Economia

Cdp offre 18 miliardi a Tim, ma sul progetto vanno sciolti i dubbi della Concorrenza Ue e di Palazzo Chigi

Cdp offre 18 miliardi a Tim, ma sul progetto vanno sciolti i dubbi della Concorrenza Ue e di Palazzo Chigi
(reuters)
Via libera alla proposta che vede la controllata del Tesoro alleata con il fondo Macquarie. Ma resta difficile capire quanto questa sia sostenuta dalle diverse compagini di governo
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Dopo diversi stop and go alla fine la Cdp guidata da Dario Scannapieco è riuscita a mettere sul tavolo un’offerta per l’acquisto della rete Tim.
Ma resta difficile capire quanto questa sia sostenuta dalle diverse compagini di governo. Giancarlo Giorgetti, titolare del Mef che controlla la Cassa all’85%, ha cercato fino all’ultimo di far confluire la Cdp all’interno dell’offerta già presentata dal fondo Usa Kkr. Ma di fronte alla richiesta degli americani di manlevarli dalla questione Antitrust e di mettere tutti i soldi subito sul tavolo, ha dovuto dar via libera alla proposta di Scannapieco. Sulla quale è sempre stato favorevole l’inquilino del Ministero dell’Industria, Adolfo Urso, che non perde l’occasione per auspicare il controllo pubblico della rete.

Tuttavia, non è chiaro come la pensi al riguardo Palazzo Chigi, che ha partecipato a tutti i tavoli tecnici attraverso il capo di gabinetto Gaetano Caputi. Anzi, indiscrezioni raccolte da Repubblica riferiscono che Giorgia Meloni nel suo ultimo viaggio a Bruxelles abbia chiesto direttamente a Marghrete Vestager quali potrebbero essere le condizioni a una fusione tra rete Tim e Open Fiber. La risposta sarebbe stata abbastanza raggelante: non meno di due operatori forti sulla rete fissa, anche pubblici. Una condizione che dovrebbe valere in particolare nelle aree nere del paese, cioè quelle con un alto ritorno economico. Ma spaccare la rete Tim nelle aree nere è pressoché impossibile, mentre togliere la ex Metroweb da Open Fiber sarebbe molto più semplice. Il rischio, però, è di far cadere Open Fiber sotto il peso dei debiti rafforzando un operatore terzo. Cdp dovrà dunque interloquire duramente con la Ue per arrivare a una soluzione accettabile, ma forse lo farà in un secondo momento poiché sembra che l’offerta avanzata con il fondo australiano Macquarie venga fatta attraverso un nuovo veicolo e non direttamente con Open Fiber.

Poi c’è il problema del cash, nel senso che Cdp e Macquarie offrirebbero 11-12 miliardi in contanti a Tim, più dei 10 messi sul piatto da Kkr. Ma dove li prendono? Se Cdp dovesse assumere il 60%, significa sborsare 6 miliardi quando Scannapieco è dall’inizio del suo mandato che si lamenta del fatto che il suo predecessore, Fabrizio Palermo, ha consumato quasi tutto il patrimonio netto disponibile. Metteranno altro debito sulle spalle della Netco e sgraveranno di meno Tim? O troveranno altri soci con cui dividere l’onere come è stato fatto per Aspi? Da vedere.


Terzo punto che interessa al colosso francese dei media Vivendi che controllano il 24% di Tim: sarà economicamente sostenibile la società che rimane senza la rete? Dipenderà da quanto debito gli si lascia in pancia e dall’onerosità dei contratti di allacciamento alla rete staccata. Nella sua offerta Kkr ha chiesto dei minimi garantiti, bisogna vedere cosa ha in mente Cdp. E poi ci sarà il problema del personale da distribuire tra due società, con i sindacati già sulle barricate contro lo spezzatino.
L’arrivo della seconda offerta per la rete fa comunque felice il cda Tim che entro fine mese dovrà decidere, insieme ai suoi advisor Equita e LionTree, se e chi far andare avanti. Ma la prova del fuoco si avrà solo al momento dell’assemblea straordinaria dove Vivendi ha un sostanziale potere di veto. Non sarà facile per i francesi andare contro il governo e due offerte che valutano la rete intorno a 20 miliardi. Inoltre, l’alternativa di togliere Tim dalla Borsa, fattibile fino alla scorsa estate, ora non lo è più in base ai sondaggi effettuati dagli stessi francesi. Le banche non sono più disposte a finanziarla e avrebbe l’effetto di aumentare ancor di più il debito della società target.