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Scott Wine (Cnh): “Con trattori elettrici e metano investiamo per rendere l’agricoltura ancora più produttiva e sostenibile”

Intervista all'ad della società che produce veicoli per coltivazioni e costruzioni: "La recessione sarà vasta ma non globale. Sfamare 8 miliardi di persone richiede tanta innovazione"
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Phoenix - "Ormai nel mondo vivono otto miliardi di persone: per sfamarle tutte dobbiamo necessariamente aumentare produttività e sostenibilità dell'agricoltura". Vista con questa lente usata da Scott Wine, l'attività Cnh Industrial diventa una missione. Incontriamo il ceo della compagnia produttrice di macchine agricole e per le costruzioni (controllata da Exor come "Repubblica") durante il Tech Day vicino Phoenix. I risultati sono positivi, nonostante il clima globale difficile, con un fatturato consolidato per il 2021 di 19,5 miliardi di dollari. E molto dipende dall'innovazione, come sottolinea il chief financial officer Oddone Incisa, secondo cui le tecnologie di precisione porteranno "ricavi netti per 900 milioni di dollari nel 2022, con un tasso di crescita annuo di circa 10%-15% nei prossimi due, tre anni". Si riferisce ai trattori autonomi, che ormai coltivano i campi senza esseri umani a bordo, ma anche alle novit…

Phoenix - "Ormai nel mondo vivono otto miliardi di persone: per sfamarle tutte dobbiamo necessariamente aumentare produttività e sostenibilità dell'agricoltura". Vista con questa lente usata da Scott Wine, l'attività Cnh Industrial diventa una missione. Incontriamo il ceo della compagnia produttrice di macchine agricole e per le costruzioni (controllata da Exor come "Repubblica") durante il Tech Day vicino Phoenix. I risultati sono positivi, nonostante il clima globale difficile, con un fatturato consolidato per il 2021 di 19,5 miliardi di dollari. E molto dipende dall'innovazione, come sottolinea il chief financial officer Oddone Incisa, secondo cui le tecnologie di precisione porteranno "ricavi netti per 900 milioni di dollari nel 2022, con un tasso di crescita annuo di circa 10%-15% nei prossimi due, tre anni". Si riferisce ai trattori autonomi, che ormai coltivano i campi senza esseri umani a bordo, ma anche alle novità portate da investimenti come quello nella britannica Bennamann, che permettono di creare un circolo virtuoso ecologico con la cattura e l'uso delle emissioni fuggitive di metano, il lancio del primo trattore a LNG T7, e quello elettrico T4.

La crisi alimentare, accelerata dall'invasione russa dell'Ucraina, è esplosa ovunque. Come si sfamano 8 miliardi di persone?

"Noi avvertiamo la responsabilità, perché la sicurezza del cibo è una grande preoccupazione per la maggior parte del mondo e sentiamo di avere un ruolo importante da svolgere. Siamo parte di un ecosistema, insieme alle compagnie che producono semi o fertilizzanti. Grazie alla nostra abilità di usare la tecnologia di precisione e l'automazione, diamo agli agricoltori la capacità di migliorare la produttività. Questi due elementi sono l'unico modo per farlo, aumentando i raccolti e quindi il cibo per la gente. Quasi tutti i nostri investimenti in qualche modo rispondono a questa esigenza. Più potenza e precisione, meno costi, trattori a metano che sono carbon negative, generano risparmi economici e contribuiscono alla produzione di residui usati poi per i fertilizzanti. Molto di ciò che facciano offre l'opportunità di migliorare i raccolti e aiutare la sostenibilità".

Alcuni analisti dicono che bisognerà aumentare la produttività agricola del 70%, per sfamare tutti.

"La crescita della popolazione sta rallentando, a parte l'Africa, ma l'attenzione del mondo per la riduzione delle emissioni di carbonio vuol dire che ci sarà meno terra a disposizione per l'agricoltura. Non so se dovremo aumentare la produzione del 70%, ma comunque servirà una grande percentuale. Le nostre macchine puntano a rendere gli agricoltori significativamente più produttivi, e quindi sfamare la gente".

Prevede la recessione?

"Credo che l'avremo in molte parti del mondo. Non la chiamerei globale, ma sarà diffusa. Perché lo dico? L'Europa è già in recessione; la Cina forse, anche se non ce lo dirà mai; gli Usa ci andranno il prossimo anno. La ragione per cui siamo fiduciosi è che il nostro settore è meno legato all'economia globale. Può rallentare, ma i prezzi delle commodity resteranno elevati, così come i ricavi degli agricoltori. Ciò significa che continueranno a comprare equipaggiamenti".

La catena di approvvigionamento la preoccupa?

"Ora va meglio. Non è buona, ma è migliorata. E continuerà a farlo, se il prossimo anno l'economia rallenterà. Ad esempio i container in arrivo dalla Cina costavano un'enormità, perché non c'erano, ma ora ce ne sono in abbondanza e i prezzi sono tornati normali. L'inflazione non andrà via, perché ormai è presente in troppi aspetti della nostra vita, ma la supply chain migliora".

Che effetto ha avuto la guerra in Ucraina?

"La nostra prima preoccupazione sono stati i dipendenti. Molti hanno spostato le famiglie in Polonia, tanti sono rimasti a combattere. Però molti dealer sono restati e negli ultimi due anni la profittabilità è aumentata. In Russia abbiamo chiuso, ma abbiamo potuto ridirigere le forniture verso altri mercati. I prezzi delle commodity sono aumentati, e così la domanda dei nostri prodotti. Non voglio dire che sia stata un bene, ma per noi non è stata terribile".

L'Italia quanto conta per voi?

"Siamo estremamente impegnati in Italia e lo resteremo. Stiamo investendo, come il nuovo quartier generale dell'Emea a Torino".

Il mercato in cui potreste migliorare di più?

"Non ci arrivereste mai: gli Usa".

Cosa servirebbe qui?

"I nostri trattori sono più adatti all'Europa. Dobbiamo migliorare l'offerta negli Usa".

Quanto sono importanti la decarbonizzazione e il metano?

"Da un decennio siamo i leader della sostenibilità nel nostro settore. L'investimento in Bennamann non è stato guidato solo dalla riduzione del carbonio, ma soprattutto dal valore che può portare agli agricoltori. In Cornovaglia Bennamann ha un sistema che opera in una fattoria, semplicissimo. Una doppia copertura sul letame, che permette di catturare il biometano, pulirlo, liquefarlo ed usarlo per alimentare un trattore, o il generatore di elettricità. Con questo scenario puoi vendere il biometano in eccesso alla compagnia energetica, usare i residui come fertilizzanti, alimentare trattori e generatori con un terzo del costo del diesel, ed essere carbon negative. Ci piace molto: abbiamo una partecipazione di minoranza ma potremmo salire. La sfida è quanto rapidamente possiamo industrializzare questa soluzione, che viene ammortizzata in un paio di anni".

Cosa pensa dell'Inflation Reduction Act del presidente Biden?    

"E' il peggior nome mai pensato per una legge, perché invece di contribuire al calo dell'inflazione, rischia di farla aumentare nei prossimi dieci anni. Detto ciò, può offrirci opportunità".

Dove?

"Nell'elettrificazione e i "sussidi verdi", che potremo forse usare per dare incentivi alla cattura e l'uso del metano".