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Idrogeno verde, l'italiana De Nora punta a una quotazione in Borsa da 5 miliardi

L'amministratore delegato di De Nora, Paolo Dellachà 
La società, primo fornitore mondiale di elettrodi per l'industria, andrà a Piazza Affari nei prossimi mesi, assieme al socio Snam
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Roma - E se le aziende che si occupano di transizione energetica fossero i nuovi campioni dei mercati finanziari, con quotazioni miliardarie basate più sulle aspettative future piuttosto che sul giro d’affari del presente? Lo dimostra il caso De Nora, azienda milanese nata 100 anni fa dalle parti della Stazione Centrale producendo disinfettanti e diventata una multinazionale tascabile del settore elettrochimico. Con i sui 600 milioni di fatturato con cui ha chiuso il bilancio del 2021, ora vuole sbarcare a Piazza Affari con una valutazione potenziale attorno ai 5 miliardi di euro.

Come è possibile? De Nora è stata a lungo famosa per aver lanciato l’amuchina, poi per essere diventata leader nel trattamento delle acque, mentr…

Roma - E se le aziende che si occupano di transizione energetica fossero i nuovi campioni dei mercati finanziari, con quotazioni miliardarie basate più sulle aspettative future piuttosto che sul giro d’affari del presente? Lo dimostra il caso De Nora, azienda milanese nata 100 anni fa dalle parti della Stazione Centrale producendo disinfettanti e diventata una multinazionale tascabile del settore elettrochimico. Con i sui 600 milioni di fatturato con cui ha chiuso il bilancio del 2021, ora vuole sbarcare a Piazza Affari con una valutazione potenziale attorno ai 5 miliardi di euro.

Come è possibile? De Nora è stata a lungo famosa per aver lanciato l’amuchina, poi per essere diventata leader nel trattamento delle acque, mentre ora è conosciuta per essere il fornitore numero uno al mondo di elettrodi per i processi industriali. Una specializzazione che gli ha aperto le porte dell’idrogeno verde, tecnologie del futuro per la transizione energetica: gli elettrodi sono fondamentali nel processo dell’elettrolisi, grazie alla quale viene “immagazzinata” l’energia prodotta dalle rinnovabili, per essere poi riutilizzata dall’industria ai trasporti, trasformata in elettricità senza emissioni di CO2.

L’idrogeno verde viene al momento prodotto a prezzi superiori rispetto all’idrogeno blu (prodotto utilizzando gas naturale). Ma nel mondo si stanno investendo miliardi per favorire lo sviluppo della tecnologia “pulita”. Non per nulla De Nora si è alleata con il colosso tedesco Tyssenkrupp, dando vita alla società TK Nucera, di cui l’azienda italiana controlla una quota del 34%, a sua volta destinata a breve alla quotazione sul mercato. Tk Nucera ha vinto una serie di appalti per le infrastrutture energetiche dell’idrogeno nel progetto Neom, la “smart city” del futuro in costruzione in Arabia Saudita: una pipeline di progetti che le consentono di potersi presentare al mercato con una valutazione potenziale attorno ai 6 miliardi.

Su De Nora ha scommesso per tempo anche il gruppo Snam. La società leader in Europa nelle infrastrutture energetiche vuole diversificare la sua attività ora concentrata sul trasporto del gas naturale. E vede nell’idrogeno una grande opportunità, tanto da aver rilevato (nel 2020) il 34% di De Nora per 400 milioni: come ha raccontato di recente l'amministratore delegato di Snam, Marco Alverà le due società - legate da accordo industriale - annunceranno a breve il sito dove verrà realizzata la prima gigafactory italiana, una grande "fabbrica" per la produzione dell'idrogeno. 

Snam e la famiglia milanese proprietaria della maggioranza (arrivata alla terza generazione) rimarranno azionisti di lungo periodo: la quotazione (affidata a Credit Suisse e Goldman Sachs, sponsor Mediobanca) avverrà in parte per aumento di capitale e in parte cedendo azioni sul mercato e con tutta probabilità sarà dedicata solo agli investitori istituzionali.

Da una valutazione di circa 1,5 miliardi, determinata dalla cifra pagata da Snam per l'acquisto del suo 34%, ai 5 miliardi della possibile valutazione in vista della quotazione il salto è notevole. Nonostante i progetti in corso e le aspettative degli investitori sulle prospettive dell'idrogeno verde. Ma i consulenti di De Nora fanno notare come non sia un caso isolato nel settore: le società che possono essere comparata a De Nora sono la britannica Itm Power e la norvegese Nel Hydrogen, quotate rispettivamente alla Borsa di Londra e Oslo. Entrambe hanno una quotazione di circa 1,7 miliardi, nonostante il giro d'affari sia ancora limitato. La società inglese ha chiuso il bilancio 2021 con 6,1 milioni di ricavi e una redditività addirittura negativa per 0,8 milioni. L'azienda scandinava fa un po' meglio con 57 milioni di fatturato e un margine positivo per 0,8 milioni.

Ma come per De Nora, anche nel loro caso gli analisti guardano alla "pipeline" dei progetti in corso o in arrivo. La stessa Tk Nucera punta a una valorizzazione di Borsa pari a 6 miliardi, partendo comunque da un fatturato 2021 pari a 319 milioni. Una quotazione a cui guarda con grande interesse anche da De Nora (oltre che da Snam), che vedrebbe valorizzato anche il suo 34%. E sarebbe più semplice centrare il suo obiettivo dei 5 miliardi.