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Il mistero dell'eredità miliardaria: l'America cerca il suo Paperone scomparso

Elon Musk guida la classifica degli uomini più ricchi del mondo (afp)
Lo scorso 28 febbraio il Fisco Usa ha incassato 7 miliardi in "imposte di successione", una cifra record che rimanda a un patrimonio tra i primi trenta al mondo. Il problema è che nessuno dei super ricchi statunitensi è morto nel 2022: possibile che un cittadino così facoltoso abbia vissuto, e sia morto, al di sotto dei radar? 
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ROMA - Due cose sono certe, recita l’adagio attribuito a Benjamin Franklin, le tasse e la morte. Ma all’incrocio tra due ineludibili certezze può anche nascere un mistero. Lo dimostrano gli Stati Uniti, che da qualche giorno si interrogano sull’enigmatica identità del loro miliardario scomparso, nel senso di deceduto. E di cui è rimasta una sola traccia, ma parecchio eclatante: un maxi versamento fiscale. Il 28 febbraio scorso infatti il sistema del Tesoro americano, che monitora le transazioni tra i cittadini e l’Erario, ha registrato un incasso record da 7 miliardi alla voce “imposte di successione e donazioni”. Cifra senza precedenti nelle serie storiche almeno dagli anni Zero, che rimanda – fatti i dovuti calcoli sulle aliquote – a una delle prime trenta fortune del mondo. Il problema è che nel 2022 nessuno dei Paperoni americani censiti dalle speciali classifiche è venuto a mancare. E allora a chi …

ROMA - Due cose sono certe, recita l’adagio attribuito a Benjamin Franklin, le tasse e la morte. Ma all’incrocio tra due ineludibili certezze può anche nascere un mistero. Lo dimostrano gli Stati Uniti, che da qualche giorno si interrogano sull’enigmatica identità del loro miliardario scomparso, nel senso di deceduto. E di cui è rimasta una sola traccia, ma parecchio eclatante: un maxi versamento fiscale. Il 28 febbraio scorso infatti il sistema del Tesoro americano, che monitora le transazioni tra i cittadini e l’Erario, ha registrato un incasso record da 7 miliardi alla voce “imposte di successione e donazioni”. Cifra senza precedenti nelle serie storiche almeno dagli anni Zero, che rimanda – fatti i dovuti calcoli sulle aliquote – a una delle prime trenta fortune del mondo. Il problema è che nel 2022 nessuno dei Paperoni americani censiti dalle speciali classifiche è venuto a mancare. E allora a chi appartiene quell’eredità? Possibile che un facoltosissimo cittadino abbia vissuto, e poi lasciato questo mondo, del tutto al riparo dalla notorietà? Tasse e morte, ma nessuna certezza.

“Non è un errore”, si è limitato a dire il governo americano. Unico commento possibile, visto che le informazioni sull’identità dei contribuenti sono riservatissime, ma che finisce inevitabilmente per alimentare le congetture. Per capire le proporzioni del mistero, serve un piccolo accenno a come gli Stati Uniti tassano le eredità. Dopo lo sconto offerto ai suoi colleghi Paperoni – e in prospettiva anche a se stesso – dal presidente Donald Trump, le successioni sono esenti fino a 11,6 milioni di dollari, e sopra quella cifra tassate al 40%. Pagare 7 miliardi al Tesoro, dunque, implicherebbe una fortuna di 17,5 miliardi di dollari. Ma considerato che i super facoltosi dispongono di vari stratagemmi per eludere l’ineludibile fiscale, come trust o fondazioni di vario genere, si stima che il prelievo reale sia del 17%. Il che proietta la fortuna dell’ignoto vicino ai 40 miliardi. Scorrendo le classifiche di Forbes e Bloomberg sui più ricchi del mondo, guidata da Elon Musk e Jeff Bezos, un patrimonio del genere varrebbe su per giù la trentesima posizione, spalla a spalla con il magnate del lusso francese François Pinault. Non una fortuna – e quindi un decesso – che sembrano poter passare inosservati.

Eppure, spiega Quartz, le alternative sono ancora meno probabili. Un’enorme donazione, di cui però non c’è notizia nelle cronache. La morte di un riccone non americano, a cui però i consulenti avrebbero certo sconsigliato di parcheggiare una somma del genere sul territorio statunitense. Una tassa di successione versata in ritardo, magari per qualche contenzioso con il fisco. Il termine previsto dalla legge federale però è nove mesi, estendibili al massimo di altri sei. E l’ultimo super facoltoso deceduto, il magnate dei casinò Sheldon Adelson, è mancarto a gennaio del 2021, troppo indietro nel tempo. Resta l’ultima ipotesi, dunque: che si trattasse di una persona molto molto facoltosa, ma che non è mai rientrata nelle varie classifiche dei Paperoni. Non solo appartata o riservata – come in effetti sono alcuni dei miliardari globali – ma del tutto invisibile. O meglio: visibile solo alla morte e al fisco.