Economia

Lettera di Lovaglio al cda Generali “Costruiamo un progetto comune”

Votata l’incorporazione di Alleanza, mentre nessuna decisione sull’Ops su Banca Generali

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Via libera del cda di Generali alla fusione per incorporazione di Alleanza assicurazioni in Generali Italia, che verrà completata nel primo semestre 2027. Ma gli occhi del mercato sono puntati sull’Ops che il gruppo Mps vuole lanciare su Banca Generali, di cui Generali controlla poco più del 50%. Secondo indiscrezioni nel cda di ieri è stata fornita un’informativa sull’operazione ma non è stata presa alcuna decisione sull’adesione o meno all’offerta, che dovrebbe partire a gennaio. Tuttavia il tema Mps potrebbe essere finito sul tavolo dei consiglieri anche per un altro motivo: una lettera datata 28 settembre e firmata dall’ad senese Luigi Lovaglio avente per oggetto “Possibili aree di cooperazione industriale”.

Già più volte è stato prospettato da entrambi i gruppi l’interesse a stringere legami industriali per sfruttare le reti distributive e i prodotti di Mps e Generali. Anche considerando il fatto che nel 2027 scade il contratto di collaborazione tra la banca senese e i francesi di Axa. Ma in questo momento il tema è assai delicato da trattare poiché Mps è sotto passivity rule per l’Opas annunciata a inizio giugno da Intesa Sanpaolo, e Generali è l’azionista di maggioranza di Banca Generali su cui Mps ha annunciato un’Ops. Qualsiasi iniziativa, in queste condizioni, dovrebbe essere comunicata al mercato e avere l’avallo dei soci. Eventuali accordi tra questi protagonisti potrebbero essere interpretati come un vantaggio, e dunque un prezzo più alto, offerto a un azionista a scapito degli altri, mentre la legge obbliga l’offerente a offrire lo stesso prezzo a tutti i soci.

Non a caso nella sua lettera, che Repubblica ha potuto visionare, Lovaglio precisa che la «presente comunicazione non costituisce una proposta né un impegno a negoziare o concludere alcun accordo». Ma in ogni caso l’ad di Mps ha ritenuto fosse giunto il momento di rompere il ghiaccio prospettando alla controparte una serie di aree dove può svilupparsi la collaborazione, invitando il team di Generali a un confronto diretto per approfondirli.

Nello specifico le aree di confronto, secondo Lovaglio, potrebbero riguardare: 1) la bancassurance nei comparti Saving & Pension e Protection; 2) la distribuzione reciproca di prodotti e servizi finanziari e lo sviluppo di soluzioni di asset management; 3) la valorizzazione delle rispettive piattaforme nel wealth management; 4) possibili iniziative rivolte alla clientela corporate, incluse protezione, previdenza e welfare aziendale. Generali ha in essere accordi di distribuzione dei propri prodotti assicurativi con la rete di consulenti di Banca Generali. Il suo primo interesse, nel caso decidesse di consegnare all’Ops il suo 50% è quello di mantenere comunque questi accordi. Ma con l’occasione potrebbe negoziare con Mps per estenderli a tutta la rete del gruppo bancario senese a cui potrebbe aggiungersi anche Banco Bpm. Tuttavia tali negoziazioni non possono essere fatte in questo momento, con le Opas e Ops in corso. Si dovrà aspettare la conclusione delle offerte e, per garantire tutti i suoi azionisti di aver trovato il partner migliore, Mps dovrà mettere a gara gli eventuali accordi di distribuzione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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