Vajont, la fabbrica del riscatto rischia la chiusura: nessuna offerta per Acc, ma gli operai resistono
di Marco Patucchi , di Marco PatucchiROMA - "La storia siamo noi, siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere". Nulla meglio delle strofe di Francesco De Gregori può rappresentare lo stato d'animo dei 350, tra operaie e operai, della Wanbao Acc di Mel, fabbrica nel Bellunese che produce compressori per frigoriferi. D'altra parte, sullo striscione appeso ai cancelli dell'opificio si legge: "Questa storia ora la scriviamo noi".
La storia ricorda che esattamente 58 anni fa la tragedia del Vajont cancellava un'intera comunità. La storia ricorda che gli investimenti dello Stato per risollevare l'economia di quel territorio, finanziarono la costruzione dello stabilimento di Mel (la Zanussi Elettromeccanica che negli anni Sessanta frenò povertà e emigrazione nelle valli Bellunesi). Ma la storia con la 'S' maiuscola finisce qui. La cronaca racconta che quella fabbrica oggi, con l'esito della gara di vendita andata deserta, rischia la c…
ROMA - "La storia siamo noi, siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere". Nulla meglio delle strofe di Francesco De Gregori può rappresentare lo stato d'animo dei 350, tra operaie e operai, della Wanbao Acc di Mel, fabbrica nel Bellunese che produce compressori per frigoriferi. D'altra parte, sullo striscione appeso ai cancelli dell'opificio si legge: "Questa storia ora la scriviamo noi".
La storia ricorda che esattamente 58 anni fa la tragedia del Vajont cancellava un'intera comunità. La storia ricorda che gli investimenti dello Stato per risollevare l'economia di quel territorio, finanziarono la costruzione dello stabilimento di Mel (la Zanussi Elettromeccanica che negli anni Sessanta frenò povertà e emigrazione nelle valli Bellunesi). Ma la storia con la 'S' maiuscola finisce qui. La cronaca racconta che quella fabbrica oggi, con l'esito della gara di vendita andata deserta, rischia la chiusura definitiva nonostante continui a produrre dando da vivere, appunto, a 350 famiglie. Niente a che vedere con le migliaia di lavoratori degli anni d'oro, comunque una risorsa essenziale per tante persone.
La Wanbao Acc è in amministrazione straordinaria dal 2020, dopo essere passata nei decenni da proprietà industriali (Electrolux) a fondi di private equity, a multinazionali (la cinese Wanbao), crisi, dissesti, rilanci. Anche durante l'amministrazione straordinaria la fabbrica ha continuato a produrre a buoni livelli, difendendo il 10% della quota di mercato europeo, e tornando addirittura ad assumere nei mesi scorsi, salvo poi dover frenare commesse e produzione (nei primi due mesi del 2021 si era raggiunto il record decennale degli ordinativi) per il graduale esaurimento della liquidità. Vano il tentativo di accedere ai finanziamenti della Legge Prodi bis, a quelli con garanzia Sace introdotti in piena pandemia o a quelli previsti dal Decreto Sostegni: vincoli normativi, resistenze europee e prudenze bancarie stanno di fatto condannando la Wanbao allo spegnimento.
Wanbao, dal baratro del fallimento alle prime assunzioni: storia di una fabbrica che rialza la testa