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Lettera delle imprese al governo: "Garantire la necessaria liquidità"

La protesta dei centri commerciali: "Chiudiamo perché vogliamo riaprire"
La protesta dei centri commerciali: "Chiudiamo perché vogliamo riaprire" (ansa)
Industria, commercio, banche, cooperative, artigianato chiedono all'esecutivo di fare presto e inserire nel decreto Sostegni bis norme semplici e subito applicative. A partire da maggiore liquidità, proroga delle moratorie, allungamento delle rate di restituzione dei debiti
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ROMA - Le imprese tornano a farsi sentire e a chiedere con urgenza al governo di "garantire la necessaria liquidità" anche nel prossimo decreto Sostegni bis, perché la crisi non è affatto finita e c'è bisogno di misure aggiuntive "di semplice applicazione, effettivamente efficaci e immediatamente operative", senza decreti attuativi.

La lista degli scriventi è lunga. Ci sono le associazioni che rappresentano l'industria, il commercio, l'agricoltura, l'artigianato, le banche, le cooperative: Abi, Alleanza delle Cooperative (Agci, Confcooperative, Legacoop), Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confetra, Confimi Industria, Confindustria, Copagri.

La liquidità è la prima richiesta: "È necessaria una proroga delle moratorie", in continuità con quelle in essere. Ma anche che "la durata dei finanziamenti garantiti venga significativamente prolungata mantenendo invariato il grado di copertura della garanzia pubblica". E la durata "va portata ad almeno 10 anni". Va poi "considerato che vi sono settori particolarmente colpiti che hanno urgente necessità di interventi più incisivi, anche modificando le regole del Temporary Framework" della Ue sugli aiuti di Stato.

Altra richiesta: "È poi necessario che le modalità di accesso al Fondo di Garanzia Pmi e alle garanzie Ismea non subiscano delle modifiche almeno fino al 31 dicembre 2021, anche con riferimento alle imprese agricole e a quelle non rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese". Poi "favorire le operazioni di rinegoziazione del debito" e "ampliare la possibilità di accesso alle misure di sostegno alla liquidità anche alle imprese ammesse a piani di ristrutturazione prima dell'avvio della pandemia e che si sono poi trovate in difficoltà a rispettarli".