MILANO - Avvio di settimana in sordina per le Borse occidentali, orfane di Wall Street nel giorno dedicato a Martin Luther King e con un orecchio sempre teso alle Banche centrali. I listini chiudono in cauto rialzo. Mentre torna a riunirsi in presenza il gotha della finanza al forum di Davos, in Svizzera, gli operatori cercano di cogliere dalla riunone della Banca del Giappone (mercoledì) e poi dalla pubblicazione dei verbali del direttivo di dicembre della Bce, in calendario giovedì, importanti segnali di quale sia il sostegno alla decisione sul rialzo tassi. Il sentimento di base dei mercati è comunque orientato verso il rischio, testimoniato dal calo del dollaro e - in una certa misura - anche dal Bitcoin che nel fine settimana è tornato sopra i 21mila dollari. Una partenza forte per la regina delle criptovalute che finora a gennaio ha guadagnato il 28%, alzando la pressione su chi aveva piazzato scommesse al ribasso paventando un mese ancora difficile dopo le scoppole del 2022. Per ora si tratta del miglior inizio d'anno per il Bitcoin dal +31% del gennaio 2020, prima della pandemia. Un recupero che ha riportato anche il valore degli asset digitale sopra i 1000 miliardi di dollari, perso quando esplose il caso FTX.
Il gas chiude a 55 euro
Il prezzo del gas chiude ad Amsterdam a 55, 4 euro al megawattora in calo di oltre il 14%. Dall'inizio dell'anno la flessione è di oltre il 27 per cento.
A contribuire all'andamento l'aumento dei flussi di Gnl verso l'Europa a causa degli stoccaggi pieni in Cina e le temperature, migliori rispetto alla media stagionale. Quotazioni in calo anche a Londra dove si attesta sotto i 137 penny per mille unità termiche britanniche (Mbtu), con una flessione di quasi il 16%.
Le Borse chiudono positive
Le Borse europee chiudono con il egno più la prima seduta della settimana. Francoforte guadagna lo 0,31% con il Dax a 15.134 punti. Parigi segna un +0,28% con il Cac 40 a 7.043 punti e Londra un +0,2% con il Ftse 100 a 7.860 punti. Milano sale invece dello 0,46% a 25.901 punti.
L'euro chiude poco mosso sopra quota 1,08 dollari
Chiusura poco mossa per l'euro, che resta sopra quota 1,08 sul biglietto verde. La moneta unica passa di mano a 1,0825 dollari (-0,03%) e 139,11 yen (+0,50%). Sulla valuta americana continua a pesare la frenata dell'inflazione Usa a dicembre, che apre lo spazio a un rallentamento della stretta monetaria avviata dalla Fed. Il biglietto verde si rafforza invece sullo yen a 128,50 (+0,50%), in attesa della riunione del direttivo della Banca del Giappone che mercoledì potrebbe annunciare la fine dell'attuale strategia ultra-accomodante.
Per quanto riguarda le criptovalute, il bitcoin si è stabilizzato sopra i 20.000 dollari a 20.958 dollari (+0,26%), dopo l'impennata del fine settimana, spinto dalla maggiore propensione al rischio degli investitori.
I mercati Ue galleggiano sulla parità
La Borsa di Milano (+0,08%) galleggia in linea con altri listini europei. A Piazza Affari scivola Mps (-3,9%) mentre si mette in mostra Tim (+1%), quest'ultima dopo le indiscrezioni sull'ipotesi di dimissioni di Arnaud de Puyfontaine dal consiglio d'amministrazione. Lo spread tra Btp e Bund sale a 186 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,06%. In calo anche le utility, mentre il prezzo del gas è in caduta libera attestandosi a 58,2 euro al megawattora. In flessione Italgas (-0,2%), Hera (-0,4%), Erg (-0,3%), A2a (-0,1%) mentre sale Enel (+0,7%). In ordine sparso l'energia con Eni (-0,06%), Tenaris (+0,09%) e Saipem (+1,9%). Contrastate le banche dove si muove in terreno negativo Intesa (-0,5%). Acquisti su Bper e Unicredit (+0,3%) e Banco Bpm (+2,3%). Sugli scudi Diasorin (+3,1%). In luce anche Amplifon (+1,9%) e Azimut (+1%).
Gas sotto i 60 euro, livelli di settembre 2021
Il prezzo del gas scende sotto i 60 euro con un aumento dei flussi di Gnl verso l'Europa a causa degli stoccaggi pieni in Cina. Gli operatori concentrano la loro attenzione anche sulle temperature, migliori rispetto alla media stagionale. Ad Amsterdam il prezzo è sceso del 9% a 59 euro al megawattora, portando il calo da inizio anno al 22% ed attestandosi ai livelli di settembre 2021. Le quotazioni sono poi leggermente risalite attestandosi a 59,8 euro al megawattora (-7,7%).
Bankitalia, debito in calo di quasi 6 miliardi a novembre
A novembre 2022 il debito delle amministrazioni pubbliche è diminuito di 5,9 miliardi rispetto al valore del mese precedente, risultando pari a 2.764,9 miliardi. Lo rende noto Banca d'Italia con la pubblicazione "Finanza pubblica: fabbisogno e debito". La riduzione - spiega Bankitalia - riflette il calo delle disponibilità liquide del Tesoro, (-8,5 miliardi a 54,1 miliardi), parzialmente compensata dall'effetto accrescitivo di scarti e premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente 2,5 miliardi), e dal fabbisogno (0,1 miliardi).
Borse Ue caute dopo un buon avvio
Prevale la cautela in Europa dopo un avvio positivo che arriva sulla scia delle prime due settimane dell'anno in rally per i mercati azionari. Piazza Affari azzera i guadagni iniziali e si muove sulla parità (-0,09%). Hanno perso lo slancio iniziale anche i principali indici continentali: Francoforte sale dello 0,07% come Parigi, Londra dello 0,14%. Intanto, a milano tra i titoli, allungano il passo Amplifon +2,12% e Diasorin +1,69%. Resta in progresso Saipem (+1,37%), nonostante il calo del prezzo del petrolio. Inversione di rotta per Tim (+0,68%), le indiscrezioni sulle dimissioni di Arnaud De Puyfontaine (espressione del socio francese Vivendi) dal cda Tim, in arrivo forse già oggi un segnale in vista del cda della società di Tlc di mercoledì 18 gennaio.
Gas, il prezzo ad Amesterdam torna sotto 60 euro
Il prezzo del gas cala ancora e all'hub olandese Ttf torna sotto i 60 euro al megawattora, mantenendosi al di sotto dei livelli pre-guerra in Ucraina e in calo di quasi il 60% rispetto al picco di dicembre. Il contratto su febbraio è scambiato a 59,98 euro al megawattora, con una flessione del 7,5%. Finora le temperature più calde del previsto in Europa hanno attenuato le preoccupazioni di razionamento del gas. Nelle ultime settimane gli stoccaggi di gas in tutta Europa si sono attestati intorno all'82%, in aumento rispetto al 50% di un anno fa e ben al di sopra della norma stagionale quinquennale del 70%. Tuttavia, l'Europa è stata il principale cliente nel mercato globale del gas naturale liquefatto nel 2022, con l'Ue che rappresenta il 24% delle importazioni globali di Gnl.
Petrolio: prezzi in calo in Asia
Prezzi del petrolio in calo sui mercati asiatici anche se l'ottimismo sulla riapertura delle attività in Cina, che aumenterà la domanda di carburante nel primo importatore mondiale di greggio, sta mantenendo le quotazioni vicino ai massimi del 2023, raggiunti dopo l'impennata dei prezzi della scorsa settimana. Venerdì entrambi i benchmark avevano realizzato il maggior incremento settimanale da ottobre. Il Wti cede l'1% a 79 dollari al barile, il Brent arretra dell'1,12% a 84,32 dollari al barile.
Euro ancora in rialzo
L'euro apre in rialzo sopra quota 1,08 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,0844 dollari e a 138,67. Sul biglietto verde continua a pesare la frenata dell'inflazione Usa a dicembre che apre lo spazio a un rallentamento della stretta monetaria avviata dalla Fed. Si rafforza, invece, la divisa giapponese posizionandosi a 127,89 contro la divisa a stelle e strisce, in attesa della riunione del direttivo della Banca del Giappone che mercoledì potrebbe annunciare la fine dell'attuale strategia ultra-accomodante.
Future positivi per l'Europa, Tokyo chiude a -1,1%
Si preannuncia un'apertura positiva per i listini europei, a giudicare dai future. Andamento invece debole a Tokyo con l'indice Nikkei che finisce in ribasso dell'1,1% a 25822,32 punti. La piazza finanziaria nipponica paga il forte apprezzamento dello yen nelle ultime sedute, legato in particolare alle crescenti speculazioni su un'imminente stretta monetaria da parte della bank of japan (boj), che si riunisce domani e dopodomani. Lo yen, intanto, ha guadagnato oltre il 3% rispetto al dollaro dalla metà della scorsa settimana, tornando ai livelli più alti contro il biglietto verde dalla fine di maggio 2022.