Gas, bollette in retromarcia a ottobre con l’import algerino e l’autunno mite
di Luca Pagni , di Luca PagniRoma - Da una parte una condizione climatica favorevole, con temperature sopra la media in tutta Italia, regioni settentrionali comprese. Dall’altra, la sostituzione del gas russo con quello in arrivo dall’Algeria. Due condizioni che potrebbero portare a una riduzione delle bollette del gas per il mese di ottobre, rispetto al trimestre da luglio a settembre. L’entità del taglio dipende da quanto accadrà nei prossimi dieci giorni. Tutto questo mentre la Commissione Ue ieri ha ufficializzato il pacchetto di misure per l’emergenza energetica.
L’ottobrata che coinvolge tutta Italia ha reso superflua l’indicazione del governo per il rinvio dell’accensione del riscaldamento, previsto s…
Roma - Da una parte una condizione climatica favorevole, con temperature sopra la media in tutta Italia, regioni settentrionali comprese. Dall’altra, la sostituzione del gas russo con quello in arrivo dall’Algeria. Due condizioni che potrebbero portare a una riduzione delle bollette del gas per il mese di ottobre, rispetto al trimestre da luglio a settembre. L’entità del taglio dipende da quanto accadrà nei prossimi dieci giorni. Tutto questo mentre la Commissione Ue ieri ha ufficializzato il pacchetto di misure per l’emergenza energetica.
L’ottobrata che coinvolge tutta Italia ha reso superflua l’indicazione del governo per il rinvio dell’accensione del riscaldamento, previsto solitamente nella seconda metà del mese, a seconda delle “zone climatiche” del Paese. In pratica, stiamo consumando meno gas: un calo della domanda che si ribalta sui prezzi.
Un secondo elemento a favore del calo delle bollette, lo ha rivelato il rapporto trimestrale dell’Agenzia delle Dogane, dove si vedono “in chiaro” i prezzi pagati dagli importatori: un terzo del gas in arrivo dall’Algeria è indicizzato al Brent, l’indice di riferimento del petrolio in Europa, e non al Ttf, l’indice di riferimento del gas. E siccome il greggio è cresciuto meno del gas negli ultimi mesi, ci sono forniture pagate attorno ai 70 euro, ben sotto la media.
Tutto ciò si ribalta sui numeri del Psv, il punto di scambio virtuale diventato l’indice di riferimento Italia, dove gli operatori fanno compravendita di materia prima. Nei giorni scorsi, durante le contrattazioni giornaliere, le quotazioni hanno toccato anche i 66 euro al megawattora, chiudendo poi appena sopra i 100 euro. Una tendenza al ribasso che sta durando da inizio ottobre. Ma anche in Europa il prezzo è in costante discesa: ieri ha chiuso in calo del 12 per cento, a 112 euro. Il che è bene per le forniture indicizzate al Ttf.
Ieri, intanto, la Commissione Ue ha dato il via libera al pacchetto di misure per l’emergenza. Tra le principali misure approvate l’acquisto congiunto di gas, la creazione di un nuovo parametro di riferimento per i prezzi del gas liquefatto, un meccanismo di correzione dei prezzi per stabilire un limite dinamico per le transazioni sulla borsa del gas Ttf; norme di solidarietà tra gli Stati membri in caso di carenza di approvvigionamento.
Non è detto che sia finita qui. La Commissione ha preso in esame anche il modello spagnolo: «La riforma iberico di un price cap al gas che forma il prezzo dell’elettricità ha ridotto i prezzi dell’elettricità in Spagna e Portogallo e riteniamo quindi che meriti una sua introduzione a livello Ue. Merita un ulteriore approfondimento», ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, precisando che la misura non è contenuta tuttavia nella proposta legislativa varata oggi. Se ne parlerà al Consiglio europeo che inizia domani.