Economia

Gas, Polonia e Lituania connesse: 500 chilometri di tubi per aumentare l'indipendenza da Mosca

Da sinistra: il presidente polacco Andrzej Duda, il lituano Gitanas Nauseda, il lettone Egils Levits e la commissaria all'Energia Kadri Simson all'inaugurazione
Da sinistra: il presidente polacco Andrzej Duda, il lituano Gitanas Nauseda, il lettone Egils Levits e la commissaria all'Energia Kadri Simson all'inaugurazione (afp)
L'infrastruttura Gipl inaugurata in settimana, mezzo miliardo d'investimento sostenuto in buona parte dall'Ue.
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Poco più di cinquecento chilometri di tubi per ridurre la dipendenza di Polonia e del blocco baltico dal gas della Russia. E' il passo che è stato mosso in settimana con l'inaugurazione della nuova infrastruttura che collega l'area nordorientale dell'Unione europea con il resto dei Paesi membri, integrando in particolare la rete polacca e della Lituania, e che a regime sarà in grado di muovere due miliardi di metri cubi di gas all'anno, in entrambe le direzioni.

L'interconnessione tra Polonia e Lituania, Gipl il suo nome, rientra nel quadro più ampio del piano di interconnessione del mercato energetico baltico e segue il completamento del collegamento baltico e dell'interconnessione estone-lettone, che hanno assicurato l'integrazione della Finlandia nel mercato interno del gas. Un passo accolto con grande soddisfazione anche a Bruxelles, dove si rimarca che seguiranno altri progetti nella regione, come il Baltic Pipe (che entrerà in funzione in ottobre) e l'interconnessione polacco-slovacco che sarà ultimata entro la fine dell'anno. Inoltre, l'espansione dell'interconnessione lettone-lituana - prevista nel 2023 - e il potenziamento del deposito sotterraneo di Incukalns in Lettonia - previsto nel 2025 - aumenteranno ulteriormente la sicurezza energetica nella regione.

Mentre si cerca la quadra per il bando al petrolio russo, continua dunque il lavoro per recidere il cordone dall'energia di Mosca. La scorsa settimana, Gazprom ha interroto le consegne a Polonia e Bulgaria accusandole del mancato pagamento di gas in rubli, ma con l'evidente obiettivo di colpire il blocco di Paesi europei e dividerlo. Una rete europea meglio interconnessa significa che le nazioni europee sono meglio attrezzate per prevenire e fronteggiare il pressing russo su un singolo Paese, che rischierebbe - in assenza di alternative - di essere messo con le spalle al muro al venire meno delle consegne di Mosca. Non a caso, nella cerimonia inaugurale del Gipl il presidente lituano Gitanas Nauseda ha detto, fuori da Vilnius, che "oggi inauguriamo la nostra indipendenza energetica". E la controparte polacca, Andrzej Duda, ha parlato di "risposta ai ricatti" dalla Russia.

(afp)

L'Europa ha finanziato buona parte del mezzo miliardo necessario per realizzare il Gipl. La commissaria all'Energia, Kadri Simson, ha accolto l'interconnessione come "un altro passo per aiutare questa regione a integrarsi pienamente nel mercato interno dell'energia dell'UE, diversificandosi dal gas russo. Ciò è diventato ancora più importante in seguito alla decisione unilaterale della Russia di interrompere le forniture di gas alla Polonia e alla decisione degli Stati baltici di non importare gas russo". Entro la fine di maggio, con il pacchetto Repower Ue, si attendono nuove indicazioni su come Bruxelles riuscirà a svincolarsi dal giogo energetico di Mosca.