MILANO - Quasi un terzo degli italiani si troverà in difficoltà a pagare le bollette di luce e gas da qui alla fine dell'anno. È uno dei dati che emerge dal Rapporto Coop 2022 che si interroga soprattutto su quale sarà la risposta delle famiglie alla crisi scatenata dalle tensioni sul fronte energetico e le successive ricadute sui prezzi.
Proprio davanti alle utenze rischia di arrivare una delle scelte più difficile: pagare o non pagare? Secondo l'indagine il 15% degli italiani si dichiara attualmente già in difficoltà ad affrontare la spesa e un ulteriore 17% lo sarà da qui alla fine dell'anno. D'altra parte, mette ancora in evidenza il rapporto, le spese per la casa incidono per il 38% sul totale di quelle delle famiglie, in netto aumento dal 32% del 2020. La spesa media delle famiglie per le bollette è passata da 560 a 110 euro per le utenze elettriche e da 990 a 1700 per quelle del gas.
Il cibo resta intoccabile
Gli italiani saranno quindi costretti a fare delle rinunce, ma su un punto sembrano non volere fare compromessi: il cibo. Il forte rialzo dei beni non ferma infatti i consumi alimentari. Semmai gli italiani sceglieranno un diverso bilanciamento: il 17% sembra orientato a ridurre la quantità e il 19% ad aumentare la qualità.
Su cosa risparmieranno gli italiani
Con uno sguardo più ampio, in testa alle voci di risparmio ci saranno i pasti fuori casa. Un italiano su tre risparmierà sulla spesa mensile per bar e ristoranti, seguita dall'abbigliamento (31%) e dall'intrattenimento extradomestico come cinema e teatro (27%). Allo stesso tempo il 33% dichiara che rinvierà l'acquisto di viaggi e vacanze, il 32% di prodotti tecnologici e il 30% di mobili e qarredamento per la casa.
Il caro vita che colpisce i piccoli nuclei
Il balzo dell'inflazione non colpisce però in maniera indifferenziata. A pagare di più il conto del caro vita sono soprattutto i nuclei monoreddito. A fronte di una perdita di potere di acquisto media di 180 euro procapite, una persona sola perderà 2270 euro, una famiglia con un solo genitore 220 euro, una coppia senza figli 210, una coppia con un figlio 180 e una con due 150.
Trasferita solo una parte dell'aumento dei costi
Sullo sfondo ci sono anche le difficoltà della grande distribuzione alle prese con una corsa dei prezzi all'acquisto nell'ultimo anno è stato del 14,9%, solo in parte scaricato a valle sui prezzi allo scaffale. Basti pensare, hanno ricordato sia il presidente di Coop Mauro Pedroni sia l'amministratrice delegata Maura Latini, che l'aumento medio dei prezzi nei primi sette mesi dell'anno è stato del 3,5%, sensibilmente più basso quindi dell'aumento nazionale dell'inflazione e anche di altri canali di vendita. Per quanto riguarda i discount ad esempio, ha ricordato Pedroni, la crescita è stata invece del 7%.