Superbonus, il governo alle banche: "Avete ancora 34 miliardi"
di Giuseppe Colombo , Valentina Conte , di Giuseppe Colombo, Valentina ConteROMA - L’Agenzia delle Entrate calcola in 34-35 miliardi la capacità fiscale delle banche di assorbire i crediti incagliati del Superbonus: meno di un terzo delle tasse che pagano allo Stato. Lo scrive in un documento che ieri è stato illustrato dal governo a banche, imprese e società partecipate convocate per risolvere la questione dei bonus edilizi, dopo il decreto di giovedì che ha bloccato la cessione dei crediti. Lasciando così in sospeso quelli rimasti nei cassetti fiscali delle imprese edili che lo stesso documento ha quantificato in 19 miliardi: 12 relativi al Superbonus e 7 agli altri bonus, come sismabonus e facciate. Ma l’Abi, l’Associazione delle banche, ha negato sin qui di avere spazi fiscali di questa portata per compensare gli incagli.
ROMA - L’Agenzia delle Entrate calcola in 34-35 miliardi la capacità fiscale delle banche di assorbire i crediti incagliati del Superbonus: meno di un terzo delle tasse che pagano allo Stato. Lo scrive in un documento che ieri è stato illustrato dal governo a banche, imprese e società partecipate convocate per risolvere la questione dei bonus edilizi, dopo il decreto di giovedì che ha bloccato la cessione dei crediti. Lasciando così in sospeso quelli rimasti nei cassetti fiscali delle imprese edili che lo stesso documento ha quantificato in 19 miliardi: 12 relativi al Superbonus e 7 agli altri bonus, come sismabonus e facciate. Ma l’Abi, l’Associazione delle banche, ha negato sin qui di avere spazi fiscali di questa portata per compensare gli incagli.
L’idea dei costruttori e dei sindacati degli edili - che ieri hanno incontrato in Parlamento il Pd - è di limare le percentuali dei bonus e riservarli a incapienti e redditi Isee sotto i 30 mila euro, ovvero i beneficiari con redditi bassi, non sempre in grado di detrarre la spesa della ristrutturazione nel 730, l’unica via rimasta per usufruire delle agevolazioni legate all’efficientamento degli immobili. Un’attenzione particolare potrebbe essere riservata anche alle imprese che operano nelle zone di ricostruzione post sisma. Su una cosa il ministro è stato inamovibile: "La spesa per i bonus edilizi è insostenibile. D’ora in poi bisogna definire un limite, un tetto, di risorse da stanziare per questa misura perché è debito, l’ha chiarito Eurostat". Ecco perché il governo, ha ribadito più volte Giorgetti, non è disposto a risolvere la grana del Superbonus con uno scostamento di bilancio. Una manovra correttiva, semmai fosse necessario - è il ragionamento - non sarebbe capita e giustificata dai mercati. E il nostro spread andrebbe in sofferenza.
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