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Borse europee contrastate, il dollaro ai minimi da metà 2018

(ansa)
Gli investitori in attesa di sviluppi sul piano di aiuti all'economia Usa. Piazza Affari chiude a +0,16%. Oggi la decisione dei Paesi Opec+ sui tagli alla produzione
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MILANO - Le Borse europee chiudono contrastate con gli investitori ancora divisi tra l'ottimismo per i vaccini e i nuovi stimoli in arrivo per l'economia Usa da un lato, e dalle prese di profitto dopo i rialzi delle ultime settimane e dall'andamento dei contagi dall'altro. Della necessità di sostegni all'economia Usa ha parlato ieri il presidente della Fed Jerome Powell mentre la speaker della camera Nancy Pelosi e il capogruppo democratico in senato Chuck Schumer hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui hanno affermato che il piano bipartisan da 908 miliardi di dollari presentato martedì dovrebbe essere usato "come base per una trattativa bicamerale immediata".

In Europa Milano si porta in ribasso dopo la pubblicazione dei pmi, ampiamente sotto le attese. In particolare l'indice Pmi composito, che monitora l'attività dei settori servizi e manifatturiero e che misura la fiducia dei direttori degli acquisti, è sceso il mese scorso a 42,7 punti da 49,2 di ottobre, sotto le attese. Il  Ftse Mib trova però un piccolo slancio sul finale e sale in chiusura dello 0,16%. 

In ordine sparso le altre Borse, A livello di Eurozona il pmi composito rilevato da Markit cala a novembre a 45,3 punti da 49,4 punti di ottobre. Francoforte cede lo 0,42% e Parigi lo 0,15%. Positiva Londra che archivia invece gli scambi con un +0,4%. Wall Street procede positiva, con il dato leggermente migliore della attese dall'aggiornamento settimanale sulle richieste di sussidi di disoccupazione, a quota 712 mila dai 775 mil attesi. In Asia, seduta cauta per Tokyo, che chiude a +0,03%.

Ma il vero protagonista di giornata è il dollaro che scivola ai minimi da due anni e mezzo, in un clima di minore rischio percepito dagli investitori, che scelgono così di abbandonare la valuta, considerata tradizionalmente bene rifugio. Nel pomeriggio l'euro continua così a salire fino a 1,1261 dollari, ai massimi da aprile 2018.

Stabile invece lo spread: il differenziale è a 115 punti, con il tasso di rendimento del decennale italiano allo 0,619%. L'Istat ha limato le stime sull'andamento economico del Belpaese per quest'anno e il prossimo.

Dopo gli ultimi rinvii è anche il giorno dell'attesa decisione dei Paesi Opec+ sui tagli alla produzione di petrolio. A regime i Paesi produttori avrebbero dovuto ridurre l'attuale taglio dell'offerta a partire da gennaio, ma il massiccio calo della domanda spingerebbe verso un rinvio. In attesa di comunicazioni ufficiali le quotazioni sono in lieve crescita, con i contratti sul greggio Wti a gennaio che salgono dello 0,77% a 45,63 dollari e quelli sul Brent dello 0,89% a 48,69 dollari.