MILANO - La Commissione europea scende in campo contro le scalate delle aziende extra Ue con una proposta di legge annunciata oggi dalla vicepresidente Margrethe Vestager. Si tratta in sostanza di uno scudo contro possibili offensive di imprese non europee: il progetto prevede che le aziende che ricevono oltre 50 milioni di euro di sovvenzioni estere e cercano di rilevare attività in Ue per oltre 500 milioni di euro o partecipare a contratti d'appalto da almeno 250 milioni di euro debbano notificare l'operazione a Bruxelles e ottenere la sua approvazione.
Le operazioni che rientrano nelle soglie stabilite dall'Ue dovranno essere notificate in anticipo all'Antitrust, che aprirà un'indagine. In attesa dell'esito del riesame, le acquisizioni non potranno essere completate e il contratto d'appalto non potrà essere aggiudicato all'offerente. Le società che non rispetteranno l'obbligo di notifica o le norme antitrust Ue, portando ad esempio avanti l'operazione senza avere ottenuto l'approvazione di Bruxelles, potranno vedersi infliggere multe fino al 10% del fatturato.
Nel suo disegno di legge, Bruxelles propone anche l'introduzione di uno strumento generale di indagine per valutare altre situazioni in cui vi sia il sospetto che una sovvenzione estera possa distorcere il mercato interno e falsare la concorrenza, come investimenti greenfield o concentrazioni e appalti al di sotto delle soglie di notifica. In questi casi, l'Antitrust Ue avrà il potere di avviare indagini d'ufficio e richiedere notifiche ad hoc