✕

Def, il deficit al 4,5%. Per il governo una mini dote di 3 miliardi

(ansa)
Il ministero dell'Economia al lavoro sul Documento di economia e finanza. La linea prudente di Giorgetti sui conti. Il Pil programmatico verso l'1%
1 minuti di lettura

ROMA - Il numero sarà messo nero su bianco nelle prossime ore. Tra le pagine del Def, il Documento di economia e finanza. È lì che il governo indicherà, tra le altre stime, quella che riguarda il deficit programmatico di quest’anno. È un numero che pesa perché messo a confronto con il tendenziale (a legislazione vigente) misura lo spazio di manovra: la riserva da spendere, il “tesoretto”.

I tecnici del ministero dell’Economia sono ancora a lavoro sulle previsioni; il Def è atteso martedì prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri. C’è ancora tempo, quindi, per eventuali affinamenti, ma al momento l’asticella si appresta a essere fissata al 4,5%. Non sarebbe una nuova stima, ma una conferma del valore già indicato nella Nota di aggiornamento al Def, che l’esecutivo Meloni ha approvato lo scorso novembre. Il deficit tendenziale, invece, si attesterà al 4,35%.

…

ROMA - Il numero sarà messo nero su bianco nelle prossime ore. Tra le pagine del Def, il Documento di economia e finanza. È lì che il governo indicherà, tra le altre stime, quella che riguarda il deficit programmatico di quest’anno. È un numero che pesa perché messo a confronto con il tendenziale (a legislazione vigente) misura lo spazio di manovra: la riserva da spendere, il “tesoretto”.

I tecnici del ministero dell’Economia sono ancora a lavoro sulle previsioni; il Def è atteso martedì prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri. C’è ancora tempo, quindi, per eventuali affinamenti, ma al momento l’asticella si appresta a essere fissata al 4,5%. Non sarebbe una nuova stima, ma una conferma del valore già indicato nella Nota di aggiornamento al Def, che l’esecutivo Meloni ha approvato lo scorso novembre. Il deficit tendenziale, invece, si attesterà al 4,35%.

Ecco allora che il margine che si apre, tradotto in risorse a disposizione, ammonterebbe a 2,5-3 miliardi, con la forchetta che potrebbe essere ristretta verso l’estremo più basso. Insomma un mini-cuscinetto. Frutto di una linea prudente sui conti, che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha voluto come cifra di tutto il Def. Anche il ritocco del Pil tendenziale, che salirà allo 0,9% (tre decimali in più rispetto al programmatico di novembre, sei rispetto al tendenziale precedente) riflette questa visione.

C’è spazio per alzare l’asticella (quella del programmatico punta all’1%), ma Giorgetti ha scelto la linea della prudenza e della responsabilità. Ragionevole e realistico sono i due aggettivi che accompagneranno la presentazione del Documento. Perché, come ha certificato ieri la Banca d’Italia, il Pil ha registrato una "lieve ripresa" nel primo trimestre, dopo la stagnazione della fine del 2022. A spingere la crescita è stata la manifattura, che ha beneficiato del calo dei prezzi del gas e dell’allentamento delle strozzature lungo le catene di approvvigionamento.

Ma le incognite, nel medio periodo, sono tante. A iniziare dal rialzo dei tassi d’interesse deciso dalla Banca centrale europea. Passando, poi, al Pnrr che fa fatica a scaricare la spesa e quindi a generare un effetto sul Pil. Tanto che il contributo del Piano di ripresa e resilienza alla crescita potrebbe essere anche dimezzato all’interno del Def, che aggiornerà il dato alla luce di un’attuazione che procede a rilento.

La prudenza caratterizzerà anche le previsioni per l’anno prossimo, quando le incognite peseranno di più. Anche sul Pil, che dovrebbe essere ridimensionato rispetto all’1,8% indicato nella Nadef. Ma prima c’è il 2023 da affrontare. Si parte con una mini dote, a fronte di richieste che arrivano da più parti. Irpef, cuneo, pensioni sono i titoli dei contenitori. Ma il “tesoretto” scontenterà più di qualcuno.


©RIPRODUZIONE RISERVATA