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Sui balneari il governo si prende più tempo: “Un tavolo con gli operatori”

(ansa)
Intesa tra i partiti della maggioranza: slitta il termine per scrivere il decreto, non le gare. Il rischio di inimicarsi una categoria “amica”
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ROMA - Il governo prende tempo sui balneari. Ma non proroga la scadenza delle concessioni, come auspicato dai gestori degli stabilimenti e come previsto dagli emendamenti al Milleproroghe di Lega e Forza Italia (FdI ha ritirato i suoi). Quella scadenza resta al 31 dicembre di quest'anno.

Proroga della delega e tavolo

Il governo però allunga di 3-4 mesi il termine (era febbraio) per attuare, con i decreti legislativi, la legge delega di riordino delle concessioni, messa a punto dal governo Draghi: durata, gare, indennizzo ai concessionari uscenti. E in contemporanea apre un tavolo interministeriale di confronto con le categorie coinvolte e i Comuni rappresentati dall'Anci.

Una soluzione salomonica, quella individuata ieri dopo un vertice di maggioranza coordinato dal ministro Raffaele Fitto con i forzisti Licia Ronzulli e Maurizio Gasparri, i leghisti Gianmarco Centinaio e Edoardo Rixi, i centristi Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi e i meloniani Francesco Lollobrigida e Gi…

ROMA - Il governo prende tempo sui balneari. Ma non proroga la scadenza delle concessioni, come auspicato dai gestori degli stabilimenti e come previsto dagli emendamenti al Milleproroghe di Lega e Forza Italia (FdI ha ritirato i suoi). Quella scadenza resta al 31 dicembre di quest'anno.

Proroga della delega e tavolo

Il governo però allunga di 3-4 mesi il termine (era febbraio) per attuare, con i decreti legislativi, la legge delega di riordino delle concessioni, messa a punto dal governo Draghi: durata, gare, indennizzo ai concessionari uscenti. E in contemporanea apre un tavolo interministeriale di confronto con le categorie coinvolte e i Comuni rappresentati dall'Anci.

Una soluzione salomonica, quella individuata ieri dopo un vertice di maggioranza coordinato dal ministro Raffaele Fitto con i forzisti Licia Ronzulli e Maurizio Gasparri, i leghisti Gianmarco Centinaio e Edoardo Rixi, i centristi Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi e i meloniani Francesco Lollobrigida e Gianluca Caramanna.

La direttiva Bolkestein e la sentenza del Consiglio di Stato

Fitto, ministro per gli Affari europei, avrebbe espresso una "ferma critica" all'ipotesi di proroga delle concessioni al 2024 o anche al 2025, soluzione spinta in questa fase soprattutto da Fi e Lega. Conclusione a cui è forse giunto all'indomani del suo incontro della scorsa settimana con il commissario Ue al Mercato interno Thierry Breton. Allorquando ha capito che non ci sarebbero stati spiragli o margini per l'ennesimo rinvio.

E qui non si tratta di Pnrr, visto che la messa a gara delle concessioni balneari "non è un obiettivo del Pnrr", a detta della stessa Commissione Ue. A tenere in scacco l'Italia è invece la direttiva Bolkestein del 2006 sulla concorrenza nei servizi, da sempre nel mirino della feroce opposizione di Fratelli d'Italia: Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione nel dicembre 2020 contro di noi per il mancato adempimento. E il Consiglio di Stato ha individuato il 31 dicembre 2023 come data ultima per adeguarci.

I timori del governo

Ecco dunque la preoccupazione del governo. Prorogare le concessioni esistenti al 2024 vorrebbe dire rompere con la Ue, in una fase delicatissima e nel bel mezzo di un confronto sul Pnrr. Nello stesso tempo significherebbe pure violare una sentenza dei giudici amministrativi.

Non prorogare però implica inimicarsi una categoria "amica", da sempre difesa e spalleggiata, disattendere una promessa elettorale ("Giù le mani dai balneari"). C'è poi anche un problema pratico, a carico dei Comuni: se tutte le concessioni scadono a fine anno (tranne quelle per cui è aperto un contenzioso che finiscono nel 2024), i sindaci devono attrezzarsi con i bandi ben prima di dicembre.

La mappatura, le gare, i ricorsi

Bisogna poi prevedere i tempi naturali per gli inevitabili ricorsi. Senza dimenticare che a monte di tutta la macchina di aggiudicazione degli arenili in concessione c'è la mappatura prevista dal governo Draghi nella legge delega e mai neppure iniziata. La premier Meloni si è detta pronta a dare una "soluzione strutturale" alla vicenda.

"Soddisfazione" della Lega per il compromesso: "Tuteleremo le 30 mila imprese balneari". Ma Forza Italia per ora non riformula l'emendamento al Milleproroghe: "Aspettiamo l'esito del tavolo".