Il Pnrr non cancella i ritardi del Sud: più affari per le aziende del Nord Italia
di Rosaria Amato , di Rosaria AmatoROMA - Tra i pilastri del Pnrr c'è la riduzione delle disuguaglianze tra Nord e Sud, eppure i bandi non riescono fino in fondo a distribuire le risorse in modo efficace, e si creano anche nuovi divari nei benefici per le imprese. Dall'indagine sulle Economie Regionali della Banca d'Italia emerge infatti una ricaduta positiva di aumento degli ordini per il 19 per cento delle industrie del Nord, mentre in tutte le altre aree del Paese si rimane al di sotto della media (che si posiziona poco al di sopra del 18 per cento).
Succede perché le imprese del Nord sono più attrezzate a rispondere ai bandi, presentare progetti, orientare la produzione, certo. Ma anche in termini di interventi diretti il Pnrr arranca sui divari territoriali: per gli asili nido, per esempio, intervento essenziale non solo per l'istruzione, ma anche per aumentare l'occupazione femminile nel Mezzogiorno, alle amministrazioni del Sud sono state assegnate circa il 55 per cento …
ROMA - Tra i pilastri del Pnrr c'è la riduzione delle disuguaglianze tra Nord e Sud, eppure i bandi non riescono fino in fondo a distribuire le risorse in modo efficace, e si creano anche nuovi divari nei benefici per le imprese. Dall'indagine sulle Economie Regionali della Banca d'Italia emerge infatti una ricaduta positiva di aumento degli ordini per il 19 per cento delle industrie del Nord, mentre in tutte le altre aree del Paese si rimane al di sotto della media (che si posiziona poco al di sopra del 18 per cento).
Succede perché le imprese del Nord sono più attrezzate a rispondere ai bandi, presentare progetti, orientare la produzione, certo. Ma anche in termini di interventi diretti il Pnrr arranca sui divari territoriali: per gli asili nido, per esempio, intervento essenziale non solo per l'istruzione, ma anche per aumentare l'occupazione femminile nel Mezzogiorno, alle amministrazioni del Sud sono state assegnate circa il 55 per cento delle risorse, a fronte però del 66 che sarebbe risultato da un'allocazione proporzionale al divario rispetto al Leps (i livelli essenziali di assistenza). E non si tratta solo degli asili nido: succede anche per gli assistenti sociali e l'assistenza agli anziani non autosufficienti.
A Sud mancano assistenti sociali
Il Leps che riguarda gli assistenti sociali prevede che invece che in ogni area sia presente un operatore assunto a tempo indeterminato per 5.000 residenti. Nella media degli Ats (ambiti sociali territoriali) rilevati, nel 2021 il numero di assistenti sociali in organico era pari al valore corrispondente al Leps al Nord e lo superava nel Nord Est, mentre si fermava alla metà nel Mezzogiorno e al 61% nel Centro. Ci sono aree del Mezzogiorno dove non c'è neanche un assistente sociale. Quanto alla situazione degli anziani non autosufficienti, il Pnrr ha finora assegnato quasi 300 milioni di euro per favorire l’autonomia abitativa degli anziani non autosufficienti. Il riparto delle risorse per macroarea, osserva Bankitalia, "ha rispecchiato la distribuzione territoriale della popolazione anziana, ma non quella della sua componente non autosufficiente: se commisurata a quest’ultima, la quota di risorse allocate al Mezzogiorno (31,5%) risulta meno che proporzionale.
Più affari per le imprese del Nord
Dall'altro lato, gli effetti del Pnrr sulle imprese sembrano avvantaggiare soprattutto quelle del Nord. Per l'industria, "la quota di imprese per cui il Piano sta determinando o potrà determinare un incremento degli ordini nei prossimi dodici mesi è pari al 19% al Nord e poco più bassa della media nelle altre ripartizioni", si legge nel Rapporto. Considerato che la media è intorno al 18,4%, le altre macroaree del Paese si situano tra il 17 e il 18%.
L'apporto del Pnrr è più equilibrato per i servizi e le costruzioni. Nel primo caso, ne beneficiano tutte le aree, e anzi a rimanere un po' più indietro è il Nord-Est. Per le costruzioni dagli appalti pubblici si prospetta un aumento delle commesse distribuito in tutto il Paese: "Quasi la metà delle imprese beneficia o si attende di beneficiare nei prossimi dodici mesi di un aumento delle commesse pubbliche, ovunque tranne che al Centro (35,6 per cento); - si legge nel rapporto - l’incremento di quelle private, stimolate dagli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia, è indicato con maggiore frequenza dalle aziende del Mezzogiorno". Questo perché probabilmente i lavori con il Superbonus nel Mezzogiorno hanno ancora un buon margine di crescita nel Mezzogiorno rispetto alle altre aree del Paese che sono andate a ritmo più sostenuto.
Dal Pnrr le imprese poi traggono anche benefici diretti in termini di incentivi di vario tipo. E sono le imprese nel Mezzogiorno a puntare di più sugli incentivi per la transizione digitale e l'industria 4.0, mentre a richiedere in misura maggiore quelli volti ad aumentare l’efficienza energetica e l’autoproduzione da fonti di energia rinnovabile è soprattutto il Nord-Est.
Nel Mezzogiorno tempi più lunghi
Nel complesso, il Pnrr accorcerà sicuramente le distanze territoriali, ma Bankitalia mette in guardia contro il rischio che proprio le carenze del Mezzogiorno alla fine rendano meno efficaci gli interventi. "La velocità con cui le risorse stanziate si tradurranno in spesa effettiva dipende tuttavia da una molteplicità di fattori, anche di carattere istituzionale, che assumono una connotazione particolarmente sfavorevole nel Mezzogiorno. - ragionano gli autori del rapporto -. A parità di caratteristiche delle opere, i tempi di realizzazione sono generalmente più lunghi per gli enti territoriali delle regioni meridionali, soprattutto nelle fasi caratterizzate da un’intensa attività amministrativa. Nel caso dei Comuni, che a livello nazionale gestiscono all’incirca il 70% degli appalti censiti nel portale Open Data ANAC, le fasi di aggiudicazione ed esecuzione hanno una durata significativamente superiore nel Sud e nelle Isole". Anche perché nel Mezzogiorno il personale è "numericamente inferiore, mediamente più anziano e dotato di minori competenze professionali": un aspetto su cui si è intervenuto, ma forse non abbastanza e non in tempi abbastanza rapidi.