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Def, approvato il testo dal Consiglio dei ministri

La premier Meloni con il ministro dell'Economia Giorgetti
La premier Meloni con il ministro dell'Economia Giorgetti (ansa)
Nel testo approvato dal Consiglio dei ministri priorità agli interventi per sostenere famiglie e imprese, il Pil è previsto a crescere dello 0,9% nel 2023. Rimandato il tema delle nomine delle partecipate, via libera all'approvazione del Ddl capitali
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Via libera del Consiglio dei ministri al Def. E' arrivato nel corso della riunione che ha sul tavolo anche un ddl per favorire le quotazioni in Borsa, le sanzioni contro gli atti di eco-vandalismo sulle opere d'arte e potrebbe dichiarare anche lo stato di emergenza nazionale in materia di immigrazione. Ecco le indicazioni principali del Def approvato dal Consiglio dei ministri:  "Nel 2022 il Rapporto debito/pil è risultato pari al 144,4%, 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del dpb dello scorso novembre. Una diminuzione che, coerentemente agli obiettivi indicati nello scenario programmatico continuerà progressivamente a scendere nel 2023, al 142,1%, nel 2024, al 141,4, fino a raggiungere il 140,4% nel 2026". E ancora: il Governo "è al lavoro per ottenere la terza rata del Pnrr. Sono in corso  le interlocuzioni  con le istituzioni europee per la revisione e la rimodulazione di alcuni degli interventi previsti dal pnrr e delle relative  milestone e target. È inoltre in fase di elaborazione il capitolo del programma relativo al REPowerEU, che comprenderà tra l'altro anche nuovi investimenti. Il mantenimento dell'obiettivo di deficit esistente (4,5 per cento) permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima attuazione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull'anno in corso. Ciò sosterrà il potere d'acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale". Il ministro Giorgetti ha commentato "ambizione responsabile", si punta a crescita e lavoro. Via libera anche a una Borsa più snella con l'approvazione del Ddl capitali. Rimandato, invece, il tema delle  nomine nelle partecipate

Rimandato il tema delle partecipate

Il tema delle nomine nelle partecipate di Stato non sarebbe stato affrontato dal consiglio dei ministri. Lo hanno sottolineato alcuni dei ministri che hanno partecipato alla riunione di Palazzo Chigi per approvazione Def
 

Consob: Cdm avvia nomina Cornelli e Gabriella Alemanno

Il Consiglio dei ministri, secondo quanto riporta l'Ansa, su proposta della premier Giorgia Meloni, ha deliberato l'avvio della procedura per la nomina di Gabriella Alemanno e di Federico Cornelli a componenti della Consob.
 

Via libera al Ddl Capitali, così la Borsa diventa più snella

Guarda all'Europa il Ddl Capitali approvato in consiglio dei ministri. L'obiettivo - riporta l'Ansa - è dare un "sostegno della competitività dei capitali" all'insegna della semplificazione a partire dalla borsa e dalle regole per le quotazioni. Si alza poi la soglia per le pmi quotate, che da 500 milioni arriva a 1 miliardo mentre l'educazione finanziaria nelle scuole diventa legge, fissando un piano triennale d'intesa con la Consob e Bankitalia.

Sul fronte della Borsa è previsto un alleggerimento del Tuf (il testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria), laddove si fa riferimento ad alcuni regolamenti Consob per le società italiane che si vogliono quotare. Tra questi quello sui "criteri di trasparenza contabile e di adeguatezza della struttura organizzativa e del sistema dei controlli interni per le società controllate costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione europea". Eliminato anche il regolamento sui "criteri di trasparenza e i limiti per l'ammissione alla quotazione sul mercato mobiliare italiano delle società finanziarie, il cui patrimonio è costituito esclusivamente da partecipazioni". Congelata poi fino al 30 aprile del 2025 la maggioranza rafforzata del voto favorevole di almeno 2/3 in assemblea prevista dal codice civile per gli aumenti di capitale. La nuova norma si applica "a condizione che sia rappresentata almeno la metà del capitale sociale" in assemblea per gli aumenti di capitale con nuovi conferimenti, esclusi i casi del diritto di opzione fino al 20% del capitale, e per l'attribuzione agli amministratori della facoltà di aumentare il capitale sociale.

 

Sul Def per Giorgetti, "ambizione responsabile", si punta a crescita e lavoro
 

"La prudenza di questo documento è ambizione responsabile. Abbiamo davanti a noi grandi sfide, dai cambiamenti climatici al declino demografico della popolazione ma anche notevoli opportunità di aprire una nuova fase di sviluppo. Così il ministro Giancarlo Giorgetti ha commentato il Def approvato in Consiglio dei ministri. 'Le riforme avviate intendono riaccendere la fiducia nel futuro - ha aggiunto  - tutelando la natalità e le famiglie anche attraverso la riforma fiscale che privilegerà i nuclei numerosi. Inoltre riconoscerà lo spirito imprenditoriale quale motore di sviluppo economico, promuovendo il lavoro quale espressione essenziale dell'essere persona. E' realistico puntare per i prossimi anni ad un aumento del tasso di crescita del Pil e dell'occupazione, lungo un sentiero di innovazione e investimento all'insegna della transizione ecologica e digitale".


Il testo del Def approvato dal Consiglio dei ministri: priorità agli interventi per sostenere famiglie e imprese, il Pil è previsto a crescere dello 0,9% nel 2023

 

Su proposta del ministro dell'economia e finanze Giancarlo Giorgetti il Consiglio dei ministri approva il documento di economia e finanze del 2023 per il triennio 2024-2026

Il Def tiene conto di un quadro economico-finanziario che, nonostante l'allentamento negli ultimi tempi degli effetti negativi derivanti dalla pandemia e dal caro energia, rimane incerto e rischioso a causa della guerra in Ucraina, di tensioni geopolitiche elevate, del rialzo dei tassi di interesse ma anche per l'affiorare di localizzate crisi nel sistema bancario e finanziario internazionale. In questo contesto, l'economia italiana continua a mostrare una notevole dose di resilienza e vitalità. Il 2022 si è chiuso con il Pil in aumento del 3,7% e, nonostante il rallentamento congiunturale della seconda metà dell'anno, i più recenti indicatori, tra cui gli indici di fiducia di famiglie e imprese, segnalano che nei primi mesi del 2023 l'economia del Paese ha ripreso a crescere. Gli obiettivi prioritari che ispirano e delineano la politica economica del governo possono essere sintetizzati nel sostegno alla crescita e al benessere dei cittadini, con nuovi interventi in favore di famiglie (in particolare per quelle numerose sono previste misure anche nella riforma fiscale) e imprese nonché misure destinate a rilanciare gli investimenti e rafforzare la competitività del Paese; la sostenibilità dei conti pubblici con una graduale riduzione di deficit e debito. Le previsioni di crescita del Pil contenute nel documento si collocano nel solco già tracciato dal Documento programmatico di Bilancio (DPB) di novembre e dalla legge di bilancio, confermando l'approccio prudente e realistico, finalizzato a mostrare serietà e affidabilità sia ai mercati sia all'Unione Europa, e che punta a raggiungere risultati più ambiziosi.

Debito

Nel 2022 il rapporto debito/Pil è risultato pari al 144,4%, 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del DPB dello scorso novembre. Una diminuzione che, coerentemente agli obiettivi indicati nello scenario programmatico continuerà progressivamente a scendere nel 2023, al 142,1%, nel 2024, al 141,4, fino a raggiungere il 140,4% nel 2026. Tuttavia non possono essere ignorati gli effetti di riduzione del rapporto debito / Pil che si sarebbero potuti registrare se il super bonus non avesse auto gli impatti sui saldi di finanza pubblica che sono stati finora registrati.


Deficit

Il Def punta a ridurre gradualmente, ma in misura rilevante e sostenuta nel tempo, il deficit e il debito della PA in rapporto al PIL. Coerentemente con questo obiettivo, il Governo conferma gli obiettivi di indebitamento netto presenti nel documento dello scorso novembre: 4,5% nel 2023, 3,7 nel 2024, 3,0 nel 2025, fino al 2,5 nel 2026.


Pil

Nello scenario tendenziale a legislazione vigente, il Pil è previsto crescere dello 0,9 per cento nel 2023 (programmatico 1)  dato rivisto al rialzo in confronto al DPB di novembre, in cui la crescita del 2023 era fissata allo 0,6 per cento, dell'1,4 per cento nel 2024 (programmatico 1,5) dell'1,3 per cento nel 2025 e dell'1,1 per cento nel 2026 (stesse percentuali nel programmatico).
La stima per il 2024 viene pertanto rivista al ribasso (dall'1,9 %) in confronto allo scorso novembre. La proiezione per il 2025 è in linea con il DPB, mentre la decelerazione prevista per il 2026 è dovuta a prassi metodologiche concordate a livello di Unione europea.

 

Risorse aggiuntive 2023 per taglio cuneo fiscale

 

A fronte di una stima di deficit tendenziale per l'anno in corso pari al 4,35 per cento del PIL, il mantenimento dell'obiettivo di deficit esistente (4,5 per cento) permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima attuazione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull'anno in corso. Ciò sosterrà il potere d'acquisto delle famiglie e contribuirà alla moderazione della crescita salariale. Unitamente ad analoghe misure contenute nella legge di bilancio, questa decisione testimonia l'attenzione del Governo alla tutela del potere d'acquisto dei lavoratori e, al contempo, alla moderazione salariale per prevenire una pericolosa spirale salari-prezzi.


Riduzione pressione fiscale

 

Il Def prevede inoltre un andamento discendente della pressione fiscale che dovrebbe passare dal 43,3 nel 2023 al 42,7% entro il 2026.
 

Pnrr

 

Il Governo è al lavoro per ottenere la terza rata del Pnrr. Sono in corso  le interlocuzioni  con le istituzioni europee per la revisione e la rimodulazione di alcuni degli interventi previsti dal pnrr e delle relative  milestone e target. È inoltre in fase di elaborazione il capitolo del programma relativo al REPowerEU, che comprenderà tra l'altro anche nuovi investimenti. Per rendere il nostro Paese più dinamico, innovativo e inclusivo non basta soltanto il Pnrr. È necessario, infatti, investire anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale e lavorare su un orizzonte temporale più esteso di quello del Piano e che consenta di creare condizioni adeguate a evitare nuove fiammate inflazionistiche. È questo un tema che deve essere affrontato non solo in Italia, ma anche in Europa.

Il governo ha deliberato lo stato di emergenza sul tema dei migranti

Su proposta del ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, il governo ha deliberato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale a seguito dell'eccezionale incremento dei flussi di persone migranti attraverso le rotte del mediterraneo. Lo stato di emergenza, sostenuto da un primo finanziamento di cinque milioni di euro, avrà la durata di sei mesi. "Abbiamo aderito volentieri alla richiesta del ministro dell'interno matteo piantedosi, ben consapevoli - ha detto Musumeci - della gravità di un fenomeno che registra un aumento del 300 per cento. Sia chiaro, non si risolve il problema, la cui soluzione è legata solo ad un intervento consapevole e responsabile dell'unione europea".

 

Ddl capitali, sale a 1 miliardo la soglia per le Pmi quotate

Sale da 500 milioni a 1 miliardo di euro la soglia per la classificazione delle Pmi quotate in borsa o nei mercati regolamentati. E' quanto prevede il Ddl capitali in esame oggi al Cdm che emenda in questo modo quanto disposto dal Tuf. Prevista anche la "dematerializzazione delle quote di Pmi, che potranno "esistere in forma scritturale" come previsto dal Tuf.

Via libera del Cdm al Def

Via libera del consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, al Documento di economia e finanza 2023, mentre il cdm è ancora in corso

Ddl capitali, norme semplificate per la quotazione in Borsa

Tra i temi all'ordine del giorno del Cdm c'è il ddl Capitali che prevede la "semplificazione delle procedure per l'ammissione alla quotazione" in borsa e negli altri mercati regolamentati. In particolare è previsto un alleggerimento del Tuf laddove si fa riferimento ad alcuni regolamenti Consob per le società italiane che si voglio quotare. Tra questi quello sui "criteri di trasparenza contabile e di adeguatezza della struttura organizzativa e del sistema dei controlli interni per le società controllate costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione europea". Eliminato anche il regolamento sui "criteri di trasparenza e i limiti per l'ammissione alla quotazione sul mercato mobiliare italiano delle società finanziarie, il cui patrimonio è costituito esclusivamente da partecipazioni". Tra le norme nella bozza in ingresso, riporta l'Ansa, è previsto il congelamento fino al 30 aprile del 2025 della maggioranza rafforzata del voto favorevole di almeno 2/3 in assemblea prevista dal codice civile. Il diritto di voto plurimo in assemblea per ogni singola azione di una società passa da un massimo di 3 a 10 unità.

Nomine, Molinari: "Partita tra leader, bizzarro se sceglie un partito solo"

"La scelta dei vertici delle società di Stato quotate è una partita ristretta tra i leader, quindi questa è una partita che sta seguendo direttamente il nostro segretario Salvini con Giorgia Meloni e Tajani e credo Gianni Letta per Forza Italia. È chiaro che c'è massimo riserbo sulle scelte, ma è chiaro che sarebbe bizzarro che fosse un solo partito ad indicare i nomi a discapito degli altri".  Lo ha detto Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, a 24 Mattino su Radio 24. Per Molinari "alla fine ne usciranno delle soluzioni equilibrate dove ogni gruppo potrà indicare dei nomi o comunque dare delle preferenze. Bisogna tenere conto che sono scelte da cui deriva il futuro di queste aziende che hanno un valore economico importante per il paese, quindi non si parla di nomine di partito".