Economia

Energia, Ue verso il taglio obbligatorio dei consumi di elettricità. Norvegia "scettica" sul tetto al prezzo del gas

Energia, Ue verso il taglio obbligatorio dei consumi di elettricità. Norvegia "scettica" sul tetto al prezzo del gas
(reuters)
La bozza delle proposte di Bruxelles. Cingolani: "Presto decreto per forniture alle aziende". Le quotazioni scendono fin sotto 190 euro. Rigassificatore di Piombino, il sindaco: "Parere urbanistico contrario". Eni al lavoro sul maxi progetto per il gas ad Abu Dhabi: Descalzi in missione
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Alla vigilia del discorso di Ursula von der Leyen sullo Stato dell'Unione, dal quale si attendono indicazioni sulla politica energetica comune, emergono ulteriori dettagli su come la Commissione intenda proporre la riduzione dei consumi elettrici, mentre Bruxelles incassa lo scetticismo norvegese sul tetto al prezzo del gas. Un tema che va e viene dal tavolo delle trattative europee e che sta contribuendo - insieme agli ultimi sviluppi dal campo militare - ad abbassare il prezzo al Ttf di Amsterdam: oggi il contratto future con scadenza ottobre 2022 cede il 9,07% a 188,3 euro per megawattora.

La bozza europea per tagliare i consumi elettrici

Secondo le bozze di regolamento in materia energetica, rilanciate dall'Ansa, la Commissione europea proporrà un obiettivo obbligatorio di riduzione dei consumi di elettricità durante le ore di picco. Secondo la bozza, l'obiettivo obbligatorio comporterebbe la selezione di 3 o 4 ore per giorno della settimana in cui ridurre i consumi lasciando agli Stati un "margine di discrezionalità" circa la scelta degli orari. La bozza propone anche un limite obbligatorio ai ricavi degli operatori che producono energia da rinnovabili, nucleare e lignite, cioè diverse dal gas. Il limite si applicherà ai ricavi per megaWattora di elettricità prodotta. Le eccedenze di ricavi derivanti dall'applicazione del cap dovranno essere 'girate' a cittadini e imprese "esposti a prezzi elevati dell'energia elettrica", con gli Stati a decidere le misure redistributive più adatte. La bozza prevede anche l'obbligo di incentivare i contratti di acquisto a lungo termine, che servono a iniettare liquidità nel mercato delle rinnovabili. Gli Stati potranno anche condividere l'extragettito e estendere alle Pmi i prezzi regolati.

Infine, si legge nella bozza, gli Stati membri saranno obbligati a introdurre un contributo di solidarietà eccezionale e temporaneo per l'industria fossile, "sulla base dell'utile imponibile realizzato nell'anno fiscale 2022" e solo in quell'anno. Le proposte passeranno via articolo 122, cioè direttamente dagli Stati, che potranno emendarle e approvarle a maggioranza qualificata.

Il tetto al prezzo del gas

Intanto però lo scetticismo intorno al prezzo resta elevato. "Conveniamo nell'avere un dialogo ancora più stretto con l'Unione europea andando avanti sulle varie proposte sul tavolo. Ci apprestiamo a partecipare ai colloqui con un atteggiamento aperto, ma siamo scettici a un tetto al prezzo del gas. Il price cap non risolverà il problema fondamentale, ovvero che c'è troppo poco gas in Europa", ha detto il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Støre, in una nota dopo una conversazione telefonica avuta questa mattina con la presidente von der Leyen, in merito alla crisi energetica che interessa l'Europa.

"È importante - aggiunge il premier norvegese - mantenere un dialogo stretto con i partner e alleati in Europa in merito alle varie soluzioni alla difficile situazione che si è creata a causa della guerra di aggressione perpetrata dalla Russia nei confronti dell'Ucraina. Fin dall'inizio, la Norvegia ha fatto il possibile per rimediare alla situazione in Europa e le aziende norvegesi hanno aumentato notevolmente la produzione di gas. La Norvegia ora fornisce l'8% in più di gas all'Europa rispetto a quando è scoppiata la guerra".

In Italia, è il ministro Cingolani a insistere perché l'Europa si muova velocemente per l'introduzione del price cap sul gas: "Già ieri c'è stata la chiamata per un primo gruppo di esperti, tra cui un italiano", ha detto il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani intervistato da Radio 24. Cingolani ha spiegato che è stato dato il mandato "per settembre" a studiare il price cap e che "nell'arco di due settimane" ci saranno le prime indicazioni. "Per la decisione - ha spiegato - non serve l'unanimità, si va a maggioranza qualificata". Intanto, confermando il quadro anticipato da Repubblica, si va verso un intervento per aumentare la produzione interna e destinare il gas così esgtratto a prezzo controllato alle aziende che stanno soffrendo. "Gli operatori che mettono questo gas a disposizione - ha detto - non sono delle onlus, sono aziende quotate in Borsa, non gli si può chiedere di regalare allo Stato il gas da dare a prezzo scontato, ci sono degli investitori a cui devono spiegare l'operazione".

Cingolani ha quindi riaperto il capitolo delle autorizzazioni. "C'è una quantità enorme di potenza energetica di impianti nuovi bloccata perché ci sono le sovraintendenze che bloccano l'autorizzazione per una questione paesaggistica", ha detto: "Io capisco l'importanza del paesaggio, trovo stucchevole dire che il paesaggio va in Costituzione, siamo in emergenza. Bisogna capire quale è la priorità".

Rigassificatore, il sindaco di Piombino: "Parere urbanistico contrario"

E ulteriori grattacapi al Mite arrivano da Piombino, sede designata per uno dei due rigassificatori attesi come il pane per staccarsi dalla dipendenza russa. Il consiglio comunale di Piombino (Livorno) ha approvato un parere urbanistico contrario al progetto per il posizionamento di un rigassificatore nel porto cittadino. E' quanto fa sapere il sindaco Francesco Ferrari in un post social.

"Si tratta di un primo documento tecnico molto puntuale - scrive Ferrari - che rileva esclusivamente le criticità legate a questa particolare materia, ma ne seguiranno altri che prendono in considerazione gli aspetti legati alla sicurezza, quelli ambientali e le ricadute sul tessuto economico cittadino". Ferrari, in una post firmato insieme a Giuliano Parodi, assessore all'urbanistica, spiega che il "documento esprime chiaramente e in modo molto approfondito quanto la collocazione della Golar Tundra nel porto di Piombino possa generare interferenze con la pianificazione urbanistica della città, con l'idea di sviluppo territoriale che stiamo portando avanti e soprattutto con l'avanzamento degli strumenti urbanistici. Nel piano strutturale è contenuta una serie di principi come l'arretramento della fabbrica e la conseguente restituzione di ampi spazi ai cittadini, lo sviluppo della piccola e media impresa da insediare nelle aree retroportuali". Per Ferrari e Parodi è "solo una porzione delle molte, concrete motivazioni che saranno espresse negli ulteriori pareri che il Comune sarà chiamato a esprimere nell'ambito della conferenza dei servizi".

Di diversificazione si occupa intanto l'Eni che accelera sui progetti di sviluppo in Arabia Saudita. Oggi ad Abu Dhabi il ministro dell'Industria e della tecnologia avanzata degli Emirati Arabi Uniti e direttore generale e ad della National Oil Company di Abu Dhabi (ADNOC) Sultan Ahmed Al Jaber, e l'ad del Cane a Sei zampe, Claudio Descalzi, si sono incontrati "per discutere dell'andamento delle attività di progetti futuri e collaborazione e dell'accelerazione del progetto multimiliardario di Ghasha. Si stima che questo contenga significativi volumi di gas recuperabile e potrebbe arrivare a produrre oltre 42,5 milioni di metri cubi giorno, oltre 120.000 barili di olio e condensati".