Economia

Mutui, i tassi salgono al 4%. L'Abi: "Nuovi rialzi in arrivo"

Mutui, i tassi salgono al 4%. L'Abi: "Nuovi rialzi in arrivo"
(ansa)
La nota dell'associazione relativa ai dati di marzo. Il tasso medio sul totale dei prestiti sale al 3,81%. Per i finanziamenti sulla casa ritorno ai livelli del 2012
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MILANO - I tassi sui nuovi mutui sfondano il muro del 4%. È quanto mettono in evidenza i numeri dell'Abi relativi al mese di marzo con l'associazione che rileva che "sicuramente ci saranno ulteriori rialzi". In particolare, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è tornato a valori di maggio 2012, salendo al 4% dal 3,76% il mese precedente.

Il tasso medio sul totale dei prestiti a marzo è stato del 3,81% tornato a valori di giugno 2014, contro il 3,65% nel mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato del 3,90%, tornato sostanzialmente a valori di gennaio 2012 (3,55% il mese precedente). A marzo 2023, sottolinea l'Abi, l'andamento dei prestiti delle banche a imprese e famiglie continua a essere positivo anche se si registra un leggero rallentamento: i finanziamenti a imprese e famiglie sono infatti aumentati dello 0,5% (a 1.324 miliardi di euro) rispetto a un anno prima, contro il +1% a febbraio.

Nel rapporto mensile dell'Abi viene precisato che tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d'Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni). A febbraio 2023, i prestiti alle imprese erano diminuiti dello 0,5%  (stabile rispetto al mese precedente) e alle famiglie erano cresciuti del 2,5% (+3,0% nel mese precedente). In particolare, la dinamica dei finanziamenti alle famiglie è risultata in calo rispetto al mese precedente per la componente dei prestiti per l'acquisto di abitazioni (+3,7% rispetto a +4,3%) e stabile per il credito al consumo (+3,1% come nel mese precedente).



Per quello che riguarda la raccolta, sempre a marzo la dinamica dei depositi da clientela residente e obbligazioni è risultata in calo dell'1,6% su base annua: dopo tanto tempo, osserva l'Abi, aumenta la raccolta a medio/lungo termine mentre calano i depositi a breve. In dettaglio, infatti, i depositi sono scesi del 2,9% rispetto a un anno prima, mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è cresciuta rispetto ad un anno prima (+10,9%). La riduzione dei depositi, secondo l'Abi, è imputabile prevalentemente alle imprese che avevano registrato tra dicembre 2019 e luglio 2022 un incremento dei depositi di oltre 130 miliardi di euro, mentre per la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche (sia in gestione sia detenuti direttamente della clientela), si rileva un incremento di circa 163 miliardi tra febbraio 2022 e febbraio 2023, di cui 88,7 miliardi riconducibili alle famiglie, 27,9 alle imprese e il restante agli altri settori (imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione).