All'indomani del richiamo del commissario Paolo Gentiloni sulla vera sfida per il Pnrr che è "realizzare gli investimenti" e non tanto "la quantità di fondi a disposizione", dai vertici europei arriva un altro messaggio ai naviganti. Parlando della revisione delle regole sul bilancio dei Paesi membri, il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner ha dettato la linea arrivando all'Ecofin: "E' nostra responsabilità per le giovani generazioni avere di nuovo finanze pubbliche sostenibile". E ancora: "Per la Germania è essenziale tornare al più presto a finanze pubbliche sane e sostenibili. Siamo aperti a una maggiore flessibilità in una prospettiva di medio termine ma abbiamo bisogno di un percorso affidabile di riduzione dei disavanzi all'interno dell'Unione europea".
La partita aperta è quella della revisione del Patto di Stabilità, che rischia di riaprire la frattura tra Nord e Sud del continente: da una parte, chi chiede di archiviare senza appelli la fase della austerity sospesa per l'emergenza Covid prima e Ucraina dopo; e dall'altra chi invece vuole tornare alla disciplina dei conti pubblici. L'anno prossimo la sospensione delle regole verrà meno: trovare un nuovo equilibrio tra supporto a importanti fenomeni industriali come la transizione green e ridurre il debito pubblico non è semplice. L'eliminazione della clausola di riduzione di un ventesimo del debito all'anno, nel caso in cui superi il 60% del Pil, per i nordici rischia di dare troppa carta bianca a Paesi che non hanno dimostrato sufficiente disciplina. D'altra parte, tutti sono consci che di fronte a un piano come quello americano (Inflation reduction act) che supporta le imprese con 370 miliardi freschi si rischia di perdere la battaglia dalla competitività globale.
Già all'Eurogruppo di lunedì era stata chiara la linea dell'Olanda. Nella revisione delle regole del Patto di stabilità e crescita dell'Ue "abbiamo bisogno della carota e del bastone. Credo la maggior parte dei Paesi sia d'accordo", ha detto Sigrid Kaag, vice primo ministro olandese. "E molto importante ci sia spazio per la riduzione del debito" e "spazio per gli investimenti e le riforme", ha detto. "E' estremamente importante affrontare il tutto in modo equilibrato". Kaag ha anche escluso che si possa avere una nuova estensione della clausola di salvaguardia che sospende il Patto: "Non è fattibile e non è desiderabile". Le riduzioni del debito dei Paesi più indebitati "devono essere misurabili. Le metriche devono essere chiare, ci deve essere trasparenza e deve esserci una supervisione nel caso in cui i Paesi si discostino e si discostino o trasgrediscano senza una ragione".
Lo stesso Gentiloni invita a trovare una quadra: "Il tempo per la revisione delle regole di bilancio non è illimitato, occorre fare progressi per poter raggiungere delle conclusioni a marzo anche per dare modo al Parlamento europeo di pronunciarsi sulla legislazione", le sue parole prima dell'Ecofin. Gentiloni ha aggiunto che ci sono degli elementi di base di consenso sui quali costruire un'intesa: una riduzione più graduale del debito, tenere conto della necessità di rafforzare la crescita con gli investimenti pubblici; definire un equilibrio tra i programmi di bilancio nazionali e il quadro di riferimento comune (in sostanza la libertà di manovra a livello nazionale dati i vincoli europei sulla sostenibilità finanziaria). Il commissario ha riconosciuto che "una soluzione non è facile da raggiungere, ma non vedo scontro, vedo posizioni diverse in campo, posizioni legittime, vedo consapevolezza" che occorre trovare un'intesa.
"Sono fiducioso che saremo in grado di trovare un compromesso e saremo in grado di portare avanti" il confronto sulla revisione del Patto di stabilità e crescita dell'Ue, ha detto invece il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. "L'intenzione è di finalizzare le discussioni a marzo" in Consiglio perché poi la Commissione presenti una proposta legislativa "a fine marzo o forse prima metà di aprile. Il seguito dipenderà da quanto velocemente i co-legislatori decideranno".