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Torna l'era dei voucher, con buoni lavoro e carte sconto

La premier Giorgia Meloni (ansa)

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La manovra del governo Meloni torna indietro al 2008. E reintroduce i ticket per lavorare, con tetto a 10 mila euro annui. E la Social card di Tremonti per la spesa dei poveri in esercizi convenzionati
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ROMA - Un balzo all'indietro di quattordici anni. Era il 2008, quarto governo Berlusconi. In Italia si cominciavano a usare i buoni lavoro per remunerare i lavoretti, dalla vendemmia alle ripetizioni, di studenti e pensionati. E nasceva la Carta acquisti delle Poste ricaricabile con 40 euro al mese per consentire ai poveri over 65 e ai genitori di under 3 di fare la spesa, comprare le medicine, pagare le bollette. Governo Meloni, 2022. Ci risiamo: tornano voucher e social card.

Due strumenti, a modo loro, storici. I voucher sono stati aboliti nel marzo 2017, per evitare il referendum conquistato dalla Cgil di Susanna Camusso con 3 milioni di firme, ammesso dalla Consulta e fissato per il 28 maggio di quell'anno. Nel mirino c'era il governo Renzi che aveva allentato i requisiti per l'uso dei ticket. Toccò al subentrato governo Gentiloni, anche per la moral suasion del presidente Mattarella, abrogare i buoni per decreto prima che lo facessero le urne. La Carta ac…

ROMA - Un balzo all'indietro di quattordici anni. Era il 2008, quarto governo Berlusconi. In Italia si cominciavano a usare i buoni lavoro per remunerare i lavoretti, dalla vendemmia alle ripetizioni, di studenti e pensionati. E nasceva la Carta acquisti delle Poste ricaricabile con 40 euro al mese per consentire ai poveri over 65 e ai genitori di under 3 di fare la spesa, comprare le medicine, pagare le bollette. Governo Meloni, 2022. Ci risiamo: tornano voucher e social card.

Due strumenti, a modo loro, storici. I voucher sono stati aboliti nel marzo 2017, per evitare il referendum conquistato dalla Cgil di Susanna Camusso con 3 milioni di firme, ammesso dalla Consulta e fissato per il 28 maggio di quell'anno. Nel mirino c'era il governo Renzi che aveva allentato i requisiti per l'uso dei ticket. Toccò al subentrato governo Gentiloni, anche per la moral suasion del presidente Mattarella, abrogare i buoni per decreto prima che lo facessero le urne. La Carta acquisti blu, l'ex social card di Tremonti, invece esiste ancora e fa compagnia all'altra carta (quella gialla che si vuole abolire) del Reddito di Cittadinanza. In questi anni l'hanno usata mezzo milione di persone per una spesa annua di 190-200 milioni.

Il governo ha deciso di sfidare la sorte e ripristinare entrambi. "Introduciamo i buoni lavoro per agricoltura e cura alla persona e per i lavori domestici fino a 10 mila euro", ha detto la premier Meloni ieri in conferenza stampa. "Una misura utile a regolarizzare il lavoro stagionale e occasionale. Naturalmente con controlli rigidi per evitare storture". Un tetto molto elevato, quello a 10 mila euro. Se si pensa che quando il governo Renzi lo alzò dai 5 mila euro della legge Fornero ai 7 mila euro, i numeri si impennarono.

Se nel 2008 i voucher erano 535 mila e solo per i lavoretti saltuari e occasionali, nel 2016 lievitarono a 134 milioni usati per pagare 1,8 milioni di lavoratori spesso mascherando abusi di ogni tipo, nonostante la tracciabilità digitale: dai fuori busta, alla dipendenza mascherata, al nero non solo nel settore dei servizi, ma anche nell'industria. Nel giro di quasi dieci anni, sono stati venduti in Italia 433 milioni di voucher da 10 euro lordi all'ora (7,5 al netto di contributi, Inail e spese). Con picchi dopo la legge Fornero del 2012 che ne ampliava l'uso a tutti i settori e a ogni tipologia di lavoratori. E dopo il Jobs Act di Renzi del 2015 che alzava il tetto. "La nuova frontiera del precariato", fu definita. 

Ora il governo Meloni ci riprova. E affianca a questi "buoni lavoro" i "buoni spesa" per i poveri, di fatto un rifinanziamento della social card con 500 milioni. Si chiamerà "Carta Risparmio Spesa". Andrà ai redditi fino a 15 mila euro, gestita dai Comuni, per l'acquisto di beni di prima necessità presso esercizi convenzionati. "Abbiamo in mente di selezionare con decreto alcuni alimenti e utilizzare questi 500 milioni contro il "caro carrello"", spiega la premier. All'epoca il bollino blu sulle vetrine dei negozi divenne l'emblema dello stigma del povero. Vedremo ora.