Ue, anche gli scienziati della Commissione contro gas e nucleare tra gli investimenti green: "Così più lontani gli obiettivi sul clima"
dal nostro inviato Daniele Castellani PerelliBRUXELLES - Per gli scienziati è no. La Commissione europea ha ingaggiato un gruppo di esperti per valutare la sua discussa proposta di “tassonomia sulla finanza sostenibile”, che prevede di considerare come fonti di energia verde il nucleare e il gas naturale nella classificazione degli investimenti ecosostenibili. E gli esperti l’hanno bocciata, perché minaccerebbe il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue.
A rivelarlo è il Financial Times, che è entrato in possesso del documento che oggi verrà inviato alla Commissione nell’ambito delle consultazioni tra Bruxelles, gli Stati membri e gli esperti per raggiungere un’intesa entro la fine del mese. Il gruppo di studiosi – che ha collaborato all’elaborazione della tassonomia negli ultimi tre anni – vuole negare l’etichetta verde all’elettricità generata dal gas naturale che produce più di 100 grammi di CO2 per kil…
BRUXELLES - Per gli scienziati è no. La Commissione europea ha ingaggiato un gruppo di esperti per valutare la sua discussa proposta di “tassonomia sulla finanza sostenibile”, che prevede di considerare come fonti di energia verde il nucleare e il gas naturale nella classificazione degli investimenti ecosostenibili. E gli esperti l’hanno bocciata, perché minaccerebbe il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue.
A rivelarlo è il Financial Times, che è entrato in possesso del documento che oggi verrà inviato alla Commissione nell’ambito delle consultazioni tra Bruxelles, gli Stati membri e gli esperti per raggiungere un’intesa entro la fine del mese. Il gruppo di studiosi – che ha collaborato all’elaborazione della tassonomia negli ultimi tre anni – vuole negare l’etichetta verde all’elettricità generata dal gas naturale che produce più di 100 grammi di CO2 per kilowatt ora, mentre la bozza della Commissione fa riferimento a più di 550kg/kWh all’anno per venti anni.
Per quanto riguarda il nucleare – il cui problema sono i rifiuti tossici con i rischi di radiazioni – la bozza lo considera sostenibile se si è in grado di disporre con sicurezza appunto dei rifiuti, e autorizza la costruzione di nuove centrali fino al 2045. Ma secondo gli scienziati si contraddice così il principio del “non arrecare un danno significativo all'ambiente”, e dunque chiedono “modifiche sostanziali” al testo.
Il loro parere certamente riecheggerà nei discorsi dei ministri dell’Ambiente e dell’Energia che si riuniscono oggi, fino a domani, nel vertice informale di tre giorni che si tiene ad Amiens, città natale del presidente francese Emmanuel Macron, cui spetta la presidenza di turno dell’Ue e che è tra i più interessati alla nuova tassonomia. In Francia infatti il nucleare genera il 70 per cento dell’elettricità, un record mondiale. Mentre dal gas dipendono soprattutto i Paesi dell’Est.
Ieri con una lettera comune Spagna, Austria, Danimarca e Lussemburgo hanno espresso la loro opposizione alla proposta, che la Commissione ha presentato il 31 dicembre e che gli attivisti considerano come una forma di greenwashing del nucleare e del gas naturale. Serve però una super-maggioranza di Stati per bloccarla, e certamente Macron, presidente di turno e con le elezioni in primavera, non si arrenderà facilmente.