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Reddito e aiuti per i disoccupati, il governo smantella i sussidi

L'associazione Pane Quotidiano di Milano assiste e distribuisce viveri ai poveri (fotogramma)

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Salvini vuole la sospensione per sei mesi del RdC: vale un miliardo e può finanziare la riforma delle pensioni con Quota 41. Più cauta Meloni: una misura di “sussistenza” per i fragili da affidare ai Comuni, ma tagli anche agli assegni Naspi
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ROMA - In campagna elettorale parlavano tutti di "abolizione". Ora la parola d'ordine è "manutenzione". Il nuovo governo di centrodestra ha messo nel mirino i sussidi: il Reddito di cittadinanza ai poveri e anche la Naspi per i disoccupati. E se non li fa saltare subito, è solo per il principio di realtà: macchine molto complesse e rischio di profonda frattura sociale. Ma l'intenzione, già nell'imminente legge di bilancio, è di ridimensionarli per fare cassa.

Abolire il Reddito di cittadinanza

Lo ha detto in modo esplicito il vicepremier Matteo Salvini: "Sospendendo per sei mesi il Reddito a chi può lavorare si ricava oltre un miliardo per finanziare Quota 41". Molto più prudente la premier Giorgia Meloni che ritiene il Reddito "una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l'Italia". Ma al tempo stesso vuole "mantenere e, laddove possibile, aumentare il dovero…

ROMA - In campagna elettorale parlavano tutti di "abolizione". Ora la parola d'ordine è "manutenzione". Il nuovo governo di centrodestra ha messo nel mirino i sussidi: il Reddito di cittadinanza ai poveri e anche la Naspi per i disoccupati. E se non li fa saltare subito, è solo per il principio di realtà: macchine molto complesse e rischio di profonda frattura sociale. Ma l'intenzione, già nell'imminente legge di bilancio, è di ridimensionarli per fare cassa.

Abolire il Reddito di cittadinanza

Lo ha detto in modo esplicito il vicepremier Matteo Salvini: "Sospendendo per sei mesi il Reddito a chi può lavorare si ricava oltre un miliardo per finanziare Quota 41". Molto più prudente la premier Giorgia Meloni che ritiene il Reddito "una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l'Italia". Ma al tempo stesso vuole "mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizione di lavorare". Ovvero: "Pensionati in difficoltà, invalidi, chi ha figli minori di cui farsi carico".

Una sola offerta di lavoro

L'idea primigenia di Fratelli d'Italia è creare un nuovo "Reddito di sussistenza" per i soli poveri, tolto all'Inps e affidato ai Comuni. Ma come individuare i "soggetti effettivamente fragili" da proteggere? Con quali criteri? Come distinguerli dagli altri? Difficile che si riesca nel mese che ci separa dall'approvazione della legge di bilancio in Consiglio dei ministri. Ecco che si fa strada l'ipotesi minimale e ben più fattibile di limitare a una l'offerta di lavoro ("congrua" per legge, ovvero adatta al curriculum della persona) prima di decadere dal sussidio. Erano tre in origine. Portate a due da Draghi.

Naspi più corta

Anche per la Naspi l'idea è di ridurre la durata del sussidio di disoccupazione: scendere sotto il 50% del periodo lavorato. Percentuale che ora consente di ricevere il sostegno - che cala del 3% al mese dopo il sesto mese - fino a un massimo di due anni se si hanno almeno quattro di anzianità. Quindi se uno ha lavorato un anno, prende sei mesi. Se ha lavorato sei mesi, riceve la Naspi per tre. Troppi per il governo Meloni.

In maggioranza, specie dalle parti della Lega, ritengono questo meccanismo "distorsivo", perché "c'è chi se ne approfitta, la spesa per la Naspi è enorme e spesso improduttiva, la durata del sussidio non è coerente con quanto hai lavorato". La Naspi nel 2021 valeva quasi 13 miliardi, di cui 5,6 miliardi coperti dalle aziende che versano l'1,30% del loro monte retribuzioni. Dunque lo Stato ha messo 7,3 miliardi - in discesa rispetto al 2020 pandemico ma anche sul 2019 - per 2,5 milioni di disoccupati che hanno beneficiato in media di 5.307 euro nell'anno, 43 euro al giorno. A sei mesi dalla fine della Naspi, il 53% dei percettori lavorava.

Trovare 660 mila offerte di lavoro congrue

Anche i numeri del Reddito di cittadinanza sono lontani dalla narrazione "divanista". Nei primi nove mesi dell'anno (dati Inps) hanno preso l'assegno 1,6 milioni di famiglie per 3,6 milioni di persone. Senza i pensionati poveri, scendiamo a 1,5 milioni di famiglie per 3,4 milioni di persone: due terzi al Sud. I dati Anpal aggiornati al 30 giugno ci dicono che solo 919 mila persone sono potenzialmente occupabili. Tolti gli esonerati, gli esclusi, i rinviati ai servizi sociali, si scende a 833.470. Sottraendo chi lavora, abbiamo 660.602 beneficiari nel mirino del governo Meloni (con le loro famiglie si sale sopra il milione). Non sarà facile trovare 660.602 offerte di lavoro "congrue" e farsi dire di no.

L'8% dei 661 mila occupabili è over 60. Il 20,5% ha tra 50-59 anni. Difficile impiegarli. Rimangono 472 mila persone. Il 42% è stato già preso in carico dai centri per l'impiego (la percentuale ora potrebbe essere salita): molti sono in tirocinio. Il 73% è lontano dal mondo del lavoro da oltre tre anni, senza qualifiche, con bassi titoli di studio. Questa è la platea su cui si vuole fare cassa.