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Energia, l'ultima trovata dell'Europa per risparmiare: "Pronti a bloccare i bitcoin"

Un centro per il "mining" del bitcoin in Russia 
La Commissione chiede ai Paesi membri di prepararsi a fermare il mining, il meccanismo di validazione delle criptovalute ad altissimo dispendio di elettricità. E annuncia un piano per promuovere le monete digitali "verdi" come Ethereum
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ROMA - In attesa di varare il nuovo piano di emergenza per l’inverno, e mentre prova a trovare una difficile intesa sul tetto al prezzo del gas, l’Europa estrae dal cilindro una nuova misura per risparmiare energia: bloccare il “mining” delle criptomonete. Il mining è il sistema che bitcoin e le altre monete digitali utilizzano per convalidare le transazioni e, per la potenza di calcolo che richiede, costituisce un’attività ad altissimo consumo di energia: secondo l’Università di Cambridge il solo bitcoin consuma una quantità di elettricità paragonabile a quella di un Paese come il Pakistan. Da qui l’invito della Commissione europea ai Paesi membri, contenuto in un piano di azione pubblicato dalla direzione Energia: mettere in campo delle misure per abbassare i consumi dell’industria delle criptomonete, eliminare gli incentivi che alcuni governi concedono all’attività e, in caso di sovracca…

ROMA - In attesa di varare il nuovo piano di emergenza per l’inverno, e mentre prova a trovare una difficile intesa sul tetto al prezzo del gas, l’Europa estrae dal cilindro una nuova misura per risparmiare energia: bloccare il “mining” delle criptomonete. Il mining è il sistema che bitcoin e le altre monete digitali utilizzano per convalidare le transazioni e, per la potenza di calcolo che richiede, costituisce un’attività ad altissimo consumo di energia: secondo l’Università di Cambridge il solo bitcoin consuma una quantità di elettricità paragonabile a quella di un Paese come il Pakistan. Da qui l’invito della Commissione europea ai Paesi membri, contenuto in un piano di azione pubblicato dalla direzione Energia: mettere in campo delle misure per abbassare i consumi dell’industria delle criptomonete, eliminare gli incentivi che alcuni governi concedono all’attività e, in caso di sovraccarico del sistema elettrico, “essere pronti a bloccare il mining”.

Il bollino verde per le criptomonete

Il risparmio ottenuto dal blocco non dovrebbe essere enorme, considerato che il mining globale si concentra in Paesi e aree dove l’elettricità costa meno, e l’Europa vale solo un 10%. Non sarà dunque questo a salvare l’inverno del Vecchio Continente, in caso di blocco totale del gas russo e temperature particolarmente rigide. Ma tutto aiuta, e quella della Commissione, oltre che un’azione di emergenza, è un vero e proprio affondo contro la tecnologia alla base del bitcoin, definita “superata”. L’esecutivo europeo annuncia infatti che in futuro arriveranno nuovi standard regolatori per i minatori – non è chiaro se vincolanti oppure no – e un bollino comunitario per certificare le criptovalute che rispettano l’ambiente.

Il merge di Ethereum

Di recente Ethereum, seconda moneta digitale dietro al bitcoin per capitalizzazione, ha lanciato il suo “merge”, un cambio in corsa della tecnologia di validazione delle transazioni che, per quanto molto discussa, ha ridotto il consumo di energia del 99%. La Commissione cita proprio Ethereum come un esempio virtuoso, additando invece il bitcoin come un caso opposto di inerzia.