Economia

Gas, il tetto al prezzo non basta: per superare l'inverno serve un meccanismo taglia-consumi. Ecco perché la Germania, in fondo, ha ragione

Il cancelliere tedesco Scholz
Il cancelliere tedesco Scholz (ansa)
Benvenuto accordo Ue per frenare i costi delle bollette. Ma resta il problema della disponibilità del carburante: senza una riduzione del prelievo dalla rete, ci troveremo a primavera a secco di stoccaggi e sarà un grave handicap per il prossimo inverno. La risposta è negli aiuti mirati che incentivino comportamenti virtuosi. I tedeschi l'hanno capito
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Il tetto europeo al prezzo del gas vedrà (forse) la luce nelle prossime settimane. Mano a mano, gli effetti dell'ombrello si faranno strada nei prezzi al consumo, frenando l'esplosione del caro bollette. Nella crisi del gas che stiamo vivendo, tuttavia, la bolletta è solo una parte del problema. L'altra è la disponibilità del gas: inutile che costi meno, se non c'è. Da questo punto di vista, il tetto è una strada scivolosa. Per un verso, va maneggiato con molta cura, trovando il giusto equilibrio di prezzo e la sponda compiacente di chi lo produce e lo distribuisce via nave, altrimenti lo porta altrove, ad esempio in Giappone, in Corea o in Cina. Per altro verso, sgravare le bollette può segnalare un via libera ai consumi, che non ci possiamo permettere. Gli ultimi calcoli dell'Ocse (l'organizzazione che raccoglie i paesi industrializzati) dicono che gli stoccaggi oggi sono strapieni, ma, a marzo, se l'inverno sarà freddo, noi saremo riusciti a scaldarci, ma i depositi si saranno completamente svuotati. Mentre, invece, se li vogliamo riempire nuovamente in vista dell'inverno 2023, senza contare più sul metano Gazprom, occorre partire, a primavera, almeno da un livello del 30 per cento. Per assicurarlo, c'è un solo sistema, aggiunge l'Ocse: tagliare i consumi del 10 per cento.

Il problema è che non c'è sistema più sicuro ed efficiente, per tagliare i consumi, del caro bollette: a settembre, con le bollette impazzite, i consumi in Italia sono scesi del 13,8 per cento. Ma non c'è sistema più crudele e ingiusto, che salva i ricchi e condanna i poveri. E, infatti, i governi, un po' in tutta Europa, si sono dati da fare per sostenere le famiglie. Ma i sussidi rischiano di incentivare i consumi (anche le ben note docce single anziché in coppia), invece di favorire risparmi efficaci, ma accettabili. Come se ne esce? Mirando e parametrando i sussidi. In Norvegia, il governo è intervenuto per contenere i costi dell'elettricità per le famiglie. Se il prezzo supera l'equivalente di 70 centesimi di euro per kilowattora, la quota eccedente viene coperta per il 90 per cento dallo Stato. L'aiuto è consistente, ma, dato che il rimborso non è totale, un qualche incentivo al risparmio c'è.

Da questo punto di vista, tuttavia, chi ha meglio centrato la questione è il vituperato pacchetto di aiuti alle famiglie del governo tedesco, quello dei 200 miliardi di euro che solo loro si possono permettere. La bolletta tedesca è arrivata a sfiorare i 3 euro a kWh. Ora il governo si impegna a bloccare il prezzo del kw a 12 centesimi per l'80 per cento dei consumi della famiglia. Il resto dei consumi è al prezzo (proibitivo) di mercato. L'incentivo a risparmiare è visibile ed efficace. In più, se consumi meno dell'80 per cento, hai diritto ad un extrabonus. D'altra parte, privo di ogni aggancio al reddito, l'intervento favorisce le famiglie più ricche e con i consumi più alti. Il costo per le casse dello Stato tedesco è notevole. Le stime lo indicano a 30 miliardi di euro, una cifra, tuttavia, non lontana, in proporzione, da quanto speso finora contro il caro gas e il caro elettricità anche dallo Stato italiano. L'incentivo a contenere entro un livello ragionevole i consumi, allontanando contemporaneamente l'incubo bolletta può essere, comunque, realizzato anche con sistemi più semplici. Ad esempio, garantendo alle famiglie il 90 per cento (appunto il 10 per cento in meno di cui parlava l'Ocse) dei consumi registrati nella media degli ultimi cinque anni al prezzo dell'anno scorso, lasciando che l'eventuale eccedenza venga pagata al prezzo attuale di mercato.

Il risultato non è soltanto scavallare questo inverno. I risparmi nei consumi, infatti, liberano quote di una risorsa limitata come è, in questo momento, il gas. Rendendolo disponibile per le industrie e allontanando, almeno un po', lo spettro della recessione. La virtù, in questo caso, paga doppio.