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Petrolio, contro l'embargo la Russia aumenta le esportazioni verso l'India e la Russia

Mosca ha trovato in Asia mercati alternativi per il suo greggio: le importazioni indiane sono aumentate di cinque volte da inizio anno, quello di Pecgino di tre volte. Aumenta l'export anche versi lo Sri Lanka e gli Emirati Arabi
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ROMA - Dopo la Cina, è la volta dell'India. L'Asia si conferma preziosa alleata della Russia nella ricerca di mercati alternativi per le forniture di idrocarburi che - a causa dell'embargo commerciale - non possono o non potranno prendere più la via dell'America e soprattutto dell'Europa. Rinviato ancora di qualche mese lo stop agli acquisti di gas naturale da parte di Bruxelles, Mosca ha il problema di trovare altri sbocchi per il suo petrolio.

I dati della società specializzata in temi energetici Kplr confermano ome il regime di Vladimir Putin stia intensificando le relazioni economiche con le maggiori potenze asitiche. A partire dall'India: con i suoi 1,4 miliardi di abitanti e una economia con tassi di crescita elevati, ha sempre più bisogno di greggio e non ha mai condannato l'aggressione all'Ucraina. Secondo gli analisti di Kplr, l'India ha consumato finora quasi 60 milioni di barili di petrolio russo nel 2022, ris…

ROMA - Dopo la Cina, è la volta dell'India. L'Asia si conferma preziosa alleata della Russia nella ricerca di mercati alternativi per le forniture di idrocarburi che - a causa dell'embargo commerciale - non possono o non potranno prendere più la via dell'America e soprattutto dell'Europa. Rinviato ancora di qualche mese lo stop agli acquisti di gas naturale da parte di Bruxelles, Mosca ha il problema di trovare altri sbocchi per il suo petrolio.

I dati della società specializzata in temi energetici Kplr confermano ome il regime di Vladimir Putin stia intensificando le relazioni economiche con le maggiori potenze asitiche. A partire dall'India: con i suoi 1,4 miliardi di abitanti e una economia con tassi di crescita elevati, ha sempre più bisogno di greggio e non ha mai condannato l'aggressione all'Ucraina. Secondo gli analisti di Kplr, l'India ha consumato finora quasi 60 milioni di barili di petrolio russo nel 2022, rispetto ai 12 milioni di barili di tutto il 2021.

Sempre secondo gli analisti di Kplr, il dato è addirittura superiore alle le spedizioni della Russia verso la Cina, "soltanto" triplicate a partire dall'inizio dell'embargo. D'altra parte la Cina ha aumentato anche l'import di prodotti raffinati, in seguito alle restrizioni imposte dai lockdown - totali o parziali - che stanno colpendo molte grandi città, paralizzando le attività economiche.

Ma ci sono anche casi di paesi con un minor peso geopolitico coinvolti e su cui, invece, potrebbe contare il Cremlino. E' il caso dello Sri Lanka, alle prese con una gravissima crisi economica, dopo il crollo delle entrate garantire dal turismo internazionale durante i due anni dei lockdown. Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha dichiarato nel fine settimana sabato che avrebbe prima cercato altre fonti, ma che potrebbe essere costretto ad acquistare altro greggio da Mosca. A fine maggio, lo Sri Lanka aveva già acquistato un carico di 9omila tonnellate di greggio russo per riavviare la sua unica raffineria.

Così come l'area del Golfo Persico è un altro mercato di possibile espansione: le esportazioni di prodotti raffinati russi di qualità verso gli Emirati Arabi Uniti sono aumentati del 125% tra aprile e maggio.

Del resto con un costo estremamente basso per l'estrazione di petrolio, le compagnie russe non hanno problemi a praticare uno sconto anche consistente con le quotazioni che da settimane sono sopra i 100 dollari: secondo alcune fonti di settore, Mosca arriva ad offrire anche 30-35 dollari in meno al barile.

Il dipartimento di Stato americano ha cercato di fare tutte le pressioni possibili con l'India per evitare che stringano eccessivamente i rapporti con la Russia, pur riconoscendo il suo bisogno di fonti di energia a prezzi accessibili. "Stiamo cercando di evitare che gli alleati e i partner aumentino i loro acquisti di energia russa", ha dichiarato di recente il segretario di Stato Antony Blinken dopo un incontro dei ministri degli Esteri e della Difesa. Ma è chiaro che è troppo importante evitare rotture con quella che è la più grande democrazia del mondo (in termini di popolazione, nell'area confinante con la Cina nel momento in cui una crisi politica potrebbe scoppiare da un momento all'atro sulla questione Taiwan.

Perché al di là delle questioni di principio in difesa di Kyev e della popolazione ucraina, nelle cancellerie prevalgono scelte molto più pratiche. Come ha ricordato l'agenzia Associated Press in un lungo articolo sul tema, citando il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, in una recente dichiarazione ad un forum internazionale in cui ha respinto le critiche sulle sue importazioni di petrolio russo: "Mi chiedete se l'India che finanzia il petrolio russo finanzia la guerra? Ditemi, allora comprare il gas russo non finanzia la guerra? Cerchiamo di essere un po' imparziali".