Economia

Il governo sequestra Scheherazade, il mega-yacht di Putin

Il governo sequestra Scheherazade, il mega-yacht di Putin
Formalmente è riconducibile all'oligarca Khudaynatov, ma secondo i giornalisti del team del dissidente Navalny appartiene al presidente russo. Lungo oltre 140 metri, è fermo da mesi nel porto di Marina di Carrara
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Scatta il sequestro per lo Scheherazade, il mega yacht di oltre 140 metri che sarebbe di Vladimir Putin. E' l'ennesima sanzione adottata dal nostro Paese contro gli oligarchi russi: finora i beni congelati varrebbero in tutto ben oltre un miliardo. Il ministro dell'Economia Daniele Franco ha firmato in serata il decreto di congelamento dell'imbarcazione, che è ferma da alcuni mesi nel porto di Marina di Carrara. 

"The Italian Sea Group - si legge in una nota - comunica che la Guardia di Finanza di Massa Carrara ha dato esecuzione al decreto di congelamento di risorse economiche del Ministero dell'Economia e delle Finanze  con il quale è stato disposto il congelamento dell'imbarcazione Sherazade IMO 9809980". La società di nautica di lusso sottolinea che ciò "non genererà alcun impatto su tutte le proprie attività che procederanno regolarmente" e  che "continuerà a collaborare con le autorità". 

Gli accertamenti condotti dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno evidenziato la presenza di significativi collegamenti economici e di affari del soggetto che ha la disponibilità, anche come titolare effettivo, dell'imbarcazione Scheherazade con elementi di spicco del governo russo e con altri soggetti sottoposti alle sanzioni dall'Ue. L'imbarcazione, battente bandiera delle Isole Cayman e ormeggiata nel porto toscano, era da tempo all'attenzione delle autorità competenti. A rendere nota la notizia del congelamento del mega yacht è un comunicato del ministero dell'Economia che non fornisce il nome della persona a cui sarebbe attribuibile il possesso.

Secondo i giornalisti del team del dissidente russo Alexsej Navalny apparterrebbe al presidente russo Vladimir Putin e formalmente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe riconducibile all'oligarca Eduard Khudaynatov, l'ex presidente di Rosneft e proprietario di Villa Altachiara, la residenza sul promontorio di Portofino dove morì la contessa Francesca Vacca Agusta. Sulla base degli elementi accertati dalla Guardia di Finanza - spiega la nota del Ministero dell'Economia - il Comitato di sicurezza finanziaria ha proposto al Consiglio dell'Unione europea l'inserimento del suo nome nella black list europea.