MILANO - Il gas apre in netto ribasso al mercato di riferimento di Amsterdam alla vigilia della presentazione del piano della Commissione europea che contiene un primo tetto al prezzo "mobile" per contrastare picchi e volatilità che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di quotazioni al Ttf olandese.
Proprio sul tanto criticato mercato del gas europeo in avvio di settimana c'è un forte calo delle quotazioni nonostante il ceo di Gazprom, Alexei Miller, abbia nuovamente avvertito l'Europa che il tentativo di imporre un tetto al prezzo del gas russo comporterà il taglio delle forniture. I contratti al Ttf perdono circa il 7% a 132,15 euro al megawattora.
Si attende dunque l'ufficializzazione del pacchetto dell'esecutivo Ue sull'energia, che la Commissione presenterà martedì per andare poi in caccia dell'accordo tra Capitali. Secondo le ricostruzioni della vigilia, Ursula von der Leyen presenterà un documento con alcuni cardini: un meccanismo di "prezzo al tetto dinamico", come chiedeva l'Italia insieme ad altri tre Paesi, per bloccare i picchi e la volatilità segnata al riferimento Ttf di Amsterdam. Sarebbe contemplato anche un rafforzamento che fa scattare le salvaguardie - durante la giornata di contrattazioni - contro la speculazione e le eccessive oscillazioni del prezzo. Il tutto, in attesa di lanciare un nuovo riferimento per il mercato del gas più stabile. La comunicazione sul caro energia propone di sviluppare un nuovo indice di prezzo complementare per il Gnl, alternativo rispetto al Ttf di Amsterdam. L'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione tra i regolatori energetici (Acer) sarà incaricata di "raccogliere le informazioni necessarie per creare questo nuovo benchmark entro la fine del 2022", si legge nella bozza, e "l'indice dovrebbe essere disponibile in tempo per la prossima stagione di riempimento" degli stoccaggi "all'inizio del 2023".
Accantonata l'idea di replicare il modello iberico che prevede un tetto al prezzo del gas utilizzato per la produzione elettrica (sul quale anche l'Italia era scettica, visto che le casse pubbliche si sarebbero dovute far carico di pagare la differenza agli importatori), nel documento trova spazio un'accelerazione sugli acquisti comuni. In particolare, si sottolinea l'obiettivo di comprare congiuntamente almeno il 15% di carburante necessario per riempire gli stoccaggi. In particolare, si avanza "di dotare l'Ue degli strumenti giuridici per l'acquisto congiunto di gas". La piattaforma comune dovrebbe "coordinare il riempimento" degli stock e prevede "una partecipazione obbligatoria degli Stati membri all'aggregazione della domanda per almeno il 15% del volume di riempimento dello stoccaggio".
"Buona discussione sull'energia con i membri del Collegio. Sono stati compiuti buoni progressi nell'attuazione della tabella di marcia per affrontare i prezzi elevati dell'energia presentata ai leader al vertice informale di Praga. Approveremo un altro pacchetto di proposte legislative alla prossima riunione del Collegio, martedì", ha anticipato ieri von der Leyen su Twitter. Il piano della Commissione finirà direttamente sul tavolo dei 27 leader europei riuniti il 20 e 21 ottobre per il Consiglio. Il 25 ottobre, poi, il Consiglio Affari Energia tornerà a esprimersi sulla proposta legislativa, che potrà avere luce verde solo a novembre, quando la presidenza ceca di turno della Ue convocherà un nuova riunione straordinaria dei ministri dell'Energia.
Alla distensione dei prezzi concorre anche il fronte degli stoccaggi, con l'Italia che è di poco sotto al 94%, con oltre 181 terawattora di scorte. In Germania l'Agenzia Federale della Rete ha registrato scorte al 95,14%, con oltre 220 terawattora immagazzinati, raggiungendo con 15 giorni di anticipo l'obiettivo fissato per il prossimo 1 novembre. Vicina al 99% invece la Francia, che ha stoccaggi per quasi 131 terawattora. Livelli che secondo gli analisti, insieme alle previsioni meteo sul clima in Europa, hanno spinto al ribasso il prezzo del metano, insieme alla disponibilità annunciata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan sulla costruzione di un hub per il gas russo nel proprio Paese, dopo il bilaterale con il leader del Cremlino Vladimir Putin. Una struttura che rafforzerebbe la posizione della Turchia, già oggi al centro di una rete di diversi gasdotti collegati con il Mar Caspio, la Russia, i Balcani, la Grecia e quindi l'Italia. Un modo per non cessare le importazioni di gas russo in Europa, anche se la Francia ha già bocciato il piano con una nota dell'Eliseo di giovedì scorso.