Economia

Smart working semplificato, ecco la norma del Ministero del Lavoro: comunicazioni più facili anche dopo la fine dell'emergenza

Smart working semplificato, ecco la norma del Ministero del Lavoro: comunicazioni più facili anche dopo la fine dell'emergenza
Pronto il testo, sarà un emendamento al decreto Sostegni ter. In caso di tempi troppo stretti (le vecchie norme ritornano in vigore dal 1° aprile) sarà agganciato a un altro veicolo normativo
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MILANO - Semplificare alle aziende l'obbligo di comunicazione dell'adesione allo smart working da parte dei loro dipendenti. Ecco l'obiettivo dell'atteso intervento di legge congegnato al Ministero del Lavoro e pronto ad esser riversato in un emendamento al decreto Sostegni ter, comunque attivato - per decreto o agganciato ad altro veicolo - entro il 31 marzo, quando finirà lo stato di emergenza e quindi lo smart working tornerà alle regole vigenti prima della pandemia.

Un ritorno al passato e non sarebbe indolore per le organizzazioni, soprattutto quelle meno strutturate che non avevano mai sperimentato il lavoro a distanza prima di questi mesi. Dal primo di aprile il lavoro agile torna infatti a essere consensuale, ovvero basato su un accordo condiviso spontaneamente da azienda e lavoratore. Fermo restando che non ci sarà più la possibilità unilaterale del datore di lavoro di decidere chi sta in smart working e per quanto tempo, e tornerà in vigore l'accordo individuale tra le parti previsto dalla legge 81/2017, senza modifiche tornerebbe anche la procedura, molto complessa, che vigeva pre-Covid e che prevede la trasmissione di ciascun accordo individuale stilato dentro l'organizzazione allo stesso Ministero.

Un aggravio da non poco se si considera che a regime lo smart working riguarderà tra i 4 e i 5 milioni di lavoratori, secondo le stime dell'Inapp e dell'Osservatorio del Polimi.

La norma predisposta dallo staff del ministro Andrea Orlando dettaglia chiaramente l'obiettivo nella relazione tecnica: "Intende semplificare gli obblighi di comunicazione relativi al lavoro agile anche alla luce dell’esperienza maturata durante la pandemia e tenuto conto, altresì, del Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile per il settore privato sottoscritto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle parti sociali il 7 dicembre 2021". Riformulando la legge 81/2017, demanda ad un decreto miniseriale "la definizione delle nuove modalità semplificate con le quali il datore di lavoro dovrà comunicare in via telematica al medesimo Ministero i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile". In pratica, sarà possibile fare un invio dei dati "massivo" e non trasmettere la documentazione del singolo caso.

Previsto anche che l'estensione al 30 giugno della possibilità per i lavoratori fragili (ma solo del settore privato) di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.