Economia

Bonus 800 euro per i genitori separati, mancano le norme attuative. Possibile riformulazione in Manovra

La misura introdotta con il decreto sostegni, che prevedeva un contributo per aiutare padri e madri nel versamento dell'assegno di mantenimento dei figli, non è mai entrata in vigore. Per il 2021 stanziati 10 milioni di euro
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MILANO - La legge c'è, i soldi anche, eppure la misura non è mai entrata in vigore. A più di quattro mesi dall'entrata in vigore dalla conversione in legge del decreto sostegni non c'è traccia del bonus da 800 euro per i genitori separati, introdotto in sede di conversione parlamentare grazie a un emendamento presentato dalla Lega. La norma approvata prevedeva che entro 60 giorni un Dpcm di concerto con il Ministero dell'Economia definisse i termini applicativi, provvedimento che però non si è mai visto. Motivo per cui alla fine, per utilizzare i 10 milioni previsti per la misura per il 2021, potrebbe essere necessario un intervento di riformulazione in sede di esame parlamentare della legge di Bilancio.

La misura era destinata ai genitori lavoratori separati o divorziati che avevano perso o temporaneamente sospeso il proprio lavoro, per aiutarli nel versamento dell'assegno di mantenimento. Per questo era stato creato un fondo con una dotazione da 10 milioni di euro con la previsione di erogare un bonus, per il solo 2021, dell'importo massimo di 800 euro, senza per il momento indicare limiti in relazione all'Isee.

Già i tecnici di Camera e Senato, nell'analisi del provvedimento avevano evidenziato alcune ambiguità. "L'accesso al Fondo, dal tenore letterale della disposizione, sembra essere consentito ai  lavoratori separati o divorziati per il pagamento soltanto degli assegni per il  mantenimento dei figli. Sembrerebbe esclusa quindi la possibilità per il lavoratore  separato o divorziato di poter fruire di questi contributi per il pagamento dell'assegno spettante al coniuge o ex coniuge a seguito di separazione o di scioglimento del  matrimonio", veniva osservato nelle note di lettura. Inoltre il testo sembra chiudere la possibilità di accesso alle coppie di fatto, quindi non unite in matrimonio e non prevede un obbligo chiaro nei confronti dei percettori dell'assegno di utilizzo per pagare l'assegno di mantenimento dei figli, con il rischio che il genitore trattenga la somma per sé.