ROMA - Per la prima volta nella storia di Snam. E una delle prime volte in assoluto. La parità di genere entra nello statuto di una multinazionale nonché una delle maggiori aziende quotate italiane per capitalizzazione.
Il Consiglio di amministrazione di Snam da deliberato di "riservare al genere meno rappresentato una quota pari ad almeno due quinti dei componenti da eleggere" in Cda.
Attualmente il Cda di Snam ha 9 consiglieri per una durata in carica di tre esercizi. Di questi, tre sono donne: Laura Cavatorta, Francesca Pace, Rita Rolli. Da un terzo (come da normativa vigente sull'equilibrio di genere, la legge Golfo-Mosca) si passerà nel 2022 a due quinti, il 40%. Formalizzato e dunque reso permanente con l'inserimento in statuto.
La proposta sarà sottoposta all'assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 2 febbraio insieme a quella di inserire in statuto "l'impegno della società a favorire la transizione energetica verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell'ambiente e la progressiva decarbonizzazione".
Il Cda ha deliberato inoltre di sottoporre al voto degli azionisti anche la proposta di eliminare dallo statuto l'autorizzazione assembleare per le operazioni di "cessione, conferimento, affitto, usufrutto e ogni altro atto di disposizione, anche nell'ambito di joint venture".
Il Cda propone inoltre di escludere dall'autorizzazione assembleare anche "l'assoggettamento a vincoli dell'azienda e dei rami d'azienda di rilevanza strategica che ineriscano ad attività relative al trasporto e al dispacciamento di gas". Si tratta, secondo il Cda di un'autorizzazione che "non risulta in linea con gli assetti di governance di società quotate comparabili, che riservano tali decisioni all'organo di amministrazione".