ROMA - Il ritocco all’insù c’è, seppure prudente. Perché il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha scelto la stima più bassa tra quelle sul tavolo. E così nel Documento di economia e finanza, atteso martedì sul tavolo del Consiglio dei ministri, il Pil tendenziale (senza interventi) a 0,9% marcherà un avanzamento rispetto all’ultimo dato programmatico. Tre decimali in più (era stato fissato allo 0,6% nelle previsioni di novembre).
Una considerazione che vale per quest’anno, ma anche per il 2024. E qui il quadro generale cambia decisamente tono. Non solo per il passo da lumaca del Pnrr, che tra l’altro è avvolto dalle incognite della revisione dei progetti e del cambio della governance. A preoccupare l’esecutivo è anche il rialzo dei tassi d’interesse, una mina sulla crescita. Per questo il ritocco. Ma questa volta in senso negativo. Riguarda sempre il Pil: le stime dell’autunno scorso saranno riviste al ribasso, il tasso di crescita del prossimo anno sarà ridotto rispetto all’1,8%.
Messi in fila, tutti questi elementi spingono il Mef a un’ulteriore prudenza. Riguarda lo spazio che si apre quest’anno grazie al Pil che va meglio del previsto. Il contenitore dove far confluire le risorse a disposizione potrebbe essere la riforma fiscale, che per partire deve recuperare fondi. Ma il condizionale è d’obbligo; non è affatto detto che il margine sul deficit (il tendenziale è stato fissato al 4,35%) venga utilizzato per dare un primo segnale sulle tasse. La valutazione, spiegano fonti del ministero, è in corso.
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