Economia

Def, Cgil Cisl e Uil non ci stanno. Risorse insufficienti su salari e pensioni

Il ministro Giorgetti con la premier Meloni
Il ministro Giorgetti con la premier Meloni (ansa)
I sindacati in audizione in Parlamento attaccano il documento di economia e finanza e rilanciano la mobilitazione prevista per maggio
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ROMA - Inadeguato, esageratamente difensivo e senza risposte. I sindacati bocciano il Def e rilanciano la mobilitazione dopo l'audizione in Parlamento davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Un documento che è stato definito dalle organizzazioni sindacali "non adeguato" alla fase che sta attraversando il Paese. Ma anche insufficiente su salari, pensioni e sulla riduzione del cuneo fiscale, di fatto "l'unico intervento di politica economica, minimo, a sostegno della domanda".

Fracassi (Cgil): "Mancano risposte strutturali. Il nostro giudizio non può che essere negativo "

"Il Def 2023 sconta le variabili e le difficoltà che incidono su questa fase economica e ne siamo pienamente consapevoli. Ma nonostante questa consapevolezza riteniamo che il Def 2023 non sia adeguato alla fase che sta attraversando il paese". Così la vice segretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, in audizione in V commissione. "Mancano quelle risposte strutturali da noi richieste per limitare i prezzi, sostenere i redditi da lavoro e pensione anche attraverso la via fiscale e gli interventi necessari per sostenere la coesione sociale anche attraverso politiche per l'inclusione", ha ricordato Fracassi, sottolineando come anche sulle pensioni "il superamento della legge Fornero" sia "stato rimandato per l'ennesima volta. Non ci sono risorse". La vice segretaria Cgil ha anche ricordato quanto il taglio del cuneo fiscale sia insufficiente, chiedendo per questo "che si arrivi al taglio del 5% e all'introduzione del fiscal drag, ovvero l'indicizzazione delle detrazioni, importante per salvaguardare la stagione contratttuale".

Ganga (Cisl): "Def è troppo difensivo, manca una spinta alla crescita"

E proprio sul taglio del cuneo contributivo, all'attacco anche Cisl. Il taglio del cuneo contributivo sulle retribuzioni medio basse nel periodo maggio dicembre con risorse per 3,4 milairdi è un provvedimento "su cui siamo favorevoli", ha evidenziato il segretario confederale della Cisl,Ignazio Ganga. "Ma che tuttavia", ha proseguito Ganga, "giudichiamo insufficiente per rispondere al problema della difesa delle retribuzioni rispetto all'inflazione". Il Def "ci sembra un documento troppo difensivo che non aiuta a far agganciare al Paese la sfida della ripartenza, mentre ci saremmo aspettati, vista l'attuale congiuntura, una spinta più decisiva ed espansiva utile ad un recupero maggiore della crescita", ha rimarcato Ganga, allertando anche sul rischio della riforma delle pensioni di essere "spostata in avanti nel tempo". "Chiediamo chiarezza", ha detto, in quanto tale eventualità "diverse dalle nostre aspettative". Nel documento consegnato alla bilacamerale, la Cisl ha anche ribadito la necessità di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti pubblici. "Solo con un grande patto sociale è possibile affrontare l'insieme di questi problemi che non potranno prescindere dal rafforzamento, del confronto che in questi mesi si è andato a indebolire". 

Bombardieri (Uill): "Occasione mancata. Taglio del cuneo insufficiente, mancano le risposte che attendevamo"

"Nel Def non ci sono le risposte che attendevamo". È una lunga lista di mancanze quella che riassunte dal segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, in audizione davanti alle commissioni congiunte di Camera e Senato, parlando di "un testo complessivamente sbagliato, all'insegna dell'austerità che elude le emergenze", in cui "non c'è traccia delle richieste e delle rivendicazioni avanzate nelle piattaforme presentate" dai sindacati. "I lavoratori dipendenti e i pensionati", afferma, "continuano a subire una perdita del loro potere d'acquisto a causa di un'inflazione che, ormai da due anni a questa parte, si aggira intorno al 10% e l'intervento sul cuneo fiscale è insufficiente. Sulla salute e sicurezza, poi, nulla si è mosso: anche oggi, c'è stato l'ennesimo infortunio mortale e però si continuano a non fare le scelte necessarie a conseguire l'obiettivo di zero morti sul lavoro. Inoltre, mancano i provvedimenti attesi sulle pensioni, a cominciare dal ripristino delle originarie condizioni per Opzione donna e dalle decisioni per le future pensioni dei giovani", dice. "Il governo deve fare di più anche detassando gli aumenti contrattuali di primo e secondo livello e non dando agevolazioni alle imprese che rinnovano i contratti", ha ricordato il segretario Uil, rilanciando la mobilitazione unitaria indetta da Cgil, Cisl e Uil per il mese di maggio. "Andremo in piazza per ricordare che c'è un Paese che soffre e per chiedere che sia restituita centralità e dignità al lavoro", ha dichiarato invece il leader Bombardieri in occasione del Consiglio confederale della Uil Abruzzo, in cui il governo Meloni è stato richiamato al rispetto "degli impegni assunti durante la campagna elettorale".