L'esito delle elezioni Regionali in Lombardia e Lazio, la gestione del Pnrr, i risultati in Consiglio europeo, i bonus edilizi, la legalità e sicurezza e il contrasto al caro bollette. La domenica di Giorgia Meloni inizia con la nuova puntata della sua nuova rubrica 'Gli appunti di Giorgia'. Attraverso un video "in diretta" sui suoi social riferisce sugli "ultimi aggiornamenti e iniziative del governo".
Tra cui il decreto sullo stop alla cessione dei crediti che affossa il Superbonus e gli altri bonus edilizi per "risolvere un problema" che è stato "ereditato". E apre alle modifiche, tanto invocate dalle opposizioni e riconosciute anche da una parte della maggioranza: "Ora dobbiamo cercare soluzioni per evitare il tracollo di migliaia di aziende e difendere il bilancio pubblico - dice la premier - Dobbiamo cercare di sanare una situazione che è diventata purtroppo fuori controllo. Il Superbonus continua a generare 3 miliardi di redditi al mese cioè se la lasciassimo fino a fine anno non avremmo i soldi per fare la finanziaria". Commenta poi l'esito delle elezioni Regionali di una settimana fa: "C'è stata un'affermazione del centrodestra ma anche un segnale che arriva dai cittadini sul consenso attorno al lavoro che il governo porta avanti".
Superbonus
Il decreto che affonda il Superbonus edilizio, bloccando la cessione dei crediti, sta spaccando la maggioranza, con i berlusconiani che minacciano barricate e FdI che lancia l'ipotesi di cartolarizzazioni. Sul piede di guerra anche le opposizioni, da Letta a Conte, che puntano il dito contro la premier che prometteva tutela alle aziende. E ora due giorni dopo la decisione presa in Cdm, Meloni reduce da "una fastidiosa influenza che mi ha impedito di aggiornarvi sull'attività di governo" in video (ancora una volta) spiega la decisione presa dal governo: "Il superbonus nasceva con intenti condivisibili ma la misura è stata scritta così male e gestita così male che ha generato una mole enorme di problemi che ora noi siamo chiamati a risolvere. Siamo intervenuti su una situazione fuori controllo - dice nel video pubblicato sui social - Il primo problema era il 110%: se mi viene rimborsato più di quello che spendo io non guardo quanto spendo, questo ha portato a gonfiare la bolla e all'aumento dei prezzi dei materiali. Su questo eravamo intervenuti portandolo al 90%. La seconda questione è la cessione del credito".
Oggi "abbiamo migliaia di aziende che rischiano il tracollo, è un problema che abbiamo ereditato e dobbiamo risolverlo. È quello che stiamo tentando di fare - continua la presidente del Consiglio - Abbiamo fatto un altro decreto che impedisce l'acquisto di crediti da parte delle pubbliche amministrazioni, perché quella specie di moneta parallela rischiava di impattare sui bilanci degli enti locali. Poi abbiamo detto che in futuro non sarà più possibile cedere quei crediti, perché è uno dei modi più efficaci per aiutare gli 'esodati del 110', cioè chi è rimasto con i crediti in mano".
Poi i numeri. "A ogni italiano il superbonus è costato 2000 euro. Quando spende lo Stato non è nulla gratis". "Il costo totale" dei crediti del Superbonus "attualmente è di 105 miliardi di euro". "Ci sono state moltissime truffe, circa 9 miliardi di euro di truffe". Ma soprattutto: il Superbonus "continua a generare 3 miliardi di redditi al mese cioè se la lasciassimo fino a fine anno non avremmo i soldi per fare la finanziaria, altro che taglio del cuneo fiscale, scordiamoci tutto". Domani quindi ci sarà a Palazzo Chigi l'incontro tra l'esecutivo e le associazioni di categoria: "Le convocheremo per chiedere come possiamo aiutarle e per mettere tutto su un binario sensato".
La reazione di FI sul Superbonus
Forza Italia prosegue intanto il suo pressing per le modifiche al decreto. "Era indispensabile approvare in Consiglio dei ministri quel provvedimento. Perché con le nuove regole di Eurostat c'era il rischio che i conti pubblici saltassero e il governo ha la responsabilità di impedire questo", ha detto Antonio Tajani a Monaco, rispondendo a una domanda sul Superbonus. "Ora - ha aggiunto il ministro degli Esteri di Fi - lavoriamo in Parlamento in modo da migliorare il testo. Si può cercare di trovare qualche soluzione per agevolare famiglie e imprese".
Sulla questione interviene anche Silvio Berlusconi che in una nota, "da uomo di Stato e di economia" dice che "è giustificato e forse inevitabile il percorso del governo per evitare danni al bilancio dello Stato, che potrebbero addirittura portarci ad una situazione di default". Però, ribadisce la necessità delle modifiche al dl: "Naturalmente il Parlamento sovrano - dice - discuterà il decreto, e, nei tempi richiesti, ove lo ritenesse opportuno, potrà apportare utili modifiche".
In una nota i presidenti dei gruppi di Forza Italia al Senato e alla Camera, Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo spiegano: "Per risolvere velocemente e in modo spedito il tema dei miglioramenti da apportare al testo, chiediamo che sia istituito un tavolo dove siedano i capigruppo di maggioranza prima che il provvedimento venga posto all'attenzione della commissione". "Si potrebbe così ovviare - proseguono - allo scarsissimo tempo dato ai partiti di maggioranza, e agli stessi ministri, per valutare e emendare il provvedimento prima del cdm che lo ha varato".
Ma da FdI il capogruppo alla Camera, Tommaso Foti, replica: "La proposta di Forza Italia per un tavolo di maggioranza sul Superbonus? Vedremo, per ora aspettiamo l'incontro di domani a Palazzo Chigi, dove ci sono già le associazioni che hanno diretto interesse sul decreto".
Ronzulli e Cattaneo anticipano comunque che il partito ha già pensato ad alcuni aggiustamenti da inserire nel decreto. "In appena mezz'ora, Forza Italia è riuscita ad apportare due importanti modifiche - dicono - La prima riguarda la responsabilità solidale degli istituti di credito, che grazie a noi saranno chiamati a rispondere solo per il loro eventuale dolo e non anche per quello di chi ha effettuato i lavori. Un intervento teso a facilitare lo sblocco dei crediti incagliati. La seconda, invece, ha ridotto il numero dei documenti da presentare per dimostrare la regolarità degli interventi effettuati, con l'eliminazione della previsione di file geolocalizzati, fotografici o video, a testimonianza dei lavori ultimati".
Questo, proseguono gli azzurri, "in considerazione del fatto che non si può pretendere, oggi, una attestazione che non è mai stata prevista dalle leggi sui bonus edilizi. Di più, visti i tempi ristretti, non è stato possibile fare. Malgrado ciò, i ministri di Forza Italia, con il consueto senso di responsabilità, hanno votato il testo, per metterei in sicurezza i conti pubblici che, ovviamente, nessuno ha intenzione di sfasciare".
Meloni e il Pnrr
Un altro aggiornamento è sul Pnrr. "Abbiamo approvato dl sulla spesa dei fondi europei a partire dal Pnrr: ci lamentiamo che non abbiamo soldi e quando li abbiamo non sappiamo spenderli. Ne sono stati spesi meno della metà nell'ultima programmazione. Abbiamo fatto un decreto per trasformare risorse in sviluppo, accorpando le competenze su una struttura che segue e monitora e tratta tutti i fondi", spiega. Il Pnrr "ha più di 220 miliardi, anche se in buona parte a debito, il punto è che fino ad oggi ne sono stati spesi meno di 20: inizialmente per il 2022 era stata prevista una spesa di 43 miliardi a fine anno, poi sono diventati 34, quindi 21. In realtà ne sono stati spesi meno di 20 - dice Meloni nella sua rubrica social 'Appunti di Giorgia' - "Ancora peggio va per altri fondi, come i fondi di coesione, destinati ai territori in maggiore difficoltà. Nella programmazione europea 2014-2020, di 126 miliardi l'Italia ha ne spesi circa 43. Oggi si apre la nuova programmazione, ci sono altre decine di miliardi da spendere, il punto è se sappiamo spenderle".
Meloni sui migranti
Capitolo migranti. "Si è molto parlato in questi giorni dei risultati del Consiglio europeo straordinario di Bruxelles. Sono molto soddidfatta - osserva la premier - Sull'immigrazione è sotto gli occhi di tutti che nelle conclusioni ci sono buona parte delle posizioni che l'Italia ha sostenuto e rappresentano un totale cambio di paradigma e un totale cambio di approccio. Entrano nelle conclusioni del Consiglio ue una serie di concetti come quello che l'emigrazione è un problema europeo e che tutte le rotte migratorie devono essere affrontate con adeguate risorse. Con una sana volontà l'italia può difendere i suoi interessi in Europa. Si è parlato - sottolinea Meloni - di rafforzare i rimpatri sui quali non si è fatto abbastanza e di un piano per il mediterraneo che è centrale".
Le elezioni Regionali
Soddisfazione per l'esito delle elezioni Regionali in Lazio e Lombardia. C'è stata "un'affermazione del centrodestra ma anche un segnale che arriva dai cittadini sul consenso attorno al lavoro che governo porta avanti. Ripagheremo il consenso con le tanto attese riforme che l'Italia si attende e non sono state fatte negli ultimi anni", commenta Meloni nella sua rubrica social la vittoria del centrodestra con Attilio Fontana in Lombardia e Francesco Rocca nel Lazio alle elezioni di una settimana fa. L'astensionismo al 40% rimane il tasto dolente, "una sconfitta per la politica".
Guerra alle occupazioni abusive
Sicurezza e legalità, tra le priorità del governo. "Dal 16 gennaio scorso, grazie alla sicurezza nelle stazioni, abbiamo avuto 144 arresti, 155 stranieri esplusi, sequestrato quantità enormi di droga e armi, continua il lavoro. Ora questo governo va alla guerra contro le occupazioni abusive, cominciamo con gli sgomberi", l'annuncio della premier. Perché "è finita l'era in cui lo stato si volta dall'altra parte sul fronte della legalità: le case popolari vadano a chi ha bisogno".
Seco la presidente del Consigli, vale la pena elencare qualche dato. "A Roma, nelle ultime settimane sono stati sgomberati dieci alloggi dell'Ater e quindi di edilizia residenziale pubblica, cioè delle case popolari che erano in parte occupate da famiglie criminali. E sono stati sgomberati tre alloggi privati, più uno dell'inps. A milano è stato sgomberato un complesso immobiliare di case popolari - un totale di 91 occupazioni abusive - e un edificio scolastico che era interamente occupato da extra-comunitari. A torino sono stati sgomberati 11 alloggi sempre delle case popolari, a napoli 16 che erano occupati tutti da persone legate alla criminalità organizzata e a foggia 17 che pure erano tutti occupati da appartenenti alla criminalità organizzata locale". Un lavoro, assicura Meloni, che il governo "intende continuare a portare avanti nelle prossime settimane".
Bollette
Tra le buone notizie, commenta Meloni, "l'Agenzia per l'energia ha detto che sul mercato tutelato le bollette avranno una diminuzione del 34,2%. Questo è soprattutto il risultato della battaglia vinta sul tetto del gas, una battaglia cominciata dal precedente governo e che abbiamo portato avanti. Rispetto alle coperture per le bolette nelle prossime settimane si potrebbero liberare un pò di risorse e destinarle ad altro", commenta la premier.