MILANO - Il balzo dell'export fa volare il suprlus commerciale cinese a luglio facendo registrate un nuovo record a 101,26 miliardi di dollari, contro i 55,89 miliardi dello stesso mese del 2021 e oltre i 90 miliardi attesi dal mercato. Secondo i dati diffusi dalle Dogane cinesi, l'export ha centrato una crescita del 18% (il passo più ampio degli ultimi 6 mesi con l'allentamento dei lockdown anti-Covid), meglio del 15% di consenso degli analisti e del 17,9% di giugno. L'import, invece, è salito di appena il 2,3%, meno del 4% atteso e poco più dell'1% di giugno.
La crescita delle esportazioni si è a sorpresa rafforzata malgrado l'indebolimento della domanda globale, fornendo segnali incoraggianti sulla ripresa dell'economia dopo la brusca frenata causata dai lockdown anti-Covid. L'import, tuttavia, resta molto debole e pone problemi sui consumi interni. Gli analisti hanno previsto un modesto aumento degli acquisti sui mercati esteri nella seconda metà dell'anno grazie ad attrezzature e materie prime legate all'edilizia con la spesa per le infrastrutture aumentata da parte del governo. Mentre resta sempre in profonda crisi il settore immobiliare, un tempo in grado di generare terzo in grado di generare un terzo del Pil.
Il principale pianificatore economico cinese (Ndrc) ha detto la scorsa settimana che l'economia è nella sua "finestra critica" di stabilizzazione e ripresa e che il terzo trimestre è "vitale" per il ritorno a un passo sostenibile. Il Politburo del Partito comunista, infine, ha nella sua ultima riunione ammesso la difficoltà nel raggiungimento dell'obiettivo di crescita del governo annunciato a marzo di "circa il 5,5%" per il 2022, optando per l'impegno a fare ogni sforzi per centrare il miglior risultato possibile. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) a fine luglio ha drasticamente ridotto le sue previsioni di crescita per la Cina al 3,3% dal 4,4% di aprile, citando gli effetti dei lockdown anti-Covid e il peggioramento della crisi immobiliare.