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Gli scioperi bloccano Londra: i turisti e lavoratori della capitale britannica restano a piedi

(afp)
Tre giorni di agitazioni per metro e bus. I lavoratori chiedono un aumento dei salari per tenere il passo dell'inflazione che vola a doppia cifra. E accusano la politica di essere assente
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LONDRA - Una nuova ondata di scioperi nel settore dei trasporti rischia di paralizzare la Gran Bretagna, complicando gli spostamenti per andare al lavoro per milioni di pendolari e creando disagi anche per i turisti stranieri che sono tornati in questi giorni ad affollare la capitale britannica dopo la lunga assenza dovuta alle restrizioni ai viaggi per la pandemia.

Gli scioperi colpiscono in particolare Londra, dove oggi saranno fermi treni e metrò, domani metropolitana e parte degli autobus, sabato ancora metrò e parte dei bus. Con quattro milioni di passeggeri al giorno che prendono la Tube, come è soprannominata la metropolitana più antica del mondo, e altre tre milioni di passeggeri al giorno che prendono i suoi caratteristici autobus rossi a due piani, la città sarà per tre giorni in grave difficoltà, con previsioni di ingorghi di auto private e taxi, gli unici mezzi per spostarsi, oltre che di biciclette, diventate per molti un …

LONDRA - Una nuova ondata di scioperi nel settore dei trasporti rischia di paralizzare la Gran Bretagna, complicando gli spostamenti per andare al lavoro per milioni di pendolari e creando disagi anche per i turisti stranieri che sono tornati in questi giorni ad affollare la capitale britannica dopo la lunga assenza dovuta alle restrizioni ai viaggi per la pandemia.

Gli scioperi colpiscono in particolare Londra, dove oggi saranno fermi treni e metrò, domani metropolitana e parte degli autobus, sabato ancora metrò e parte dei bus. Con quattro milioni di passeggeri al giorno che prendono la Tube, come è soprannominata la metropolitana più antica del mondo, e altre tre milioni di passeggeri al giorno che prendono i suoi caratteristici autobus rossi a due piani, la città sarà per tre giorni in grave difficoltà, con previsioni di ingorghi di auto private e taxi, gli unici mezzi per spostarsi, oltre che di biciclette, diventate per molti un mezzo di trasporto alternativo per ragioni ambientali, economiche e di salute, queste ultime specialmente dopo il Covid. Tutti i lavoratori che possono farlo sono stati invitati a lavorare da casa, come era diventato comune durante la pandemia.

La rivendicazione principale dei sindacati è una richiesta di aumentare i salari, mangiati dall'inflazione: è di ieri la notizia che l'aumento del costo della vita è cresciuto di più del 10 per cento negli ultimi dodici mesi, il livello più alto degli ultimi quarant'anni. La spirale dei prezzi è in larga misura il risultato della guerra in Ucraina e della crisi economica che ne è risultata per le sanzioni contro la Russia e le ritorsioni operate da Vladimir Putin su gas e petrolio, ma i sindacati accusano le compagnie energetiche nazionali di avere approvato aumenti sconsiderati e se la prendono anche con il governo che non è intervenuto per arginare in qualche modo la situazione. Gli esperti prevedono che due terzi della popolazione soffriranno in autunno per l'aumento delle bollette del gas, in certi casi raddoppiate, e dei generi di prima necessità.

Con Boris Johnson premier dimissionario (e in vacanza: dopo una settimana in Slovenia, ora è con la famiglia in Grecia) praticamente assente da Downing Street e la corsa per eleggere il suo successore fra la ministra degli Esteri Liz Truss e l'ex-ministro delle Finanze Rishi Sunak nelle primarie del partito conservatore che si concluderà soltanto il 5 settembre, la nazione si ritrova praticamente senza guida in un momento di alta tensione e grave difficoltà. Ci sono accuse anche contro il leader laburista Keir Starmer, che finora non si è schierato apertamente in difesa dei lavoratori dei trasporti in sciopero, preoccupato di perdere consensi tra l'elettorato moderato che deve strappare ai Tories se vuole vincere le elezioni in programma fra un paio d'anni.

Il risultato è che questa settimana Londra è rimasta a piedi, letteralmente per coloro che sono abbastanza vicini al lavoro da poterlo raggiungere con le proprie gambe e per i turisti che non avranno altro mezzo per visitare la metropoli.