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Indennizzi alle imprese con il nuovo Golden power

(agf)
A partire dal primo gennaio la nuova normativa prevede che le aziende strategiche a cui viene negato il diritto di vendere una partecipazione a un socio straniero, possano aderire a un regime di finanziamento agevolato a sostegno dell'attività e dei suoi dipendenti
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MILANO  Dal primo gennaio diverrà operativa la nuova normativa sul Golden Power, istituto nato nel 2012, rafforzato dal governo Conte 2 in piena pandemia, poi riformato ad agosto dal governo Draghi per dare all'esecutivo un nuovo strumento di politica industriale. L'attuale governo Meloni, lo scorso 5 dicembre, ha poi aggiunto un sostegno in più a quelle aziende che si dovessero vedere negato - in quanto strategiche - il diritto a vendere o aprire il capitale agli stranieri. Quindi chi fosse bloccato dal Golden Power avrà diritto a misure di sostegno come l'accesso al fondo patrimonio e rilancio, al fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e, per i due anni successivi all'esercizio dei poteri speciali, potrà chiedere con priorità l'accesso agli strumenti dei contratti di sviluppo e degli accordi per l'innovazione. Come a dire lo Stato tutela le aziende strategiche e i posti di lavoro, e laddove queste non trovi…

MILANO  Dal primo gennaio diverrà operativa la nuova normativa sul Golden Power, istituto nato nel 2012, rafforzato dal governo Conte 2 in piena pandemia, poi riformato ad agosto dal governo Draghi per dare all'esecutivo un nuovo strumento di politica industriale. L'attuale governo Meloni, lo scorso 5 dicembre, ha poi aggiunto un sostegno in più a quelle aziende che si dovessero vedere negato - in quanto strategiche - il diritto a vendere o aprire il capitale agli stranieri. Quindi chi fosse bloccato dal Golden Power avrà diritto a misure di sostegno come l'accesso al fondo patrimonio e rilancio, al fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e, per i due anni successivi all'esercizio dei poteri speciali, potrà chiedere con priorità l'accesso agli strumenti dei contratti di sviluppo e degli accordi per l'innovazione. Come a dire lo Stato tutela le aziende strategiche e i posti di lavoro, e laddove queste non trovino risorse private tricolori, il governo "sovranista" non si tirerà indietro.

La nuova normativa

Fatto sta che oggi la disciplina Golden Power ha un raggio di azione molto ampio, oltre ai quattro settori strategici classici (difesa, energia, telecomunicazioni e trasporti) si allarga infatti all'agroalimentare, al farmaceutico, alla finanza e a tante delle industrie e delle eccellenze tricolori. Solo in caso di difesa e sicurezza nazionale, ci vuole l'autorizzazione per l'acquisto da parte di un investitore italiano, europeo o extraeuropeo che venga a detenere una quota del 3%. In tutti gli altri settori strategici la soglia sale al 10% per uno straniero non europeo. Infine a partire dal primo gennaio dovranno chiedere l'autorizzazione anche gli investitori europei (non solo stranieri) che intendano rilevare il controllo (di fatto o di diritto) di aziende dell'energia, dei trasporti, delle tlc, della salute, dell'agroalimentare e della finanza (tra cui bancario e assicurazioni).
"Se nel 2015 si registravano una ventina di notifiche l'anno - ricorda Gianni Martoglia, equity partner dello studio legale GPBL - l'allargamento dell'ambito di applicazione da una parte, e una maggiore sensibilità e consapevolezza su questi temi dall'altra, farà lievitare le richieste, che nel 2022 hanno già superato le 500".

Un mare di richieste di prenotifica e di notifica

E questo nonostante il filtro voluto da Draghi con l'introduzione della "prenotifica" che è stata accompagnata da una procedura semplificata: entro 30 giorni dall'invio il governo può rispondere che il caso non rientra nel regime del Golden Power, che pur rientrando nella normativa non necessita di una notifica formale, che rientra nel regime e quindi occorre fare una successiva notifica. Ma se non risponde occorrerà comunque fare la notifica successiva (non vale il silenzio assenso). La notifica di norma prevede 45 giorni (estendibili fino a 75) per l'autorizzazione, ma nei casi meno sensibili viene evasa prima dei termini. "Con le nuove norme mi aspetto che si consolidi il trend delle notifiche e prenotifiche, ma questo non dovrebbe diminuire l'attività di m&a - prosegue l'avvocato Martoglia - l'Italia è un Paese pieno di ottime piccole e medie aziende molto attraenti, anche dal punto di vista delle valutazioni, per gli investitori stranieri ed europei".