Salvini isolato tra cantieri e migranti. “Meloni scarica su di noi i fallimenti”
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - Oggi pomeriggio, a Udine, saliranno di nuovo sul palco tutti insieme: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani comizieranno per sostenere la corsa al bis del governatore Massimiliano Fedriga. Ma dietro l’evento, organizzato per celebrare la compattezza del centrodestra, serpeggiano malesseri e risentimenti. Quelli che, nelle ultime ore, animano la Lega: Salvini e i suoi colleghi di partito fanno quadrato attorno al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, che secondo il Carroccio è finito al centro di un ingiusto tiro al bersaglio sul tema dei migranti.
ROMA - Oggi pomeriggio, a Udine, saliranno di nuovo sul palco tutti insieme: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani comizieranno per sostenere la corsa al bis del governatore Massimiliano Fedriga. Ma dietro l’evento, organizzato per celebrare la compattezza del centrodestra, serpeggiano malesseri e risentimenti. Quelli che, nelle ultime ore, animano la Lega: Salvini e i suoi colleghi di partito fanno quadrato attorno al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, che secondo il Carroccio è finito al centro di un ingiusto tiro al bersaglio sul tema dei migranti.
Le distanze con Fdi si allargano. Ieri, ad esempio, all’attacco del segretario leghista al presidente dell’Anac Giuseppe Busia - con annesso invito alle dimissioni - non ha fatto seguito alcuna nota del partito della Meloni. Non è un caso. Il tutto mentre continua il braccio di ferro sulle nomine e si amplia il fossato che divide Lega e Fdi sull’Ucraina: la telefonata della premier con Zelensky ha riaffermato una linea di pieno sostegno a Kiev che fa a pugni con l’invito a non proseguire con l’escalation militare che in aula, dieci giorni fa, aveva rivolto il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo.
I prossimi mesi potrebbero risentire di questa competizione interna. Ma nel frattempo è pronto a piazzare un’altra bandierina: oggi sarà pubblicato il decreto sul Ponte sullo Stretto. E il provvedimento, al contrario di quanto era filtrato, non passerà di nuovo all’esame del consiglio dei ministri.
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