“Il codice appalti mina la sicurezza sul lavoro” Scontro sindacati-Salvini sui cantieri
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA — «Con il nuovo codice degli appalti torniamo ai cantieri degli anni ‘70, quando i morti si contavano a decine ogni giorno». Alessandro Genovesi, segretario degli edili della Fillea Cgil, parla da piazza Don Bosco a Cinecittà, periferia est di Roma. Quella del funerale laico a Welby e dell’altro eclatante a Casamonica. Ma l’unico funerale che vorrebbero, in migliaia qui a manifestare con la Cgil e Uil e in altre quattro periferie italiane - Torino, Napoli, Palermo, Cagliari - è quello ai provvedimenti del governo Meloni. Più di 13 mila in totale, ne contano i sindacati a fine giornata, tra bandiere rosse e blu: per dire no al “codice Salvini”, per dire no al blocco della cessione dei crediti e dello sconto in fattura che trasforma il Superbonus in una «roba per ricchi». Mettendo a rischio, dice Genovesi, «20-30 mila cantieri all’anno e 100 mila posti di lavoro».
ROMA — «Con il nuovo codice degli appalti torniamo ai cantieri degli anni ‘70, quando i morti si contavano a decine ogni giorno». Alessandro Genovesi, segretario degli edili della Fillea Cgil, parla da piazza Don Bosco a Cinecittà, periferia est di Roma. Quella del funerale laico a Welby e dell’altro eclatante a Casamonica. Ma l’unico funerale che vorrebbero, in migliaia qui a manifestare con la Cgil e Uil e in altre quattro periferie italiane - Torino, Napoli, Palermo, Cagliari - è quello ai provvedimenti del governo Meloni. Più di 13 mila in totale, ne contano i sindacati a fine giornata, tra bandiere rosse e blu: per dire no al “codice Salvini”, per dire no al blocco della cessione dei crediti e dello sconto in fattura che trasforma il Superbonus in una «roba per ricchi». Mettendo a rischio, dice Genovesi, «20-30 mila cantieri all’anno e 100 mila posti di lavoro».
Risponde a stretto giro il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: «Orgoglioso del nuovo codice che garantirà più lavoro per tutti, più sicurezza e meno burocrazia: per fortuna ci sono sindacati che preferiscono il confronto allo scontro, il futuro al passato». Il riferimento è alla Cisl di Luigi Sbarra, assente dalla protesta. Ma che ci sarà con Cgil e Uil per il Primo Maggio a Potenza. E poi nelle mobilitazioni che inizieranno da questo mese di aprile in poi, per confluire in una possibile manifestazione unitaria entro giugno.
Ieri però in piazza a Roma si vedevano solo i segretari generali di Cgil e Uil: Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. A un certo punto anche l’ex premier Giuseppe Conte, per difendere il Superbonus, la creatura dei Cinque Stelle. «Ma se ci avessi dato retta - gli dice Genovesi - limitandolo a prime case, redditi bassi e ultime classi energetiche da riqualificare come F o G, ora forse non avremmo il blocco». E invece si è fermato tutto.
Lo dice l’imprenditore “incagliato” di Torino Marco Razzetti: «Il rischio è che le imprese falliscano. E non per debiti, ma per crediti. E crediti dello Stato: questa l’assurdità». Lo conferma un altro imprenditore di Cagliari, David Scaccia: «Con il blocco delle cessioni ho dovuto fermare i cantieri e ridurre la forza lavoro da 13 a 4». Lo racconta l’avvocata Ilaria Pannone, amministratrice di condomini a Napoli: «Risvolti disastrosi per cittadini e imprenditori che da un giorno all’altro si sono visti cambiare le regole e ritrovati case sventrate, cantieri aperti, liquidità finita, famiglie costrette a vendersi gli immobili». Ignazio D’Angelo sale sul palco a Palermo, quartiere Zen e dice che la casa che stava attrezzando per la sua disabilità è inabitabile: «Lavori e crediti: tutto fermo».
Ecco quindi che in questo contesto traballante per l’edilizia, volano di crescita negli ultimi due anni, arriva il nuovo codice degli Appalti, riforma Pnrr che però non vale per il Pnrr, ma consente di andare veloci nelle opere pubbliche. «Piuttosto mette a rischio la vita delle persone, visto che il 90% degli incidenti mortali avviene nella linea dei subappalti e questo codice liberalizza i subappalti a cascata», dice il leader della Cgil Maurizio Landini. «Una logica sbagliata e folle quella poi di cancellare le gare per il 98% dei lavori pubblici di questo Paese: rischia di far nascere cartelli e blocchi economici». Piero Ceraulo, segretario Fillea Cgil di Palermo, va pure oltre: «In Sicilia significa allargare le maglie alla criminalità organizzata, torniamo indietro di 50 anni».
Anche il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri crede che il nuovo codice metta «in discussione la sicurezza sul lavoro, vista la sostanziale chiusura dell’Ispettorato e l’affidamento della certificazione di sicurezza ai consulenti del lavoro: questo dà l’idea di come il governo Meloni intenda affrontare il tema dei mille morti all’anno sul lavoro». Solidarietà pure dalla nuova segretaria del Pd Elly Schlein: «Voglio far sentire la nostra vicinanza al sindacato in piazza contro il codice degli appalti». Funerale però rimandato.