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Salvini isolato tra cantieri e migranti. “Meloni scarica su di noi i fallimenti”

(ansa)
La Lega fa quadrato intorno al ministro Piantedosi, finito nel mirino. Si allargano le distanze con Fratelli d'Italia
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ROMA - Oggi pomeriggio, a Udine, saliranno di nuovo sul palco tutti insieme: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani comizieranno per sostenere la corsa al bis del governatore Massimiliano Fedriga. Ma dietro l’evento, organizzato per celebrare la compattezza del centrodestra, serpeggiano malesseri e risentimenti. Quelli che, nelle ultime ore, animano la Lega: Salvini e i suoi colleghi di partito fanno quadrato attorno al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, che secondo il Carroccio è finito al centro di un ingiusto tiro al bersaglio sul tema dei migranti.

Lui, Piantedosi, è irritato, insoddisfatto. Sente la diffidenza non tanto della premier, quanto…

ROMA - Oggi pomeriggio, a Udine, saliranno di nuovo sul palco tutti insieme: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani comizieranno per sostenere la corsa al bis del governatore Massimiliano Fedriga. Ma dietro l’evento, organizzato per celebrare la compattezza del centrodestra, serpeggiano malesseri e risentimenti. Quelli che, nelle ultime ore, animano la Lega: Salvini e i suoi colleghi di partito fanno quadrato attorno al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, che secondo il Carroccio è finito al centro di un ingiusto tiro al bersaglio sul tema dei migranti.

Lui, Piantedosi, è irritato, insoddisfatto. Sente la diffidenza non tanto della premier, quanto dei colleghi a lei più vicini. E di sottosegretari di peso come Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Salvini, raccontano, ha un’idea precisa: "Giorgia vuole scaricare sulla Lega l’emergenza immigrazione. Ma la premier è lei". Il leader leghista difende il “suo” ministro, autore di qualche uscita maldestra, e nel frattempo il Carroccio punta a riaffermare la linea dura con i 21 emendamenti al decreto Cutro.

Le distanze con Fdi si allargano. Ieri, ad esempio, all’attacco del segretario leghista al presidente dell’Anac Giuseppe Busia - con annesso invito alle dimissioni - non ha fatto seguito alcuna nota del partito della Meloni. Non è un caso. Il tutto mentre continua il braccio di ferro sulle nomine e si amplia il fossato che divide Lega e Fdi sull’Ucraina: la telefonata della premier con Zelensky ha riaffermato una linea di pieno sostegno a Kiev che fa a pugni con l’invito a non proseguire con l’escalation militare che in aula, dieci giorni fa, aveva rivolto il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo.

E poi c’è il Pnrr: in un momento delicatissimo, in cui il governo è sotto la lente di Bruxelles per i ritardi nella spesa, ai piani alti di Fdi non è piaciuta l’uscita - diretta - con cui Salvini ha lasciato intendere che la Commissione in passato è stata più benevola con Draghi. "Sono cose che pensiamo in tanti - dice un parlamentare di Fratelli d’Italia - ma queste dichiarazioni, nel momento in cui aspettiamo il via libera dell’Ue, non aiutano". Anche perché l’amministrazione guidata da Salvini - Infrastrutture e trasporti - è una di quelle con la maggiore spesa ancora da rendicontare: 25 miliardi. E il ministro Fitto lo ha ricordato a Salvini, nel corso di un faccia a faccia avvenuto martedì sera dopo il cdm.

Frizioni che rendono più complicata la prospettiva politica. Salvini, che sono un anno fa voleva fare una federazione - o addirittura un partito unico - con Forza Italia, assiste alla virata di Berlusconi verso Fdi: mentre Tajani e Meloni progettano un’alleanza fra Ppe e Conservatori dopo le Europee, il capo leghista rimane fortemente vincolato all’alleanza con Marine Le Pen.

I prossimi mesi potrebbero risentire di questa competizione interna. Ma nel frattempo è pronto a piazzare un’altra bandierina: oggi sarà pubblicato il decreto sul Ponte sullo Stretto. E il provvedimento, al contrario di quanto era filtrato, non passerà di nuovo all’esame del consiglio dei ministri.


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