queste scadenze venissero rispettate, per Gentiloni i primi fondi per la ripresa potrebbero arrivare "a tarda primavera" del 2021.