Economia

Live

Le Borse di oggi, 24 ottobre 2022. Meloni supera la prova dei mercati, spread e Borsa positivi

Le Borse di oggi, 24 ottobre 2022. Meloni supera la prova dei mercati, spread e Borsa positivi
(afp)
Il nuovo esecutivo debutta anche sui mercati finanziari. Ma l'attenzione è concentrata altrove: la Bce verso nuovi rialzi dei tassi, mentre Sunak plana verso il ruolo di premier in Gran Bretagna. Le Borse Ue rallentano dopo gli indici Pmi in netto calo. Cina, crescita al 3,9% nel terzo trimestre, target a rischio: crolla Hong Kong. Scende il petrolio, il gas torna ai livelli di giugno
1 minuti di lettura

MILANO - Dopo il passaggio ufficiale di consegne da Mario Draghi, il governo di Giorgia Meloni si affaccia a un secondo test della campanella: quella dei mercati finanziari. La prima risposta del mercato è positiva: Piazza Affari termina a +1,93% e lo spread termina in calo. Gli investitori sono concentrati su molti altri problemi, in questo momento, in attesa dei primi passi concreti dell'esecutivo che sarà comunque osservato speciale sulle scelte di spesa, sulle coperture per i nuovi aiuti in arrivo, sull'esecuzione del Pnrr. I future sull'Europa sono positivi, così come quelli di Wall Street, nonostante le sbandate in Asia.

Molta carne al fuoco, si diceva. E' la settimana della Bce, che alzerà ancora i tassi, ma ci sono anche nubi sul futuro della Cina: Hong Kong ha ceduto di schianto dopo l'all-in di Xi Jinping sul potere di Pechino, mentre il Pil cinese è salito del 3,9% nel terzo trimestre su base annua e ora l'obiettivo del 5,5% annuale è a rischio. Gli indici Pmi dell'Eurozona danno preoccupazioni perché, dopo il report del Fmi, sono l'ennesimo campanello d'allarme in vista della recessione sul Vecchio continente. Evoluzione in vista anche in Gran Bretagna: dopo la notizia del passo indietro di Boris Johnson, con il solo Rishi Sunak in corsa per la scottante poltrona di premier, la sterlina si è rafforzata nonostante per gli addetti ai lavori il peggio non sia affatto alle spalle: Ing la vede a 1,05 dollari per fine anno e BofA continua a mantenere la sua scomessa sulla parità.

Borse europee in forte rialzo

Le borse europee chiudono la seduta di oggi in deciso rialzo: Piazza Affari guadagna l'1,93% con il Ftse Mib a 21.984 punti. Francoforte segna +1,60%, Parigi +1,59% e Londra +0,66%.

 

Lo spread chiude in calo

Lo spread tra Btp e Bund tedesco chiude in calo a 225 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,59% sul mercato secondario.

 

Spread piatto a fine giornata

Poche variazioni per lo spread tra Btp e Bund tedeschi, nella prima giornata ufficiale di scambi dopo l'insediamento del governo Meloni: in una seduta di forte allentamento della tensione sui titoli di Stato europei, il differenziale si muove attorno ai 225 base rispetto ai 226 dell'avvio. Il rendimento del prodotto del Tesoro è al 4,58%.

L'Europa mantiene il rialzo con Wall Street

Mercato azionario sempre in buon rialzo nel pomeriggio, dopo l'apertura positiva di Wall Street. L'indice Ftse Mib segna +2,07% a 22.019 punti. Piazza Affari fa meglio delle altre borse europee in una seduta comunque favorevole, iniziata con i dati migliori delle attese del Pil cinese nel terzo trimestre, proseguita con le quotazioni in calo del gas al Ttf di Amsterdam, e vivacizzata anche dalla scommessa di oltreoceano su un possibile rialzo dei tassi Usa da parte della Fed meno aggressivo di quanto previsto sino a poco fa.

Sul listino milanese in evidenza energia, banche, auto. Tra i primi Italgas che sale del 3,3%, con Snam +2,8%, Terna +3,2%, Enel +2,6%, mentre tra i petroliferi Eni sale del 2,3%, Tenaris +2,1%. In campo bancario Unicredit +1,8% come Intesa, Bper +2,5%, Bpm +1,4%. Mps scivola sotto i 2 euro dell'aumento a quota 1,96, per un -1,5%, mentre i diritti cedono il 39% a 0,51 euro. Altri rialzi per il risparmio gestito, con Fineco +3,1% Bene l'auto, con Stellantis che sale del 2,8%, Pirelli +4,6%. In ribasso Cnh e Amplifon.

Anche negli Usa il Pmi manifatturiero cade a ottobre

Il Pmi manifatturiero a ottobre rallenta al 49,9 dal 52 del mese precedente e sotto le attese del mercato (51). Lo riferisce S&P Global.

Petrolio in calo anche a New York

Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono il  2,16% a 83,22 dollari al barile.

Piazza Affari torna ad accelerare, Milano tocca il +2%

Piazza Affari accelera nella prima sessione utile dopo l'insediamento del governo Meloni con il Ftse Mib che al parziale delle 14 sale del 2% e rivede quota 22mila punti, ai massimi da un mese.

Si riduce il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 226,6 punti, con il rendimento annuo italiano in ribasso di 16,2 punti al 4,56%. Contrastati i futures Usa in attesa dell'indice Pmi americano.

L'Europa si mantiene positiva

Allungano il passo le principali Borse europee in attesa delle diverse trimestrali in arrivo e con il calo del gas scende sotto i 100 euro al MWh. Si riduce il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi a 226,6 punti, con il rendimento annuo italiano in ribasso di 16,2 punti al 4,56%. Contrastati i futures Usa in attesa dell'indice Pmi americano.


In Europa la migliore è Madrid (+1,8%), seguita da Parigi (+1,62%), Francoforte (+1,57%), Milano (+1,4%) e Londra (+0,45%). Cede il greggio (Wti -1,11% a 84,13 dollari al barile) e soprattutto il gas (-13,49% a 98,25 euro al MWh), mentre girano in calo l'oro (-0,03% a 1.648 dollari l'oncia) e l'argento (-0,15% a 19,19 dollari l'oncia).

I mercati cinesi chiudono in ribasso

I mercati azionari cinesi hanno chiuso in ribasso lunedì, con l'indice composito di Shanghai in calo del 2,02% a 2.977,56 punti. L'indice di Shenzhen ha chiuso in calo del 2,05% a 10.694,61 punti.

 

Borsa, Milano tiene in rialzo

Resiste sopra la parità Piazza Affari dopo quasi 3 ore di contrattazioni. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,3%, mentre scende a 229,5 punti il differenziale tra Btp e Bund decennnali tedeschi, con il rendimento annuo italiano calo di 6,5 punti al 4,661%.  In evidenza Tim (+2,47%), spinta dalla raccomandazione d'acquisto di Banca Akros. Bene anche Saipem (+1,54%), girata in positivo dopo le prese di beneficio iniziali, che si prepara a presentare i conti dei primi 9 mesi  giovedì prossimo 27 ottobre insieme a Italgas (+1,22%) e Campari (+2,24%). Sale Terna (+1,13%), spinta dalla raccomandazione d'acquisto di Ubs e da un accordo negli Usa con Boundless Energy. Acquisti su Enel (+1,6%), mentre il calo del greggio (Wti -1,7% a 83,6 dollari al barile) non agevola Eni (-0,22%) e Tenaris (-0,05%).

In ordine sparso le banche. Corrono Bper (+1,95%) e Unicredit (+1,54%), che diffonderà i conti tra due giorni. Più caute Intesa (+0,62%) e Banco Bpm (+0,63%), mentre è invariata a 1,99 euro Mps, che si riavvicina alla soglia dei 2 euro, oltre la quale conviene acquistare i titoli durante l'aumento di capitale, mentre i diritti sull'aumento da 2,5 miliardi dimezzano il calo al 20,3%  a 0,67 euro, dopo un congelamento al ribasso iniziale.

Gas sotto 100 euro ad Amsterdam

Il gas naturale scende sotto quota 100 euro al Ttf di Amsterdam. I contratti futures sul mese di novembre cedono il 13,19% a 98,6 euro al MWh. In forte calo anche le quotazioni a Londra, dove per singola unità termica (Mbtu) vengono chiesti 176,5 penny, il 13,53% in meno rispetto alla chiusura di venerdì scorso.

Hong Kong crolla del 6,36% dopo la stretta di Xi e i dati macro

La Borsa di Hong Kong crolla ai minimi dal oltre un decennio all'indomani dell' annuncio dei nuovi vertici del Partito comunista cinese, con il presidente Xi Jinping che ha strappato un inedito terzo mandato alla guida del Pcc:  l'indice Hang Seng, sui timori accresciuti che la crescita economica possa essere sacrificata a favore dell'ideologia politica, segna un tonfo del 6,36%, a 15.180,69 punti. Pesanti perdite, oltre il 10%, anche per i colossi hi-tech come Alibaba e Tencent.

Le Borse Ue rallentano dopo gli indici Pmi che indicano recessione

Le Borse europee riducono i guadagni dopo la pubblicazione degli indici Pmi di ottobre che segnalano la recessione nell'Eurozona. Parigi avanza dello 0,34%, Francoforte segna un +0,36% e Piazza Affari azzera i guadagni. Londra vira in negativo in attesa dell'indicazione del nuovo premier dopo che Boris Johnson ha rinunciato alla corsa per Downing Street.

Apertura positiva per le Borse Ue

Avvio di settimana in rialzo per le Borse europee, sulla scia del rimbalzo di Wall Street, sostenuto delle indiscrezioni secondo cui alcuni membri del Fomc della Fed starebbero valutando un rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi a partire da dicembre. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 sale dello 0,52% a 7.005,90 punti, a Francoforte il Dax dell'1,12% a 12.908,15 punti e a Parigi il Cac40 avanza dell'1,2% a 6.105,39 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib mette a segno un +0,92% a 21.765 punti.

Borse asiatiche in rosso, tiene Tokyo

Le Borse asiatiche procedono tutte in rosso tranne Tokyo. Crolla Hong Kong, che scende ai minimi di 13 anni dopo che il Congresso nazionale del Partito comunista ha rinnovato il terzo mandato del presidente Xi Jinping, accentuando i timori che la crescita economica venga sacrificata a favore di politiche ideologiche.

L'indice Hang Seng è in calo di circa il 7% e tocca i livelli visti l'ultima volta durante la crisi finanziaria globale del 2008-2009. Le azioni dei giganti tecnologici Alibaba Group Holding e Tencent Holdings, sono crollate, rispettivamente, del 10% e dell'8%. L'indice Nikkei giapponese chiude, invece, in rialzo dello 0,31% a 26.974,90 punti sostenuto dalle attese di un rallentamento della stretta monetaria della Fed a partire da dicembre. In rosso le piazze cinesi. Il Pil cinese cresce del 3,9% annuo nel terzo trimestre, più dell'atteso rialzo del 3,3% ma sotto il target del 5,5% previsto dal governo per fine anno. A frenare la crescita è la politica dello zero Covid e la crisi immobiliare. Shanghai cede il 2,11% mentre Shenzen perde circa il 2%.

I timori sulla Cina abbattono il petrolio. Gas in calo ad Amsterdam ai livelli di giugno

Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati, preoccupati del riaffermarsi del corso politico di Xi Jinping, a favore di uno stretto lockdown che deprimerà i consumi della Cina. Il paese ha diffuso inoltre i dati sul surplus che mostrano un import in decisa frenata. Il Wti del Texas cede così l'1% a 84,1 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord perde l'1% a 92,56 dollari.

Il prezzo del gas naturale in Europa prosegue nel suo trend ribassista e in avvio di settimana al Ttf il contratto per novembre viene scambiato a 101,1 euro per megawattora, in calo del 10,9% rispetto all'ultimo closing. L'Ue ha intensificato gli sforzi per far fronte all'impennata dei prezzi dell'energia e alla crisi dell'approvvigionamento di carburante. I governi si sono uniti per sostenere misure urgenti, compreso un tetto massimo di prezzo, oltre a un piano per avviare acquisti congiunti di gas naturale. I prezzi erano già in calo a causa dell'allentamento della domanda dovuto alle temperature più calde del solito questo autunno e alle abbondanti forniture di Gnl. I siti di stoccaggio del gas in Europa sono pieni per oltre il 92% e il tasso di stoccaggio della Germania ha raggiunto il 96%. A settembre la produzione di gas dalla Norvegia è stata inferiore alle attese, fatto che ha immediatamente suscitato preoccupazioni per la riduzione delle forniture.

Spread Btp-Bund in forte calo alla ripartenza. Euro debole

Apertura in forte calo per il differenziale tra Btp italiani e Bund decennali tedeschi., che è sceso a 226,2 punti contro i 232 della chiusura di venerdì. In ribasso di 13,8 punti al 4,59% il rendimento annuo italiano.

Euro stabile all'avvio dei mercati: la moneta unica europea passa di mano a 0,9859 dollari (-0,01%). In rialzo la sterlina a quota 1,1379 (+0,67%) dopo che l'ex premier Jhonson ha deciso di non ricandidarsi alla carica di premier aprendo la strada, senza scossoni, all'ex ministro delle finanze Rishi Sunak. In Asia oscilla lo yen a 148,9 sul dollaro.

Future positivi a Wall Street

Future positivi a Wall Street dopo la chiusura rally di venerdì sostenuta delle indiscrezioni secondo cui alcuni membri del Fomc della Fed avrebbero manifestato la necessità di valutare un rallentamento del ritmo dei rialzi a partire da dicembre. I future del Dow Jones avanzano dello 0,26%, quelli del Nasdaq registrano un progresso dello 0,47% e quelli dell'S&P 500 guadagnano lo 0,29%.

Vola il commercio Mosca-Pechino

Il fatturato commerciale tra Russia e Cina è aumentato del 32,5% su base annua a 136,08 miliardi di dollari tra gennaio e settembre 2022, secondo quanto riportato lunedì dalla principale amministrazione doganale cinese. Lo riferisce la Tass. Secondo i dati diffusi, l'export cinese in Russia ha guadagnato il 10,3% entro nove mesi di quest'anno, a 52,24 miliardi di dollari. L'importazione di beni e servizi russi è aumentata del 51,6% a 83,84 miliardi di dollari. Il greggio, il gas naturale e il carbone rappresentano circa il 70% del valore delle materie prime importate dalla Cina dalla Russia. Altri elementi chiave di esportazione dalla Russia includono rame e minerale di rame, legname, carburante e frutti di mare. La Cina sta esportando una vasta gamma di prodotti in Russia, con una quota significativa presa da smartphone, attrezzature industriali e specializzate, giocattoli, calzature, veicoli, condizionatori e computer. Il fatturato commerciale tra Russia e Cina ha guadagnato il 35,8% nel 2021 e ha raggiunto il record di 146,88 miliardi di dollari.

 

Crolla Hong Kong: -4,2% e minimi da 13 anni

Il mercato azionario di Hong Kong è crollato di oltre il 4% in corso di seduta dopo un'avvio in calo. Gli investitori sono preoccupati per la decisione del presidente cinese Xi Jinping di cedere incarichi economici chiave ai suoi alleati che sostengono la politica "zero Covid". Poco dopo l'apertura a Hong Kong, l'indice Hang Seng è sceso del 4,22% a 15.526,82 punti, il livello più basso degli ultimi 13 anni. Anche l'indice composito della Borsa di Shanghai è scivolato dello 0,73% a 3.016,87 punti. Gli investitori aspettano di sapere quale direzione prenderà la politica economica di Pechino dopo la riconferma di Xi Jinping alla guida della Cina.

Ma la decisione di Xi di circondarsi dei suoi stretti alleati a favore della politica "zero Covid" suggerisce che Pechino non cambierà questa strategia, ritenuta responsabile del forte calo della crescita della seconda economia mondiale. Gli operatori rimangono attendisti, malgrado il dato diffuso poco fa da Pechino sulla crescita dl Pil del terzo trimestre, rimbalzato del 3,9% su base annua, che mette a rischio l'obiettivo annuale del 5,5%.

Prezzi del petrolio in calo sui mercati asiatici dopo i deludenti dati cinesi. Nonostante l'aumento rispetto ad agosto, le importazioni di greggio della Cina nel mese di settembre, si sono attestate a 9,79 milioni di barili al giorno, in calo del 2% rispetto a quelle dell'anno precedente. I future del Wti cedono lo 0,84% a 84,30 dollari al barile mentre quelli del Brent arretrano dello 0,51% a 93 dollari al barile.

Cina, crescita del 3,9% nel terzo trimestre. Obiettivo annuale a rischio

Nel terzo trimestre l'economia cinese è cresciuta del 3,9% del 2022 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Lo ha comunicato l'ufficio statistico di Pechino, diffondendo un dato che avrebbe dovuto essere pubblicato nei giorni del congresso del Partito Comunista martedì, ma che è stato invece rimandato senza fornire giustificazioni. Dopo una crescita di appena lo 0,4% nel trimestre precedente, la seconda economia mondiale continua a subire le conseguenze della politica Zero Covid e della crisi immobiliare: inoltre gli elevati livelli di indebitamento delle imprese e la debole domanda interna stanno rallentando l'economia del Paese.

Alla luce di questo dato il governo di Pechino povrebbe mancare l'obiettivo di crescita del 5,5% fissato per il 2022. Secondo gli economisti di Bloomberg, è prevedibile che fallisca il risultato (che era già ai minimi da un trentennio) e cresca del 3,3%. La Banca mondiale prevede una crescita solo del 2,8% per la Cina per l'intero anno.