MILANO - La corsa dell'inflazione, spinta dall'energia ma estesa ormai a tutti i beni e servizi, la caduta della fiducia delle famiglie e il peggioramento del saldo commerciale italiano nella bilancia con l'estero: ecco le ragioni che portano l'Istat a segnalare che "le prospettive di crescita per i prossimi mesi" sono "condizionate negativamente". Nella sua nota mensile sull'economia italiana, però, l'Istituto di statistica aggiunge che "le aspettative delle imprese mostrano ancora contenuti e diffusi miglioramenti": è il salvagente al quale si appende l'economia italiana per centrare un obiettivo di crescita intorno al 3 per cento.
Un timore particolare riguarda l'espansione delle difficoltà al comparto dell'occupazione. La nota spiega infatti che "il deterioramento della fiducia delle famiglie si è associato a comportamenti di consumo più prudenti mentre il mercato del lavoro ha evidenziato i primi segnali di peggioramento".
In generale, ricorda l'Istat - lo scenario internazionale continua a essere caratterizzato dalla elevata incertezza legata al conflitto tra Russia e Ucraina, da forti pressioni inflazionistiche, trainate dalle quotazioni dei prodotti energetici e dal cambio di intonazione della politica monetaria. In Italia, a maggio, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha interrotto la fase di ripresa che aveva caratterizzato gli ultimi tre mesi, mantenendosi tuttavia su livelli superiori a quelli dell’anno precedente.
L'effetto prezzi fa tagliare i consumi alimentari
Prima della nota mensile sull'economia, l'Istituto aveva aggiornato i dati sull'andamento del commercio al dettaglio. Relativi, in questo caso, al mese di maggio: le vendite al dettaglio dell'1,9% in valore e dell'1,5% in volume, rispetto ad aprile. Sono in crescita sia le vendite dei beni non alimentari (+2,4% in valore e +2,0% in volume) sia quelle dei beni alimentari (rispettivamente +1,4% in valore e +0,6% in volume). Rispetto al maggio 2021, invece, la crescita è del 7% in volume e del 2,7% in volume. Sempre su base tendenziale, si registra un aumento per le vendite dei beni non alimentari mentre per gli alimentari la variazione positiva riguarda solo il valore; il volume, infatti, è in calo per il quinto mese consecutivo (-2,8% rispetto a maggio 2021).
La differenza tra gli andamenti in valore e volume si spiega con la variabile dei prezzi. Proprio quella su cui puntano il dito le associazioni dei consumatori. Il Codacons parla di dati "totalmente 'dopati' dal caro-prezzi che caratterizza questo 2022, con l'inflazione alle stelle che altera totalmente i valori del commercio, mentre i volumi delle vendite registrano preoccupanti flessioni". L'Unc si focalizza in particolare sui beni alimentari dicendo che "si tratta solo di un miraggio dovuto all'inflazione senza la quale le vendite sarebbero in territorio negativo e passerebbero da +4,5% a -2,8%, con un salto di ben 7,3 punti percentuali". La Coldiretti parla quindi di "un caro-prezzi che svuota il carrello della spesa", che per Federdistribuzione è legato al "clima di incertezza economica delle famiglie". Non a caso, ricorda il direttore ufficio studi Alberto Buttarelli, da una recente rilevazione condotta con Ipsos emerge che "il 76% degli italiani si ritiene molto preoccupato dall'incremento dell'inflazione sul proprio bilancio familiare e l'89% ha dichiarato che adotterà qualche strategia difensiva, quasi 9 italiani su 10". Quali azioni? In primis proprio la riduzione dei consumi (39%), l'attenzione agli sprechi insieme all'acquisto dei beni strettamente necessari (36%) e la ricerca di soluzioni più economiche a parità di prodotti (33%), a discapito della qualità.
Assoutenti aggiunge che "inflazione e caro-energia costringono gli italiani a stringere la cinghia e a tagliare la spesa per il cibo, una situazione destinata a peggiorare considerato che i prezzi al dettaglio hanno raggiunto nuovi record e l'inflazione ha toccato quota 8%" e per questo chiede al Governo di "intervenire per calmierare i listini, contrastare le speculazioni e salvare il potere d'acquisto delle famiglie che si sta progressivamente riducendo".