Bce, l'allarme del Financial times: i mercati scommettono almeno su due rialzi dei tassi nell'anno
MILANO - I mercati scommettono sul fatto che l'inflazione ancora elevata costringerà la Banca centrale europea ad aumentare i tassi di interesse più di una volta quest'anno, mettendo così in discussione il "mantra" della stessa Bce, orientata a congelarli ai minimi storici almeno fino al prossimo anno. Lo scrive il Financial Times alla vigilia della riunione del Consiglio direttivo della Bce in programma domani, ipotizzando che ci siano "almeno due rialzi ai tassi nel 2022".
Questa settimana, osserva il quotidiano della City, i mercati hanno anticipato le aspettative di una stretta della Bce, con un aumento - nei contratti derivati del credito - del tasso sui depositi della banca centrale a -0,25%, dall'attuale -0,5%, fissato a dicembre. Prima della svolta ancor più da "falco" della Fed nella sua ultima riunione, le stime di mercato implicite nei contratti ipotizzavano una lieve stretta, a -0,4%.
MILANO - I mercati scommettono sul fatto che l'inflazione ancora elevata costringerà la Banca centrale europea ad aumentare i tassi di interesse più di una volta quest'anno, mettendo così in discussione il "mantra" della stessa Bce, orientata a congelarli ai minimi storici almeno fino al prossimo anno. Lo scrive il Financial Times alla vigilia della riunione del Consiglio direttivo della Bce in programma domani, ipotizzando che ci siano "almeno due rialzi ai tassi nel 2022".
Questa settimana, osserva il quotidiano della City, i mercati hanno anticipato le aspettative di una stretta della Bce, con un aumento - nei contratti derivati del credito - del tasso sui depositi della banca centrale a -0,25%, dall'attuale -0,5%, fissato a dicembre. Prima della svolta ancor più da "falco" della Fed nella sua ultima riunione, le stime di mercato implicite nei contratti ipotizzavano una lieve stretta, a -0,4%.
D'altra parte, l'inflazione ha superato le aspettative della Bce per diversi mesi, raggiungendo a dicembre il massimo storico del 5% nell'eurozona. Oggi quello stesso record è stato aggiornato al 5,1% come dato stimato in gennaio, contro le aspettative diffuse sul mercato di un'inflazione al 4,4% il mese scorso. E' probabile quindi, secondo gli economisti, che le pressioni sui prezzi continuino a superare le previsioni della Banca centrale.
Un altro fattore delle potenziali pressioni al rialzo dei tassi è il livello della disoccupazione, che ha toccato i minimi storici al 7% nell'eurozona, mentre un quarto delle imprese dell'area euro registra difficoltà a trovare personale. Questo significa, ipotizzano gli esperti, che anche i salari saliranno quest'anno, ampliando la cinghia di trasmissione delle spinte inflattive dal prezzo dell'energia anche alla paghe. A quel punto gli economisti ritengono che il "contagio" della corsa dei prezzi sia più profondo e rapido.
Le aspettative di rialzo dei tassi hanno portato, inoltre, questa settimana a forti flussi di vendita sulle obbligazioni nell'eurozona, spingendo sopra lo zero il rendimento del Bund a 10 anni della Germania, punto di riferimento nell'eurozona per valutare il costo del debito sostenuto dai governi.