MILANO- Le Borse europee invertono la rotta nel pomeriggio all'indomani della pubblicazioni delle minute della Fed e terminano tutte in calo. Dai verbali della riunione del comitato di politica monetaria è emerso che la Fed è pronta a una serie di rialzi dei tassi da mezzo punto percentuale per combattere l'inflazione e a una drastica riduzione del suo bilancio al ritmo di 95 miliardi di dollari al mese. Indicazioni che oggi hanno messo il freno ai listini che chiudono in calo appesantite da Walòl Street. Milano cede lo 0,32% con Atlantia protagonista assoluita della giornata dopo Florentino Perez ha confermato di avgere avanzato una proposta preliminare non vincolare per acquisire la holding della famiglia Benetton. Il titolo questa vola questa mattina di quasi dieci punti e termina a +6,87%. Nel resto d'Europa Francoforte perde lo 0,51% e Parigi lo 0,57%, Londra è in flessione dello 0,53%.
Un impegno ad agire in modo tempestivo per contrastare l'inflazione si legge anche dai verbali dell'ultima riunione del consiglio direttivo dalla Bce. Per la Banca Centrale se da un lato "la politica non dovrebbe limitarsi nella sua tempestiva risposta al rischio di un'inflazione eccessiva, qualora le pressioni sui prezzi osservate si estendessero nel medio termine", dall'altro, "non va esclusa la possibilità di adottare tutte le misure necessarie qualora l'attuale crisi continuasse ad aggravarsi, poichè un'ulteriore escalation potrebbe soffocare la ripresa economica nell'area dell'euro e mettere a repentaglio la stabilità del sistema finanziario".
Petrolio in crescita in attesa delle sanzioni. Il parlamento Ue: stop a import di gas e petrolio
In attesa del nuovo round di sanzioni che l'Ue dovrebbe varare oggi contro la Russia il petrolio continua la propria crescita: il Wti passa di mano a 97,63 dollari al barile con un aumento dell'1,45%, il Brent è a 102,80 dollari (+1,71%). Poco mosso il prezzo del gas naturale ad Amsterdam: +0,2 a 107 euro per megawattora. Intanto sul fronte europeo si registra la ferma presa di posizione del Parlamento Ue, che con una risoluzione approvata a larghissima maggioranza ha chiesto un embargo totale e immediato sulle importazioni di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas.
Asia in calo
Seduta in rosso per le Borse asiatiche. Tokyo ha perso l'1,7%, Seul l'1,2%. A Hong Kong l'indice Hang Seng cede l'1,05% a 21.849,00 punti. L'indice Composite di Shanghai cede l'1,42%, a 3.236,70 punti, mentre quello di Shenzhen perde l'1,90%, a quota 2.087,53, nonostante le autorità di Pechino abbiano ribadito l'impegno a ricorrere ad un allentamento della politica monetaria "al momento giusto" per stimolare i consumi.
Euro in flessione
Tra le valute a fine seduta l'euro guadagna lo 0,13% a 1,0908 dollari. Il rialzo è più sostenuto nei confronti dello yen, a 135,19. Dollaro/Yen a 123,92. In calo la sterlina sul dollaro, a 1,3064 mentre sull'euro viene scambiata in ribasso a 0,835. Lo spread tra Btp e Bund chiude poco mosso. Il differenziale archivia la giornata a 166 punti dopo un avvio a 167. Il rendimento del decennale italiano è al 2,33%