Eurovita, cosa rischiano i risparmiatori dopo il blocco dei riscatti
di Federico Formica , di Federico FormicaCosa succede ai clienti di Eurovita adesso che Ivass ha congelato i riscatti delle polizze, fatta eccezione per i fondi pensione?
Il divieto, è bene ribadirlo, è solo temporaneo: fino al 31 marzo. E non riguarda le richieste di riscatto già presentate prima del 6 febbraio, come chiarisce la stessa Ivass nel provvedimento. Ma quella presa dall’autorità è comunque una decisione forte, con pochi precedenti in Italia: naturale che i clienti si siano messi in allarme, nel timore di perdere i propri risparmi investiti soprattutto in polizze vita.
Perché è stato deciso il blocco?
In queste ore gli esperti delle associazioni dei consumatori stanno gettando acqua sul fuoco: “Quella di Ivass è un’operazione da manuale che tutela anzitutto i risparmiatori - spiega Carlo Piarulli, responsabile banche e assicurazioni per Adiconsum - perché se fosse scattata la corsa al riscatto, i primi avrebbero certo ripreso il p…
Cosa succede ai clienti di Eurovita adesso che Ivass ha congelato i riscatti delle polizze, fatta eccezione per i fondi pensione?
Il divieto, è bene ribadirlo, è solo temporaneo: fino al 31 marzo. E non riguarda le richieste di riscatto già presentate prima del 6 febbraio, come chiarisce la stessa Ivass nel provvedimento. Ma quella presa dall’autorità è comunque una decisione forte, con pochi precedenti in Italia: naturale che i clienti si siano messi in allarme, nel timore di perdere i propri risparmi investiti soprattutto in polizze vita.
Perché è stato deciso il blocco?
In queste ore gli esperti delle associazioni dei consumatori stanno gettando acqua sul fuoco: “Quella di Ivass è un’operazione da manuale che tutela anzitutto i risparmiatori - spiega Carlo Piarulli, responsabile banche e assicurazioni per Adiconsum - perché se fosse scattata la corsa al riscatto, i primi avrebbero certo ripreso il proprio denaro, ma a scapito degli altri”. Il rischio, infatti, è che svuotando le casse di Eurovita la società diventi insolvente, vanificando ogni tentativo di salvarla. Il commissario Alessandro Santoliquido sta infatti cercando acquirenti che possano rilevare Eurovita, dal momento che l’azionista di controllo Cinven non pare avere la minima intenzione di immetterci nuovo denaro.
Un’istantanea di cosa sarebbe successo se Ivass non avesse preso questa drastica decisione, in realtà l’abbiamo già vista: “Tra il primo febbraio, cioè l’inizio del commissariamento, al 6 c’è stata un’ondata di riscatti che, certo, non ha migliorato la situazione” continua Piarulli, specificando che i fondi pensione sono esclusi dal blocco perché “per molte persone costituiscono la principale, se non l’unica, fonte di reddito”.
Ci sono rischi per i risparmiatori?
Pochi, ma non nulli. E comunque dipende dal prodotto che si è scelto. “Le polizze ramo 3 e ramo 1 non si possono né pignorare né sequestrare”, dice Piarulli: un altro elemento che dovrebbe tranquillizzare chi le ha sottoscritte.
“I clienti che hanno comprato le polizze Eurovita lo hanno fatto nella consapevolezza di investire in un prodotto finanziario a basso rischio, che spesso nel nome stesso si definisce come polizza vita, e quindi non siamo di certo dinanzi a speculatori” spiega il presidente di Confconsumatori Marco Festelli. In pratica, continua Festelli, sono “prodotti finanziari, investimenti che quindi hanno gradi di rischio diversi fra loro. Ad esempio, chi ha sottoscritto una polizza vita di ramo I, con investimento in una gestione separata non ha praticamente alcun rischio effettivo, mentre chi ha sottoscritto una polizza unit o index linked ha un rischio di subire una perdita, che è collegata anche alla sorte della compagnia”.
Quali tutele?
Il blocco dei riscatti, come già detto, è già di per sé un’azione a tutela dei risparmiatori perché mira a salvare le casse di Eurovita. Ma alla base della decisione di Ivass c’è anche un ragionamento “di sistema”: “Il nostro è già un Paese che si assicura pochissimo: se si verificasse un crack in questo settore, la reputazione del sistema ne uscirebbe con le ossa rotte, allontanando ancora di più i consumatori”.
In ogni caso, Confconsumatori specifica che in caso di eventuali danni a carico dei risparmiatori, ci sono “tutti gli strumenti giuridici utili per tutelare le proprie ragioni nei confronti anche degli intermediari/banche che hanno venduto loro tali polizze. Infatti, dal 2018 grazie alla direttiva europea Idd, esistono ormai stringenti obblighi a carico degli intermediari che distribuiscono tali prodotti finanziari, sia in termini di informative che di adeguatezza rispetto al profilo di rischio del cliente. Se la banca venditrice viola anche uno solo di tali obblighi, si configura un inadempimento contrattuale, con la conseguenza che la banca dovrà restituire la sorte capitale investita dal cliente”.